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Reddito di cittadinanza, Comuni in allarme e lasciati nel caos. L’ennesimo ‘pacco’ da parte del Governo centrale

Doveva essere la panacea di (quasi) tutti i mali. Doveva. Invece è diventato l’ennesimo pasticcio all’italiana. L’ennesimo ‘pacco’ che il Governo centrale ha rifilato alle amministrazioni locali, sempre più oberate in fatto di adempienze e burocrazie e, contestualmente, sempre più svuotate di risorse e di personale.

Il reddito di cittadinanza, grandissimo cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle negli ultimi due anni, ha avuto una partenza che monca è dire poco, almeno per quanto riguarda i comuni del Levante genovese.

Chiavari, per la precisione, è la città capofila di un distretto che comprende anche i centri di Leivi, Cogorno, Carasco e San Colombano. Il sindaco Marco Di Capua, attraverso gli uffici di Palazzo Bianco, ha svolto nei mesi scorsi tutte le pratiche di preparazione. Ma si continua, purtroppo, a navigare a vista, per via di uno sfilacciamento tra enti locali e Ministero. L’ennesimo pasticcio all’italiana, per l’appunto. I comuni fanno il loro dovere, a Roma questo avviene di meno. E chi aveva sperato in un sostegno, è ancora in pieno caos. E le amministrazioni locali, che avevano sperato di poter realizzare importanti lavori (socialmente utili), sono rimaste ancora a secco. Di Capua e gli altri sindaci hanno quindi chiesto un incontro al Centro per l’Impiego, nel tentativo di correre ai ripari e di districarsi in questo guazzabuglio normativo e soprattutto organizzativo. Il vertice è stato fissato per il prossimo 14 novembre, e vi parteciperanno tutti gli operatori coinvolti e i referenti degli altri Ambiti Territoriali Sociali, con l’obiettivo di concordare un metodo condiviso e una procedura.

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Genova Capitale europea dello Sport, ma con l’incognita degli impianti. Sbagliare l’impostazione sarebbe un suicidio

È appena stato annunciato che Genova sarà la Capitale europea dello Sport 2024. E subito campane a stormo sono risuonate da un palazzo all’altro. Politici, dirigenti sportivi, amministratori vari fanno a gara per spiegare quanto saranno magnifiche e progressive le opportunità che un simile riconoscimento comporta. Un po’ meno estasiati quelli che hanno l’età per aver vissuto altri appuntamenti epocali di questo genere.

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Biciclette e pedoni insieme in via Veneto a Chiavari: l’ennesima scelta pasticciata e senza uno straccio di visione programmatica

Non è un paese per ciclisti o non è un paese per pedoni? Certamente, mentre si cerca una risposta a questo dilemma, un concetto è chiaro a tutti: che non può essere un paese per ciclisti e pedoni contemporaneamente.
Così la decisione, da parte del Comune di Chiavari, di introdurre – in via sperimentale – le biciclette in via Vittorio Veneto pare l’ennesimo pasticcio privo di alcun senso (la foto in alto è di Davide Papalini).

Ma perché cambiare abitudini che sono tali da anni, come lo spingere a mano il proprio mezzo a pedali in questa strada e nella vicina via Martiri della Liberazione? Perché creare, a tutti i costi, una situazione di confusione e pericolosità che diventa poi difficile da gestire?
Entrare nella testa degli attuali amministratori di Palazzo Bianco è spesso un esercizio assai difficile. Tant’è, la direzione pare ormai presa. Quando si concluderanno i lavori che interessano corso Dante e piazza Roma, che hanno creato enormi disagi, si avvierà questa fase ‘sperimentale’, che prevede una convivenza tra ciclisti e pedoni. Convivenza che forzata è dire poco.

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Chiavari conquista la nuova passeggiata dopo anni di attesa. L’8 dicembre l’inaugurazione a Preli

Se tutto andrà come previsto, Chiavari avrà una passeggiata completamente nuova, a partire dall’8 dicembre di quest’anno. È in fase di rifinitura infatti, e poi necessiterà di relativo collaudo, la promenade che da piazza dei Pescatori (ovvero piazza Gagliardo) andrà verso ponente, in direzione del gruppo del Sale, e che passerà sotto alla Colonia Fara, simbolo non solo della città ma anche dell’architettura razionalista.

Il nuovo tratto di lungomare fa parte della contropartita pubblica, rispetto al cantiere di riqualificazione della Colonia, che viene portato avanti dall’impresa privata Fara Srl. La notizia dell’inaugurazione il Giorno dell’Immacolata 2019, inizio ufficiale delle festività natalizie a Chiavari e non solo, è stata data nei giorni scorsi da Luigino Bottini, che di Fara Srl è l’amministratore unico.

L’occasione è stata l’inaugurazione, presso Wylab, della mostra fotografica ‘Steel Fara’, dove in ventitré scatti il fotografo Alessio Mancini (geometra molto conosciuto a Chiavari e con il pallino della reflex, tutte le foto di questo articolo sono sue) ha raccontato in maniera eccellente come l’edificio simbolo della zona, per certi versi irripetibile anche perché costruito interamente a ridosso della spiaggia, è rinato anche grazie all’utilizzo delle travi in acciaio, a rinforzo imprescindibile della vecchia struttura in cemento armato.

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Sestri, pulizia radicale delle reti fognarie e progetto del depuratore in fase avanzata. Chiavari prenda spunto

Sestri Levante è al centro di un progetto pilota per la pulizia delle reti fognarie. Si tratta del primo comune in tutta la Liguria ad avviare questa importantissima operazione straordinaria, realizzata grazie al supporto tecnico di Iren. Come spesso accade, laddove c’è buona amministrazione, ecco che arrivano anche gli interventi radicali e risolutivi.

