In primo piano

Attualità, In primo piano

Chiavari, per smaltire i rifiuti umidi il Comune passa da una spesa di 89 euro alla tonnellata a una di 150 euro. Ci saranno conseguenze sul calcolo della Tari?

Lo scorso 24 ottobre del 2017, l’amministrazione comunale di Chiavari convocò in pompa magna una conferenza stampa a Palazzo Bianco. Seduti al tavolo, oltre al sindaco Marco Di Capua, c’erano il presidente del Consiglio Comunale Antonio Segalerba, l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Nettezza Urbana Massimiliano Bisso, la sua collega ai Servizi Sociali Fiammetta Maggio, il capogruppo di Partecip@ttiva Giorgio Canepa.

Si era nel pieno dell’inchiesta giudiziaria che, proprio in merito agli appalti dei rifiuti, aveva investito tre componenti degli uffici tecnici chiavaresi, mentre la parte politica non venne mai toccata, né di questa né della precedente amministrazione.

Nell’occasione, e con tanto di circo mediatico montato come si conviene, Di Capua annunciò l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile, rispetto a quel fascicolo giudiziario. Qualche giorno prima, sulla pagina Facebook di Avanti Chiavari, veniva pubblicato un intervento dello stesso assessore Bisso (anche presidente del gruppo politico), nel quale si denunciava come l’appalto per lo smaltimento della frazione umida fosse passato, in epoca Levaggi, dai 72 euro alla tonnellata agli 89 euro alla tonnellata.

Oggi, quella stessa amministrazione che tanto tuonò contro una scelta su cui la magistratura mai si pronunciò – e che fu frutto meramente di valutazioni tecniche e dei costi di mercato – paga per lo smaltimento della frazione umida da 89 euro a tonnellata a 150 euro alla tonnellata. Senza, naturalmente, che la cosa venga comunicata, che venga attivato alcun circuito mediatico, che si convochino conferenze stampa.

Attualità, In primo piano

Via Trieste: maggioranza a pezzi, accuse al vetriolo, minacce di querela. Ma ora Palazzo Bianco abbia il coraggio di compiere delle scelte vere

Tanto tuonò che piovve. Ed è una pioggia pure piuttosto intensa. La fragorosa rottura all’interno della maggioranza che guida Palazzo Bianco a Chiavari, con il consigliere di ‘Cambia con Me’ Giovanni Giardini cacciato dal sindaco Marco Di Capua, “in quanto è venuto meno il rapporto di fiducia”, si porta dietro parecchi interrogativi tanto politici quanto tecnici e pratici, e lascia il campo aperto ad alcune importanti riflessioni.

Attualità, In primo piano

L’inarrestabile rivoluzione portata dai robot cambierà per sempre le nostre abitudini. Ma va gestita correttamente

Il Giappone è il paese al mondo in cui vivono i cittadini più longevi e ospita la popolazione di anziani più numerosa della terra. Oggil il 28% della popolazione giapponese ha più di 65 anni. Si prevede che nel 2050 sarà circa il 40%!!!

Tutti questi anziani hanno e avranno bisogno di qualcuno che si prende cura di loro. Purtroppo la bassissima natalità del Giappone non consente che il modello del passato – figli e nipoti che si occupano dei nonni – sia praticabile per il futuro. Non ci saranno nipoti a sufficienza.

A meno di un profondo cambiamento nelle politiche di immigrazione, oggi rigidamente chiuse, non ci saranno abbastanza umani capaci e disponibili di occuparsi degli anziani. Il Ministero della Sanità giapponese prevede per il 2025 un fabbisogno di 4 milioni di assistenti per anziani. Oggi nel Paese ce ne sono soltanto 1,5 milioni.

L’esempio del Giappone non è così lontano dalla realtà del nostro Tigullio, dove i tassi di invecchiamento della popolazione e di denatalità sono altrettanto marcati. Dal punto di vista dell’assistenza, la situazione è solo leggermente diversa perché le politiche di immigrazione italiane degli ultimi anni sono state meno rigide di quelle giapponesi e c’è da noi un esercito silenzioso ma preziosissimo di lavoratrici e lavoratori stranieri (prevalentemente ucraini ed ecuadoriani) che si occupa dei nostri anziani. Ciò non di meno, specie per i non autosufficienti, vi è una drammatica carenza di servizi di assistenza sia pubblici che privati che spesso mette in crisi le famiglie.

Attualità, In primo piano

Un polo digitale per il futuro di Chiavari e del Tigullio orientale? La sinergia con Sestri Levante

Di ANTONIO GOZZI – La vicenda Wyscout-Hudl di cui abbiamo parlato sul numero scorso di ‘Piazza Levante’, oltre alla storia virtuosa di una start up nata e cresciuta a Chiavari e che ha fatto il più importante exit conosciuto in Italia nello sportech, è molto importante perché grazie ad essa si insedia nella nostra città la filiale di una grande azienda americana che, con l’acquisizione di Wyscout, supera i 120 milioni di USD di fatturato. 

Questa è, per la città e per le sue nuove generazioni, un’occasione fondamentale che va colta al volo. Se Hudl si troverà bene da noi, è molto probabile che continuerà a investire per la crescita, specie nell’area calcio, e ciò significa possibilità di occupazione qualificata e di ricchezza per il nostro territorio. 

Chiavari resta sede di Wyscout non per imposizione contrattuale, ma perché gli americani ne hanno apprezzato l’organizzazione e la gestione aziendale, gli skills e le professionalità di prim’ordine, in breve una cultura di impresa e un clima lavorativo molto simile al loro. 

