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Via Trieste, chiarimento definitivo della Regione: con il vecchio Puc erano previsti solo servizi per la città. Qualcuno ha mentito?

Sul progetto di riqualificazione dell’area ex Italgas di via Trieste si allungano le ennesime ombre. Per il momento, non sono ancora quelle dei palazzi alti sette piani che si teme vengano costruiti. Però, nell’intenso dibattito su chi ha fatto cosa, chi ha stabilito cosa, chi c’era e chi non c’era, arriva ora l’intervento da parte della Regione Liguria. Che è talmente diretto, chiaro, franco e inequivocabile da rappresentare la pietra tombale a proposito di responsabilità.

A Chiavari, prima, durante e dopo il Consiglio Comunale di qualche giorno fa, si sono rivisti gli ultimi scampoli (non meno velenosi) della campagna elettorale del 2017: con reciproci scambi di accuse tra la maggioranza dell’attuale sindaco Marco Di Capua e, in particolare, il gruppo d’opposizione Noi di Chiavari, guidato dal capogruppo, ed ex sindaco, Roberto Levaggi.

“Lo schema Preli che si ripete”, ha riassunto con efficacia un finalmente combattivo e determinato Lino Cama del Partito Democratico, durante l’ultima seduta di Palazzo Bianco. Levaggi, da una parte, che sostiene che con il suo Puc, lasciato scadere, nell’area ‘incriminata’ di via Trieste erano previsti solamente parcheggi e aree verdi. Di Capua ribatte: i palazzi si sarebbero potuti costruire anche con il Puc del predecessore.

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Il Comune di Ne lancia la battaglia contro il “digital divide”

Il nome tecnico è ‘digital divide’ e, dentro all’ennesimo parolone anglosassone, si cela un profondo disagio, tra chi risiede in un territorio e chi abita invece in un altro. ‘Divide’ nel senso di vera e propria discriminazione: mentre le grandi città sono quasi tutte servite dalla fibra ottica per quanto riguarda i servizi Internet (vale a dire la velocità più alta possibile, sino a 1 Gigabyte in download e circa 700 Megabyte in upload), e in quasi tutte quelle medie vi è comunque una Adsl super veloce, in parecchi paesini dell’entroterra, compreso quello ligure, si va online in modo decisamente più lento.

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La debacle urbanistica del Comune di Chiavari: le randellate della Regione

La Regione Liguria, con decisione della Giunta, è intervenuta a gamba tesa su alcune delle più importanti previsioni urbanistiche contenute nelle modifiche in itinere al PUC fatte dall’amministrazione comunale di Chiavari, sottolineando da un lato la balordaggine di alcune di esse (corso Lima), dall’altro ponendo importanti interrogativi sul futuro della zona più cruciale della città, l’area di Colmata. 

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Muffa e amianto nelle pareti, senza luce e con l’acqua alle caviglie quando piove: la vita a Chiavari nelle case popolari

A Sampierdicanne, nell’immediato interno di Chiavari, proprio a fianco del palazzetto dello sport, c’è una serie di condomini dove il tempo sembra essersi fermato. E questo non è affatto l’inizio di una favola, bensì del peggiore degli incubi. Quelli drammaticamente veri, e che si fanno a occhi aperti, tutti i giorni che fa Dio. Perché il tempo di riferimento è quello della responsabilità, degli interventi, delle manutenzioni, di tutto ciò che può rendere dignitoso il vivere dentro la propria casa, dentro il proprio palazzo.

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Via Trieste, il progetto in anteprima per l’area ex Italgas: solo un corridoio resterà pubblico. Tutto il resto sarà proprietà privata. E oggi il Comitato incontra Di Capua

Senza che ci sia alcun bisogno di nuovo cemento nel centro di Chiavari, senza che siano necessari ulteriori appartamenti immessi sul mercato – a fronte di una crisi immobiliare ormai lunghissima – senza che ci sia nessuna logica, il progetto di riqualificazione – attraverso la costruzione di due palazzi alti sette piani – dell’area ex Italgas di via Trieste va avanti. Nonostante tutto. Nonostante tutti.

Mentre i residenti della zona si sono ufficialmente costituiti in un comitato, guidato da Maria Rita Alì, a Palazzo Bianco è stato presentato il progetto relativo al nuovo insediamento. È firmato dallo studio di architettura Giugiaro di Torino, che si è occupato, in tutta Italia, di parecchie riqualificazioni legate ad aree di pertinenza di Italgas.

‘Piazza Levante’ ha potuto visionare alcune delle tavole ed è in grado di pubblicare alcuni render. Le palazzine saranno due, suddivise da un corridoio urbano che da via Trieste porterà direttamente all’ingresso del palazzone di quello che sarebbe dovuto essere il nuovo Palazzo di Giustizia e che adesso, con l’accorpamento del Tribunale di Chiavari a quello di Genova, è stato salvato, riadattandolo ad uffici pubblici, tra cui Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Giudice di Pace e Conservatoria dei Registri Immobiliari.

