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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Editoriale

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Periodo

Confindustria critica l’Europa, il senatore Mario Monti la rampogna. Ma Tony Blair la pensa diversamente

Noi non siamo anti-europeisti: semplicemente vogliamo un’Europa diversa, perché la traiettoria attuale porta alla perdizione, alla scomparsa del concetto stesso di Unione Europea

Assemblea Confindustria 2026: la relazione del presidente Orsini ha un forte contenuto sociale ma i leader della sinistra non ci sono. Bene Meloni

Essere in estremo ritardo rispetto a Usa e Cina sull’innovazione e sull’IA amplierà ancor di più il gap economico e industriale dell’Europa, rendendo ineluttabile il suo declino

La solitudine di Draghi, e ciò che Draghi non dice

Il nodo è la concezione di quale Europa si vuole per il futuro, cosa fare subito per interrompere la spirale di declino demografico, tecnologico, produttivo e sociale in atto, e in definitiva per salvare il concetto stesso di Europa

Che bello festeggiare in Serie B i miei vent’anni di presidenza

Senza montarci la testa, ma anche orgogliosi del cammino percorso, pensiamo di essere riusciti in questi anni a fare calcio importante soprattutto se si tiene conto della nostra dimensione

Il caro energia non è uguale per tutti: no al populismo energetico

In generale la priorità va data al sostegno delle famiglie non abbienti e alle imprese energivore senza le quali l’intero apparato produttivo dell’Italia rischia di collassare

Meno globalizzazione? Il commercio mondiale continua a crescere ma bisogna difendersi dalla sovraccapacità cinese

Convergenze necessarie tra Stati Uniti ed Unione Europea. Il Made in Italy sugli scudi

La Cina impone nuove regole per impedire alle aziende straniere presenti in quel paese di ridurre la loro dipendenza

Lo squilibrio nel commercio estero cinese è ormai gigantesco a livello globale. Nel 2025 le esportazioni cinesi hanno superato le importazioni di quasi 1200 miliardi di dollari e nel primo trimestre 2026 il surplus è ancora cresciuto

Crisi energetica: gli effetti sull’economia e sull’industria. Come al solito l’Europa ha ritardi di percezione e di azione

Anche in questa fase così difficile non si comprende l’importanza di tutelare l’industria, specie quella dei settori energivori che sono strategici

Si aprono nuove prospettive in Medio-Oriente. Essere capaci a riconoscerlo senza ipocrisie. Il ruolo strategico dell’Italia

Il nostro Paese, con il Piano Mattei e l’azione dei suoi grandi gruppi industriali a partire dall’Eni, oltre alle attività di sviluppo può giocare un ruolo unico di ambasciatore gentile dei valori occidentali di libertà, libera impresa, diritti civili e delle donne, tolleranza, libertà di opinione

Ha vinto il No ma noi continueremo a credere nelle ragioni del Sì. Riflessione post referendum

Occorre vigilare affinché il voto per il No, sia pure numericamente così importante, non costituisca ulteriore elemento di rafforzamento del protagonismo di molti Pm e del circuito mediatico-giudiziario che li sostiene

Perché votare Sì, le buone ragioni di una scelta. Anche la sinistra riformista contro la sinistra giustizialista

Riteniamo che questa riforma non sia né di destra né di sinistra ma che serva al Paese per avere una giustizia giusta. La terzietà del giudice è una garanzia per tutti i cittadini

Crisi energetica: l’Europa dorme, i socialisti europei anche (con il sonnifero di Greta). Bravo e coraggioso il governatore dell’Emilia Romagna De Pascale

Stiamo vivendo, dopo quella del 2022, la più grave crisi energetica che il mondo abbia conosciuto: mai nella storia era stato chiuso lo stretto di Hormuz da dove passa il 20% del petrolio mondiale e il 20% del gas