La notizia è stata data qualche giorno fa. Proprio in questi giorni, si parte con il programma, che è stato avviato anche a seguito delle numerose richieste avanzate nell’ambito del progetto di miglioramento ambientale portato avanti dall’amministrazione comunale, e teso a investire nella rete fognaria, anche in vista della realizzazione del nuovo impianto di depurazione.

“Il progetto presentato da Iren – illustra il Comune di Sestri – costituisce un significativo intervento di pulizia e programmazione della gestione della rete delle acque nere del territorio sestrese, che coinvolgerà la sua intera estensione, pari a settanta chilometri. L’intervento verrà effettuato con l’utilizzo di un macchinario chiamato ‘canal jet’, vale a dire un sistema idrico ad alta pressione che consente di aspirare liquami e detriti e di erogare acqua. Iren si avvarrà non solo del proprio personale, ma anche di ditte specializzate”. Sarà un intervento organico e completo, a differenza di quanto sta accadendo a Chiavari, dove l’amministrazione va avanti pezzo per pezzo, senza un indirizzo generale, scoperchiando strade e non facendo mancare i disagi.

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Chiavari, i parcheggi per residenti sono ancora un miraggio. E scatta la raccolta di firme

Esattamente un anno e qualche giorno fa, lunedì 17 settembre per la precisione, scattò a Chiavari quella che l’amministrazione Di Capua definì, con la consueta prosopopea propagandistica, la ‘rivoluzione dei parcheggi’.

La gestione della sosta a pagamento passò da Apcoa, che era stata introdotta agli inizi degli anni Duemila dalla coppia Agostino-Segalerba (tanto per onor di cronaca), a Marina Chiavari, società in-house del Comune.

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Da stoppato alle comunali a politico più influente in Liguria: le ‘sliding doors’ dell’onorevole Roberto Traversi

Per motivi che non sono stati mai ufficialmente chiariti, nella primavera del 2017 la sua candidatura a sindaco di Chiavari fu clamorosamente stoppata. Ora, due anni e qualche mese dopo, è il politico più influente del Tigullio e uno dei principali sulla scena ligure. Destinato a interfacciarsi non solo con il sindaco di Chiavari poi effettivamente eletto, Marco Di Capua, ma anche con i suoi colleghi dei comuni limitrofi, tra cui Roberto Bagnasco, Valentina Ghio e Gian Alberto Mangiante.

È il rovesciamento di prospettive, che per certi versi ha dell’incredibile, vissuto da Roberto Traversi. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle, da sempre radicato a Chiavari e nel Levante cittadino, è l’unico sottosegretario ligure nel ‘nuovo’ governo Conte varato a seguito dell’intesa programmatica (giammai dire ‘alleanza’) tra grillini e Partito Democratico. Non essendoci, in questo Conte bis (come neppure, a onor del vero, nel Conte uno), ministri della nostra regione, si può tranquillamente dire che Traversi, professione architetto e militanza di lungo corso del movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, è l’esponente dell’esecutivo centrale più alto, per quanto riguarda la Liguria.

Altro che ‘sliding doors’, altro che porta che si chiude e portone che si apre, come dice il famoso proverbio. Qui Traversi è stato fermato da una corsa a primo cittadino di Chiavari, che probabilmente non avrebbe mai vinto, per prendere un incarico mille volte più prestigioso. Mille volte più oneroso, in termini di responsabilità. Mille volte più spesso, in termini di potere.

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Chiavari, per smaltire i rifiuti umidi il Comune passa da una spesa di 89 euro alla tonnellata a una di 150 euro. Ci saranno conseguenze sul calcolo della Tari?

Lo scorso 24 ottobre del 2017, l’amministrazione comunale di Chiavari convocò in pompa magna una conferenza stampa a Palazzo Bianco. Seduti al tavolo, oltre al sindaco Marco Di Capua, c’erano il presidente del Consiglio Comunale Antonio Segalerba, l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Nettezza Urbana Massimiliano Bisso, la sua collega ai Servizi Sociali Fiammetta Maggio, il capogruppo di Partecip@ttiva Giorgio Canepa.

Si era nel pieno dell’inchiesta giudiziaria che, proprio in merito agli appalti dei rifiuti, aveva investito tre componenti degli uffici tecnici chiavaresi, mentre la parte politica non venne mai toccata, né di questa né della precedente amministrazione.

Nell’occasione, e con tanto di circo mediatico montato come si conviene, Di Capua annunciò l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile, rispetto a quel fascicolo giudiziario. Qualche giorno prima, sulla pagina Facebook di Avanti Chiavari, veniva pubblicato un intervento dello stesso assessore Bisso (anche presidente del gruppo politico), nel quale si denunciava come l’appalto per lo smaltimento della frazione umida fosse passato, in epoca Levaggi, dai 72 euro alla tonnellata agli 89 euro alla tonnellata.

Oggi, quella stessa amministrazione che tanto tuonò contro una scelta su cui la magistratura mai si pronunciò – e che fu frutto meramente di valutazioni tecniche e dei costi di mercato – paga per lo smaltimento della frazione umida da 89 euro a tonnellata a 150 euro alla tonnellata. Senza, naturalmente, che la cosa venga comunicata, che venga attivato alcun circuito mediatico, che si convochino conferenze stampa.

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