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La Corte dei Conti demolisce il bilancio di Lavagna: “Comune non affidabile”. La prima (e lunghissima) sfida del neo sindaco Gian Alberto Mangiante

Undici seggi ottenuti, percentuale del 27,02%, per un totale di 1906 preferenze. Con questi numeri, Gian Alberto Mangiante è il nuovo sindaco di Lavagna, il sindaco della tanto auspicata ripartenza, dopo tre anni di commissariamento e dopo l’apertura ufficiale dello stato di dissesto finanziario.

Numeri positivi, numeri vincenti per un vero ‘uomo dei numeri’: Mangiante, infatti, è uno dei commercialisti più stimati della zona, da tempo impegnato pure da varie amministrazioni pubbliche, in veste di sindaco e di revisore dei conti. Finalmente Lavagna ha un nuovo primo cittadino, un nuovo Consiglio Comunale e, ben presto, una nuova Giunta Comunale.

Ma è tutt’altro che una storia a lieto fine, perché i tempi di ‘vacche magre’ sono purtroppo appena iniziati e non saranno affatto brevi. C’è da immaginare che tutto il quinquennio di Mangiante sarà all’insegna di ‘lacrime e sangue’, nel tentativo di risanare i conti pubblici e di uscire dalla situazione di dissesto.
Tecnicamente, quando i conti di un Comune vengono bocciati in via definitiva, subentra un’apposita commissione, incaricata di occuparsi di tutto il pregresso. Il sindaco, invece, prosegue nell’ordinaria amministrazione e negli incarichi più ‘politici’. Ma è chiaro che si dovrà lavorare a strettissimo contatto, facendo veramente la conta degli spiccioli.

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Regolamento degli animali a Chiavari, il parere dell’avvocato: “Dal Comune un eccesso di potere”

Sul regolamento degli animali a Chiavari si continua a dibattere moltissimo, anche dopo la sua recente approvazione. Il tutto ovviamente, alla ‘maniera chiavarese’: mugugno latente, commenti su commenti sui social network, fitto scambio di email tra le associazioni animaliste e Palazzo Bianco, comunicati piccati da parte dell’amministrazione comunale, repliche a mezzo di legali da parte dell’opposizione.

Litigiosità su tutti i fronti, insomma, meno che su uno: quella tanto annunciata manifestazione di piazza che proprio non riesce a prendere forma, nella città dove rarissimamente la protesta diventa manifesta… per le vie di fatto.

Detto questo, il tema – che ‘Piazza Levante’ ha sviluppato in diversi articoli nei numeri scorsi, proprio per l’assurdità di certe norme che sono contenute in questo testo pasticciato, superficiale, illogico e fortemente vessatorio – rimane caldissimo e si rincorre sempre più insistentemente la voce di un possibile e imminente ricorso al Tar da parte delle associazioni che si occupano di cura e di tutela degli animali. Un profilo di illegittimità, in effetti, parrebbe proprio esserci, soprattutto in riferimento ad alcuni articoli. Il più citato e discusso, come noto, è quello relativo alla museruola e alla possibile istituzione delle Aree M, ovvero l’articolo 9 comma 1 del ‘Regolamento per la Tutela degli Animali d’Affezione’.

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Depuratore di Chiavari, i molteplici aspetti di un argomento ‘Nimby’

La storia si ripete. Ancora una volta, ancora con un altro giro di giostra. Nonostante i clamorosi ritardi, nonostante le sanzioni europee che sono sempre più incombenti, nonostante le delibere votate, poi rivotate, poi modificate, poi pronte di nuovo a essere ridiscusse.Quello che non cambia è sempre l’argomento: il depuratore di vallata dell’Entella, quel maxi impianto che, secondo le ultime previsioni, dovrebbe essere collocato nella zona più a sud della Colmata di Chiavari, nella parte più a ridosso del mare, direttamente a filo di banchina. Una soluzione a cui si è giunti nei mesi scorsi, lasciando invece da parte quella del precedente ciclo amministrativo.Tutti ricorderanno come la collocazione del futuro impianto di depurazione sia stata (insieme alla riqualificazione dell’ex cantiere navale di Preli) l’argomento più caldo della campagna elettorale del 2017: da un lato l’ex sindaco Roberto Levaggi che parlava di un depuratore nella zona del Lido (dopo aver sventato la prospettiva di un mega depuratore alla Colmata a servizio di tutto il Tigullio orientale, compresa Sestri Levante, con tubature che sarebbero dovute passare sotto al mare), dall’altro lo sfidante Marco Di Capua, oggi sindaco, fieramente contrario a questa ipotesi.Mesi e anni dopo, l’amministrazione Di Capua è effettivamente riuscita a sventare la costruzione del depuratore al Lido, ma è tornata d’attualità l’opzione Colmata. Che, a conti fatti, non è poi così tanto differente.

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Federico Rampini ospite in Wylab

Genova e Pechino, Bruxelles e New York, il Kerala e l’Etiopia, e tanti altri luoghi ancora.  Impressioni, ricordi e riflessioni di un nomade globale che ha visto il mondo con i suoi occhi e ce lo racconta senza farsi ingabbiare dai cliché. Il viaggio di una vita, sempre alla ricerca di radici antiche e nuove. 

Sabato 20 luglio alle 21.15, a Wylab, Federico Rampini presenta il suo nuovissimo libro, “L’oceano di mezzo - Un viaggio lungo 24.539 miglia”.

Organizzano Wylab e Piazza Levante.

Ingresso libero