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9 Gennaio 2020

di DANILO SANGUINETI Delle perle sappiamo tutto, spesso trascuriamo il guscio dell’ostrica che raccoglie e protegge la preziosa struttura sferica costituita da carbonato di calcio in forma cristallina. Nel caso…

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di MATTEO GERBONI La media spettatori del girone di andata del campionato di serie B parla chiaro: l’Entella è ultima con distacco. Eppure lo spettacolo che in questo primo scorcio…

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di ALBERTO BRUZZONE Non sono state festività serene per tutti. A dire il vero, poi, non lo sono stati neppure i giorni precedenti né, molto probabilmente, lo saranno quelli successivi.…

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Il risultato agonistico importava fino a un certo punto. A parte i protagonisti, giustamente impegnatissimi per conquistare il loro momento di gloria, ciò che importava a chi ha organizzato e…

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(r.p.l.) Ci sarà anche Lupo Alberto, il celeberrimo personaggio dei fumetti inventato dall’illustratore Silver, tra i protagonisti dell’edizione 2020 di ‘San Valentino… innamorati a Camogli’, l’ormai tradizionale rassegna che, tutti gli…

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di ANTONIO GOZZI – Un grande direttore del Secolo XIX degli anni ’80 del secolo scorso, Michele Tito, confessava con tristezza che ogni volta che scriveva un editoriale di politica estera, argomento che amava e di cui era esperto, il giornale vendeva dal 5 al 10% di copie in meno ( e allora il quotidiano genovese era saldamente attestato tra le 90mila e le 100mila copie vendute al giorno).

Vi era, e ancora vi è, nell’opinione pubblica, nonostante i processi di globalizzazione, di internazionalizzazione e di ‘internettizzazione’ che hanno coinvolto il mondo negli ultimi quarant’anni, un disinteresse o comunque una non chiara comprensione delle vicende di politica estera che pure tanta importanza e tanti effetti hanno sulla situazione mondiale e sulla vita di tutti i giorni. 

Spesso mancano i fondamentali per una visione intelligente (nel senso letterale del termine) di ciò che accade fuori dal recinto di casa, e non si hanno gli strumenti culturali e conoscitivi che consentono di farsi un’opinione corretta ed informata. E così la tendenza a fare spallucce e a dire… ‘ma in fondo, con tutti i problemi che abbiamo in Italia, che m’importa di ciò che succede in Medio Oriente o sulla sponda sud del Mediterraneo’ resta molto forte e diffusa. 

Come settimanale a vocazione ‘glocal’ vorremmo qui provare a dare il nostro piccolo contributo a focalizzare proprio i fondamentali da cui non si può prescindere per interpretare le vicende internazionali e la politica estera. 

La prima considerazione da fare è che ogni volta che si parla di politica estera e di collocazione internazionale del nostro come degli altri Paesi del mondo è imprescindibile fare riferimento agli interessi e ai valori. 

Partiamo dagli interessi. 

Tutte le nazioni, le grandi come le piccole, hanno interessi nazionali da salvaguardare. In Italia, forse per reazione al nazionalismo degli anni del fascismo e alla sua retorica, forse per un malinteso spirito multilaterale, o per il buonismo di sinistra e cattolico che ha permeato per decenni la cultura dominante, il solo parlare di interessi nazionali in politica estera è considerata una bestemmia. E così per lungo tempo è avvenuto che naturalmente questi interessi, soprattutto economici, esistevano, ma non se ne doveva fare menzione, e anzi dovevano sparire dall’agenda ufficiale dei governi; al contrario di quanto avveniva ed avviene invece nelle altre grandi nazioni europee, dalla Francia alla Germania, dalla Gran Bretagna alla Spagna, Paesi nei quali gli interessi nazionali sono stati e sono sempre ben presenti nonostante l’adesione all’Unione Europea. 

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di DANILO SANGUINETI Il mondo piccolo – come lo intendeva Giovannino Guareschi – della Val Fontanabuona troppo spesso negli ultimi tempi è stato dipinto in bianco e nero. Una immagine…

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