Attualità

Approfondimento, Attualità

Il chiavarese Franco Lecca, da 50 anni l’uomo della fotografia al cinema: “Così rendo immortali le immagini”

di ALBERTO BRUZZONE Negli anni Sessanta, nel Carruggio Dritu di Chiavari, solevano passeggiare su e giù e intrattenersi in lunghe conversazioni culturali. Tre amici, tre grandissimi talenti, ognuno nel rispettivo campo. Tre persone che avrebbero dato, e che poi in effetti hanno dato, un contributo enorme alle arti. Tre chiavaresi:…

Attualità, editoriale

Craxi e il duello a sinistra: lui aveva ragione e i comunisti torto marcio

di ANTONIO GOZZI – Il 19 gennaio di venti anni fa moriva nella sua casa di Hammamet Bettino Craxi. L’ennesima crisi cardiaca non aveva dato scampo e aveva vinto per sempre la fibra di un uomo debilitato da tempo da un gravissimo diabete e da un cancro ad un rene mal curato e male operato in Tunisia.

Non si era riusciti a curarlo in Italia perché nonostante l’ipotesi di un corridoio umanitario proposta dall’allora Presidente del consiglio Massimo D’Alema, condivisa dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e  sostenuta dal Vaticano, l’inflessibile capo della procura della Repubblica di Milano Saverio Borrelli si era opposto in ogni modo all’idea, sostenendo che se Craxi tornava in Italia prima veniva arrestato e poi curato.

Bettino disse fino alla fine che per lui la libertà equivaleva alla vita, e coerente a ciò decise di morire e di essere sepolto nell’amica terra tunisina.

Il ventennale della scomparsa di Craxi, anche grazie all’uscita del film di Gianni Amelio, ‘Hammamet’, e del libro di Marcello Sorgi ‘Presunto colpevole’ per Einaudi,  ha finalmente riaperto il dibattito e la riflessione sulla vicenda e sulla figura del leader socialista.

Per molto tempo (e qualcuno ancora ci prova, ma è ormai in minoranza) si è cercato di rappresentare la storia anche politica di Craxi esclusivamente in chiave giudiziaria come quella di un uomo corrotto e colpevole di cui in definitiva non valeva la pena di riferire altro. Bettino in base a questa visione non era quindi un esule ma un latitante; le sue colpe non erano di finanziamento illegale o irregolare al partito ma di arricchimento personale; persino la vicenda di Sigonella,  rappresentativa di una visione alta e importante della politica estera italiana, veniva e ancora viene da qualcuno rappresentata come un indegno appoggio al terrorismo internazionale.

Attualità, In primo piano

Interrogazioni a risposta immediata sui temi d’attualità: anche il Consiglio Comunale di Chiavari le adotti. È una battaglia di democrazia e partecipazione

Più spazio alle questioni cittadine, alle problematiche urgenti, alle richieste della popolazione, alle discussioni senza filtro in Consiglio Comunale? È possibile e molte amministrazioni hanno già adottato, nei loro regolamenti, una serie di strumenti immediati per arricchire il dibattito, far partecipare maggiormente le opposizioni, rendere le sedute consiliari molto più interessanti, di spessore, e anche molto più utili.

Approfondimento, Attualità

Casarza, altra crisi occupazionale, dopo Astor tocca a IML: 56 persone senza stipendio da tre mesi. Appello alla Regione

di ALBERTO BRUZZONE Non sono state festività serene per tutti. A dire il vero, poi, non lo sono stati neppure i giorni precedenti né, molto probabilmente, lo saranno quelli successivi. A Casarza Ligure, nel primo e più popolato entroterra della Val Petronio, sta andando in scena l’ennesima crisi aziendale degli…

Approfondimento, Attualità

‘Due cuori, un pollaio’: San Valentino innamorati a Camogli strizza l’occhio a Lupo Alberto per l’edizione 2020

(r.p.l.) Ci sarà anche Lupo Alberto, il celeberrimo personaggio dei fumetti inventato dall’illustratore Silver, tra i protagonisti dell’edizione 2020 di ‘San Valentino… innamorati a Camogli’, l’ormai tradizionale rassegna che, tutti gli anni, anima il borgo del Golfo Paradiso con tutta una serie di iniziative di grande richiamo turistico. Da sempre, questa…

Attualità, editoriale

Interessi e valori. I fondamentali della politica estera

di ANTONIO GOZZI – Un grande direttore del Secolo XIX degli anni ’80 del secolo scorso, Michele Tito, confessava con tristezza che ogni volta che scriveva un editoriale di politica estera, argomento che amava e di cui era esperto, il giornale vendeva dal 5 al 10% di copie in meno ( e allora il quotidiano genovese era saldamente attestato tra le 90mila e le 100mila copie vendute al giorno).

Vi era, e ancora vi è, nell’opinione pubblica, nonostante i processi di globalizzazione, di internazionalizzazione e di ‘internettizzazione’ che hanno coinvolto il mondo negli ultimi quarant’anni, un disinteresse o comunque una non chiara comprensione delle vicende di politica estera che pure tanta importanza e tanti effetti hanno sulla situazione mondiale e sulla vita di tutti i giorni. 

Spesso mancano i fondamentali per una visione intelligente (nel senso letterale del termine) di ciò che accade fuori dal recinto di casa, e non si hanno gli strumenti culturali e conoscitivi che consentono di farsi un’opinione corretta ed informata. E così la tendenza a fare spallucce e a dire… ‘ma in fondo, con tutti i problemi che abbiamo in Italia, che m’importa di ciò che succede in Medio Oriente o sulla sponda sud del Mediterraneo’ resta molto forte e diffusa. 

Come settimanale a vocazione ‘glocal’ vorremmo qui provare a dare il nostro piccolo contributo a focalizzare proprio i fondamentali da cui non si può prescindere per interpretare le vicende internazionali e la politica estera. 

La prima considerazione da fare è che ogni volta che si parla di politica estera e di collocazione internazionale del nostro come degli altri Paesi del mondo è imprescindibile fare riferimento agli interessi e ai valori. 

Partiamo dagli interessi. 

Tutte le nazioni, le grandi come le piccole, hanno interessi nazionali da salvaguardare. In Italia, forse per reazione al nazionalismo degli anni del fascismo e alla sua retorica, forse per un malinteso spirito multilaterale, o per il buonismo di sinistra e cattolico che ha permeato per decenni la cultura dominante, il solo parlare di interessi nazionali in politica estera è considerata una bestemmia. E così per lungo tempo è avvenuto che naturalmente questi interessi, soprattutto economici, esistevano, ma non se ne doveva fare menzione, e anzi dovevano sparire dall’agenda ufficiale dei governi; al contrario di quanto avveniva ed avviene invece nelle altre grandi nazioni europee, dalla Francia alla Germania, dalla Gran Bretagna alla Spagna, Paesi nei quali gli interessi nazionali sono stati e sono sempre ben presenti nonostante l’adesione all’Unione Europea. 

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