Sarà fondamentale mantenere questo clima e questa cultura, così come sarà fondamentale continuare a far crescere a Chiavari una comunità digitale e una struttura formativa capaci di fornire allo sviluppo di Wyscout Hudl, e ad altre promettenti start up, le risorse umane qualificate di cui questa crescita ha bisogno. 

Attualità, In primo piano

La bella favola di Wyscout racconta al mondo intero che “anche a Chiavari si può”

A capirlo subito fu Mario Monti, il rettore della Bocconi divenuto Presidente del Consiglio, che nella tarda estate del 2012, visitando gli stand del meeting di Rimini, si fermò davanti a quello di Wyscout e in religioso silenzio, suo e del seguito, ascoltò per oltre 5 minuti la clip che spiegava cosa fosse Wyscout: già allora la più grande piattaforma digitale del mondo sul calcio e sui calciatori.

Senza dire una parola Monti se ne andò e proseguì la visita agli stand. Ma poco dopo, a sorpresa, nello speech che fece dinanzi a 5000 persone spiegando come il digitale di lì in avanti avrebbe cambiato la nostra vita, citando esplicitamente il caso di Wyscout se ne uscì con la frase che almeno per noi chiavaresi restò famosa: “… anche a Chiavari si può…”.

In quell’affermazione ci stanno due concetti: uno, un po’ tipico della spocchia milanese per la provincia e per tutto ciò che non è la grande Milano; l’altro, molto più importante e profondo, relativo al fatto che le tecnologie digitali aprono al mondo e che è possibile grazie ad esse diventare leader globali di un business anche da una piccola e tutto sommato periferica cittadina di provincia.

Attualità, In primo piano

Liguria: la decrescita è ancora infelice. E il Movimento 5 Stelle sa solo dire no

Un anno e mezzo fa, 21 marzo del 2018, nel primo numero di ‘Piazza Levante’ l’articolo in primo piano era intitolato: ‘Liguria, la decrescita è infelice. Ripartire dal rapporto Ambrosetti per uscire dalla crisi’. Noi, ma non soltanto noi, lo ricordiamo molto bene.

Citando ad ampie mani lo studio eseguito da The European House – Ambrosetti, uno dei think tank più prestigiosi a livello europeo e primo in Italia per autorevolezza dei suoi lavori e livello dei suoi componenti, ricordavamo come, secondo il documento finale, la Gronda e più in generale le infrastrutture, sia stradali che ferroviarie, fossero la chiave di volta per far uscire la Liguria dall’isolamento e consentire alla regione di non perdere troppa distanza dalle altre del Nord Italia, oltre che al porto di Genova di restare tra i principali player del Mediterraneo.

Era il 21 marzo, e ripetiamo la data non per caso. Perché, a quell’epoca, era ancora in piedi il Ponte Morandi. Non solo dal 14 agosto in poi lo scenario è cambiato negativamente, a livello di traffici e di turismo (i primi dati relativi al 2019, nonostante le rassicurazioni, sono drammatici), ma quell’isolamento di cui il Rapporto Ambrosetti parlava mesi prima si è accentuato ed è diventato ancor più dannoso dal punto di vista strategico.

Attualità, In primo piano

Via Trieste, chiarimento definitivo della Regione: con il vecchio Puc erano previsti solo servizi per la città. Qualcuno ha mentito?

Sul progetto di riqualificazione dell’area ex Italgas di via Trieste si allungano le ennesime ombre. Per il momento, non sono ancora quelle dei palazzi alti sette piani che si teme vengano costruiti. Però, nell’intenso dibattito su chi ha fatto cosa, chi ha stabilito cosa, chi c’era e chi non c’era, arriva ora l’intervento da parte della Regione Liguria. Che è talmente diretto, chiaro, franco e inequivocabile da rappresentare la pietra tombale a proposito di responsabilità.

A Chiavari, prima, durante e dopo il Consiglio Comunale di qualche giorno fa, si sono rivisti gli ultimi scampoli (non meno velenosi) della campagna elettorale del 2017: con reciproci scambi di accuse tra la maggioranza dell’attuale sindaco Marco Di Capua e, in particolare, il gruppo d’opposizione Noi di Chiavari, guidato dal capogruppo, ed ex sindaco, Roberto Levaggi.

“Lo schema Preli che si ripete”, ha riassunto con efficacia un finalmente combattivo e determinato Lino Cama del Partito Democratico, durante l’ultima seduta di Palazzo Bianco. Levaggi, da una parte, che sostiene che con il suo Puc, lasciato scadere, nell’area ‘incriminata’ di via Trieste erano previsti solamente parcheggi e aree verdi. Di Capua ribatte: i palazzi si sarebbero potuti costruire anche con il Puc del predecessore.

Attualità, In primo piano

Il Comune di Ne lancia la battaglia contro il “digital divide”

Il nome tecnico è ‘digital divide’ e, dentro all’ennesimo parolone anglosassone, si cela un profondo disagio, tra chi risiede in un territorio e chi abita invece in un altro. ‘Divide’ nel senso di vera e propria discriminazione: mentre le grandi città sono quasi tutte servite dalla fibra ottica per quanto riguarda i servizi Internet (vale a dire la velocità più alta possibile, sino a 1 Gigabyte in download e circa 700 Megabyte in upload), e in quasi tutte quelle medie vi è comunque una Adsl super veloce, in parecchi paesini dell’entroterra, compreso quello ligure, si va online in modo decisamente più lento.

1 2 3 8
RECENT COMMENTS
FlICKR GALLERY
THEMEVAN

We are addicted to WordPress development and provide Easy to using & Shine Looking themes selling on ThemeForest.

Tel : (000) 456-7890
Email : mail@CompanyName.com
Address : NO 86 XX ROAD, XCITY, XCOUNTRY.