l’editoriale
  • Ombre russe sulla Lega
    La politica estera di un grande Paese come l’Italia è una cosa seria. Deve essere improntata al perseguimento degli interessi nazionali nel quadro delle alleanze e dei trattati internazionali liberamente sottoscritti. Non sopporta l’improvvisazione e non può essere esposta e condizionata da interessi di parte e men che meno dall’influenza economica di potenze straniere, estranee o addirittura conflittuali con il nostro sistema di alleanze, su singole forze politiche specie se di governo.  Per questi motivi la vicenda dei rapporti tra la Russia di Putin e la Lega di Salvini culminata con un tentativo, non si sa se andato in porto, di un finanziamento di 65 milioni di dollari che dalla Russia sarebbero dovuti arrivare alle casse del partito di Salvini attraverso sconti su partite di petrolio, è un fatto gravissimo. Al di là del finanziamento illecito del partito e di una possibile corruzione internazionale (quanti soldi sono rimasti o sarebbero rimasti nelle tasche degli intermediari italiani e russi?) è il fatto in sé a essere gravissimo a livello di politica internazionale, perché conferma i continui tentativi di influenza e ingerenza dei russi su molti Stati occidentali e/o su singole forze o personalità politiche operanti in quei paesi, e la disponibilità di questi a farsi “influenzare”. È gravissimo altresì perché evidenzia e sottolinea l’incompetenza, l’inavvedutezza, la spregiudicatezza al limite dell’incoscienza di Salvini e dei suoi consiglieri in materia internazionale i quali, dimenticando che la Lega è oggi forza di governo in Italia, giocano con russi, americani e cinesi come se si trattasse di partite di scopone con tre amici al bar. Flirt con Putin ma corsa a Washington per rassicurare gli americani; firma unilaterale di trattati con la Cina 'sulla via della seta', consentendo ai cinesi un mega spot internazionale, anche se poi gli affari grossi i cinesi li fanno con i francesi; posizione ondivaga sulla Libia, ambiguità sul Venezuela ecc. Anche a causa dell’improvvisazione leghista, la politica estera del governo giallo verde, nonostante i disperati richiami alla serietà e al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica Mattarella e del Ministro Moavero, sembra una maionese impazzita.leggi

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Via Trieste, chiarimento definitivo della Regione: con il vecchio Puc erano previsti solo servizi per la città. Qualcuno ha mentito?

Sul progetto di riqualificazione dell’area ex Italgas di via Trieste si allungano le ennesime ombre. Per il momento, non sono ancora quelle dei palazzi alti sette piani che si teme vengano costruiti. Però, nell’intenso dibattito su chi ha fatto cosa, chi ha stabilito cosa, chi c’era e chi non c’era, arriva ora l’intervento da parte della Regione Liguria. Che è talmente diretto, chiaro, franco e inequivocabile da rappresentare la pietra tombale a proposito di responsabilità. A Chiavari, prima, durante e dopo il Consiglio Comunale di qualche giorno fa, si sono rivisti gli ultimi scampoli (non meno velenosi) della campagna elettorale del 2017: con reciproci scambi di accuse tra la maggioranza dell’attuale sindaco Marco Di Capua e, in particolare, il gruppo d’opposizione Noi di Chiavari, guidato dal capogruppo, ed ex sindaco, Roberto Levaggi. “Lo schema Preli che si ripete”, ha riassunto con efficacia un finalmente combattivo e determinato Lino Cama del Partito Democratico, durante l’ultima seduta di Palazzo Bianco. Levaggi, da una parte, che sostiene che con il suo Puc, lasciato scadere, nell’area ‘incriminata’ di via Trieste erano previsti solamente parcheggi e aree verdi. Di Capua ribatte: i palazzi si sarebbero potuti costruire anche con il Puc del predecessore.

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La piscina andrà a gara: il Camogli spera di non perderla

di DANILO SANGUINETI L’importanza di avere un tetto sulla testa: per chi vive immerso dodici mesi su dodici nell’acqua, quattro muri ed una copertura sono qualcosa che fa sentire sicuri, protetti. Per questo la Rari Nantes Camogli 1914 che ha appena terminato una stagione tra lo spettacolare e l’entusiasmante non può sorridere come vorrebbe. Anzi, rivolge uno sguardo preoccupato al futuro perché incombe la prospettiva di un bando. Il Comune è obbligato da una legge del 2016 ad appaltare tramite gara pubblica la gestione della piscina del Boschetto, intitolata a Giuva Baldini, campionissimo della Rari dei tempi eroici. La Rari che è il gestore uscente, è in lizza per il rinnovo ma sa di dover fronteggiare offerte ‘forti’ da parte...
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L’orgoglio avetano scende in campo: e non c’è solo il calcio

“Le parole sono importanti” tuona Nanni Moretti in una delle sue migliori opere, Palombella Rossa, che è anche un grande film sportivo. Per questo quando leggiamo Polisportiva Val d’Aveto sarebbe meglio soffermarsi su ogni singolo termine e rifletterci. Poli-sportiva ossia più di una disciplina, più generi, più varietà, non solo il calcio come quasi tutti tendono a pensare. E poi Val d’Aveto, ovverossia l’area che ruota attorno al fiume omonimo, non solo Santo Stefano – anche qui si è inclini sbrigativamente a ridurre – pure Rezzoaglio come ci tiene a ricordare il presidente della stessa società, Graziano Fontana: “I particolarismi da noi non trovano asilo. Siamo un gruppo di dirigenti che opera in perfetta sintonia. Siamo ‘Avetani’, Rezzoaglio, Santo Stefano,...
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Luca Raggio: da Coreglia alla Cina, sempre in sella alla sua bici

di DANILO SANGUINETI La Cina è lontana; non raccontiamoci storie, per molti di noi è un pianeta sconosciuto, un’impresa approdarvi. E un’impresa, anzi una doppia impresa in quel 'mondo a parte' sta cercando di fare proprio in questi giorni Luca Raggio, unico corridore del Levante che è riuscito ad ascendere all’empireo del ciclismo professionistico internazionale. E che intende restarci. La stagione agonistica 2019 dev'essere quella della verità per il ragazzo che, nonostante rimbalzi ai quattro angoli del Pianeta come una pallina da flipper, continua a risiedere nel paesino della Fontanabuona dove è cresciuto, Coreglia Ligure: messo sotto contratto dalla Selle Italia a soli 22 anni...
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Federico Rampini ospite in Wylab

Genova e Pechino, Bruxelles e New York, il Kerala e l’Etiopia, e tanti altri luoghi ancora.  Impressioni, ricordi e riflessioni di un nomade globale che ha visto il mondo con i suoi occhi e ce lo racconta senza farsi ingabbiare dai cliché. Il viaggio di una vita, sempre alla ricerca di radici antiche e nuove. 

Sabato 20 luglio alle 21.15, a Wylab, Federico Rampini presenta il suo nuovissimo libro, “L’oceano di mezzo - Un viaggio lungo 24.539 miglia”.

Organizzano Wylab e Piazza Levante.

Ingresso libero