l’editoriale
  • La Ferrari con il giovane Leclerc vince a Monza. Un pensiero a Sergio Marchionne
    di ANTONIO GOZZI - Dopo 9 anni di digiuno, la Ferrari torna a vincere il Gran Premio di Formula 1 di Monza e lo fa con la seconda vittoria consecutiva (quindici giorni fa aveva vinto il Gran Premio del Belgio) di Charles Leclerc, un giovanissimo pilota che non ha ancora compiuto 22 anni e che è già nella leggenda. Chi ha potuto seguire la gara di Monza ha vissuto un'emozione indimenticabile. Il ragazzino partito in pole è riuscito a tenere la prima posizione per tutta la corsa e, nonostante i disperati tentativi di superarlo dei due piloti della Mercedes, l’inglese campione del mondo Hamilton e il finlandese Bottas, ha resistito per tutti i 53 giri fino in fondo e finalmente, in un tripudio di vessilli gialli della Ferrari e tricolori, è passato per primo sotto la bandiera a scacchi. Una bellissima vittoria che esalta le straordinarie doti automobilistiche di un giovane pilota cresciuto nella Ferrari Driver Academy (gli scout e i selezionatori del Cavallino Rampante ci avevano visto giusto), umile e competente che, si dice, per bravura e carattere sarebbe piaciuto moltissimo a Enzo Ferrari. A me il ragazzo ricorda per bravura e indole (tenacissimo e durissimo in gara, ma non esaltato nonostante il successo, prudente nelle parole, perfino con un velo di malinconia) Ayrton Senna, l’indimenticabile campione brasiliano. All’inizio degli anni ’90 uscì un bellissimo cortometraggio su Ayrton, intervistato a lungo nel suo Brasile tra il verde dell’azienda agricola di famiglia e le spiagge atlantiche. Quell’intervista mi piacque talmente per l’equilibrio, la saggezza e il carisma del giovane campione che decisi di farla vedere ai miei studenti all’Università. Ne furono così colpiti che per giorni discussero e si confrontarono sul messaggio che emergeva da quel filmato di una leadership gentile ma di enorme fascino. Ho la sensazione che Leclerc possa avere una carriera tanto o più importante di quella di Senna, fermata a 34 anni dal tragico incidente di Imola. E ho la sensazione che il giovane monegasco, che intervistato subito dopo la vittoria da una rete televisiva inglese ha chiesto di poter parlare in italiano e ha spiegato di fare così perché una vittoria della Ferrari a Monza valeva dieci volte di più di quella immediatamente precedente in Belgio, diventerà un gigante della Formula 1 non solo per le straordinarie capacità di pilota ma per le sue doti umane. La vittoria di Monza, oltre che a Charles Leclerc, è merito della straordinaria performance di tutto il team della casa di Maranello, che ancora una volta ha mostrato il suo enorme valore.leggi

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Chiavari, per smaltire i rifiuti umidi il Comune passa da una spesa di 89 euro alla tonnellata a una di 150 euro. Ci saranno conseguenze sul calcolo della Tari?

Lo scorso 24 ottobre del 2017, l’amministrazione comunale di Chiavari convocò in pompa magna una conferenza stampa a Palazzo Bianco. Seduti al tavolo, oltre al sindaco Marco Di Capua, c’erano il presidente del Consiglio Comunale Antonio Segalerba, l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Nettezza Urbana Massimiliano Bisso, la sua collega ai Servizi Sociali Fiammetta Maggio, il capogruppo di Partecip@ttiva Giorgio Canepa. Si era nel pieno dell’inchiesta giudiziaria che, proprio in merito agli appalti dei rifiuti, aveva investito tre componenti degli uffici tecnici chiavaresi, mentre la parte politica non venne mai toccata, né di questa né della precedente amministrazione. Nell’occasione, e con tanto di circo mediatico montato come si conviene, Di Capua annunciò l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile, rispetto a quel fascicolo giudiziario. Qualche giorno prima, sulla pagina Facebook di Avanti Chiavari, veniva pubblicato un intervento dello stesso assessore Bisso (anche presidente del gruppo politico), nel quale si denunciava come l’appalto per lo smaltimento della frazione umida fosse passato, in epoca Levaggi, dai 72 euro alla tonnellata agli 89 euro alla tonnellata. Oggi, quella stessa amministrazione che tanto tuonò contro una scelta su cui la magistratura mai si pronunciò - e che fu frutto meramente di valutazioni tecniche e dei costi di mercato - paga per lo smaltimento della frazione umida da 89 euro a tonnellata a 150 euro alla tonnellata. Senza, naturalmente, che la cosa venga comunicata, che venga attivato alcun circuito mediatico, che si convochino conferenze stampa.

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Ginnastica, Sport

Il sogno di Giulia e Athena: diventare ballerine ‘prof’

di DANILO SANGUINETI Fatica, concentrazione, sacrificio, preparazione, sfida, sconfitta, vittoria. Sono tutti concetti che definiscono lo sport agonistico e che si adattano alla perfezione a chi si dedica in maniera professionale alla danza. La proprietà transitiva corre in aiuto di chi sostiene che il ballo possa essere esercizio sportivo quanto disciplina cara alle Muse. Se nel nuoto sincronizzato, nella ginnastica ritmica e artistica, nel pattinaggio su ghiaccio e a rotelle il ruolo del coreografo è fondamentale quanto quello dell’allenatore e del preparatore, i ballerini, che sono i primi esecutori degli 'scrittori di danza', hanno pieno diritto a definirsi atleti. A Chiavari c’è una società nata dalla costola di una palestra (AS Body Center) dove si praticava...
Pallanuoto, Sport

La Pro Recco in Usa: allenamenti ma anche (tanto) marketing

Tu vuò fa’ l’Americano. La Pro Recco sovrappone al biancoceleste dello stemma sociale la bandiera a stelle e strisce. Il cammino per prepararsi alla stagione 2019-20 fa una deviazione non da poco, due settimane nel Nuovo Continente: mister Ratko Rudic fa varcare nuovamente l’Atlantico alla sua ciurma – la stagione scorsa una settimana in California – ancora il Golden State con una tournée che è un misto tra teoria di test match, common training e pure una serie di lezioni di approfondimento che apparentemente hanno poco a che fare con la waterpolo. Un mix originale in sé, addirittura rivoluzionario per uno sport tra i più conservativi della famiglia olimpica. La Pro Recco che ha la squadra maschile tra le più forti...
Sci, Sport

Lo Sci Club S. Stefano incalza: “Si vada avanti sulla neve artificiale”

di DANILO SANGUINETI Raccontare di uno sci club in un periodo dell’anno nel quale si fatica a ricordare come sia la neve, causa le meningi accalorate e un’estate che non intende mollare, sarà forse provocatorio. Oppure liberatorio. In realtà, come ogni società seria che si rispetti, lo Sci Club Santo Stefano ha necessità di programmare, di giocare in anticipo. Il futuro, pure quello della stessa stazione sciistica avetana, si gioca in queste settimane. Il dirigenti sono pronti a fare la loro parte, serve però che dallo stato, enti locali in primis, rispondano con azioni e interventi, non vaghe promesse. Il clima sta cambiando, il meteo sempre più variabile rende quasi imprevedibile l’evoluzione delle varie fasi stagionali, segnatamente quella invernale. Nessuno...
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