Attualità

Approfondimento, Attualità

Il dialettale del Castello si sposta a settembre, ma rimane al chiuso

di ALBERTO BRUZZONE Anticipata dallo spettacolo ‘Musica tradizionale della Riviera di Levante’, svoltosi martedì sera in piazza Fenice a Chiavari con il gruppo I Macramè (Laura Merino, Pierluigi Giachino, Mauro Manicardi e Julyo Fortunato), torna, per la trentaduesima edizione, la rassegna di teatro in dialetto ‘Elio Rossi’, organizzata in città dall’Associazione Culturale O…

Attualità, editoriale

Ombre russe sulla Lega

La politica estera di un grande Paese come l’Italia è una cosa seria. Deve essere improntata al perseguimento degli interessi nazionali nel quadro delle alleanze e dei trattati internazionali liberamente sottoscritti. Non sopporta l’improvvisazione e non può essere esposta e condizionata da interessi di parte e men che meno dall’influenza economica di potenze straniere, estranee o addirittura conflittuali con il nostro sistema di alleanze, su singole forze politiche specie se di governo. 

Per questi motivi la vicenda dei rapporti tra la Russia di Putin e la Lega di Salvini culminata con un tentativo, non si sa se andato in porto, di un finanziamento di 65 milioni di dollari che dalla Russia sarebbero dovuti arrivare alle casse del partito di Salvini attraverso sconti su partite di petrolio, è un fatto gravissimo.

Al di là del finanziamento illecito del partito e di una possibile corruzione internazionale (quanti soldi sono rimasti o sarebbero rimasti nelle tasche degli intermediari italiani e russi?) è il fatto in sé a essere gravissimo a livello di politica internazionale, perché conferma i continui tentativi di influenza e ingerenza dei russi su molti Stati occidentali e/o su singole forze o personalità politiche operanti in quei paesi, e la disponibilità di questi a farsi “influenzare”.

È gravissimo altresì perché evidenzia e sottolinea l’incompetenza, l’inavvedutezza, la spregiudicatezza al limite dell’incoscienza di Salvini e dei suoi consiglieri in materia internazionale i quali, dimenticando che la Lega è oggi forza di governo in Italia, giocano con russi, americani e cinesi come se si trattasse di partite di scopone con tre amici al bar. Flirt con Putin ma corsa a Washington per rassicurare gli americani; firma unilaterale di trattati con la Cina ‘sulla via della seta’, consentendo ai cinesi un mega spot internazionale, anche se poi gli affari grossi i cinesi li fanno con i francesi; posizione ondivaga sulla Libia, ambiguità sul Venezuela ecc.

Anche a causa dell’improvvisazione leghista, la politica estera del governo giallo verde, nonostante i disperati richiami alla serietà e al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica Mattarella e del Ministro Moavero, sembra una maionese impazzita.

Attualità, In primo piano

Via Trieste, chiarimento definitivo della Regione: con il vecchio Puc erano previsti solo servizi per la città. Qualcuno ha mentito?

Sul progetto di riqualificazione dell’area ex Italgas di via Trieste si allungano le ennesime ombre. Per il momento, non sono ancora quelle dei palazzi alti sette piani che si teme vengano costruiti. Però, nell’intenso dibattito su chi ha fatto cosa, chi ha stabilito cosa, chi c’era e chi non c’era, arriva ora l’intervento da parte della Regione Liguria. Che è talmente diretto, chiaro, franco e inequivocabile da rappresentare la pietra tombale a proposito di responsabilità.

A Chiavari, prima, durante e dopo il Consiglio Comunale di qualche giorno fa, si sono rivisti gli ultimi scampoli (non meno velenosi) della campagna elettorale del 2017: con reciproci scambi di accuse tra la maggioranza dell’attuale sindaco Marco Di Capua e, in particolare, il gruppo d’opposizione Noi di Chiavari, guidato dal capogruppo, ed ex sindaco, Roberto Levaggi.

“Lo schema Preli che si ripete”, ha riassunto con efficacia un finalmente combattivo e determinato Lino Cama del Partito Democratico, durante l’ultima seduta di Palazzo Bianco. Levaggi, da una parte, che sostiene che con il suo Puc, lasciato scadere, nell’area ‘incriminata’ di via Trieste erano previsti solamente parcheggi e aree verdi. Di Capua ribatte: i palazzi si sarebbero potuti costruire anche con il Puc del predecessore.

Attualità, In primo piano

Il Comune di Ne lancia la battaglia contro il “digital divide”

Il nome tecnico è ‘digital divide’ e, dentro all’ennesimo parolone anglosassone, si cela un profondo disagio, tra chi risiede in un territorio e chi abita invece in un altro. ‘Divide’ nel senso di vera e propria discriminazione: mentre le grandi città sono quasi tutte servite dalla fibra ottica per quanto riguarda i servizi Internet (vale a dire la velocità più alta possibile, sino a 1 Gigabyte in download e circa 700 Megabyte in upload), e in quasi tutte quelle medie vi è comunque una Adsl super veloce, in parecchi paesini dell’entroterra, compreso quello ligure, si va online in modo decisamente più lento.

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Federico Rampini ospite in Wylab

Genova e Pechino, Bruxelles e New York, il Kerala e l’Etiopia, e tanti altri luoghi ancora.  Impressioni, ricordi e riflessioni di un nomade globale che ha visto il mondo con i suoi occhi e ce lo racconta senza farsi ingabbiare dai cliché. Il viaggio di una vita, sempre alla ricerca di radici antiche e nuove. 

Sabato 20 luglio alle 21.15, a Wylab, Federico Rampini presenta il suo nuovissimo libro, “L’oceano di mezzo - Un viaggio lungo 24.539 miglia”.

Organizzano Wylab e Piazza Levante.

Ingresso libero