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2 Gennaio 2020

di ALBERTO BRUZZONE “Spendiamo dai cinquanta ai cento euro per ogni gatto che sterilizziamo, ne facciamo a centinaia durante tutto l’anno, siamo praticamente i soli a occuparci del problema. Però…

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(r.p.l.) Luna park, no park. Per il secondo anno consecutivo, a Chiavari scoppiano polemiche e fioccano mugugni, dentro e fuori da Palazzo Bianco. Un’onda lunga che parte dalla politica e arriva…

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di DANILO SANGUINETI Pasticceria di alta quota o, se preferite, alta pasticceria in quota. Dici Marrè e pensi Santo Stefano. Il comune fulcro della Val d’Aveto ha nella famiglia Marrè…

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di ANTONIO GOZZI – Quando i lettori di ‘Piazza Levante’ leggeranno queste righe saremo già nel 2020. L’anno che verrà si presta, per un foglio glocal come il nostro, a una riflessione sul futuro. Il 2020 infatti è un po’ simbolico: come conclusione del primo ventennio del nuovo secolo, con un bilancio di ciò che è avvenuto nel mondo in questo periodo, ma soprattutto perché ci fa pensare a ciò che abbiamo davanti e che avverrà per noi e per le giovani generazioni.

Come sarà allora il 2020?

Certamente non un anno bellissimo come doveva essere il 2019 secondo l’insipienza (che certamente non si è mai perdonato) del premier Conte, che quando pronunciò l’infelice frase non era ancora uno statista, ma il notaio del governo giallo-verde Di Maio-Salvini.

Certamente si può dire, senza tema di smentite, che l’epoca che stiamo vivendo si presenta all’insegna dell’incertezza più spinta e non solo in Italia.

Antichi equilibri e centralità non esistono più, in particolare la centralità occidentale e ancor più quella europea. Altri mondi, primo fra tutti quello asiatico, si impongono nello scenario internazionale alimentando nuove confrontation come quella Usa-Cina, che sta tenendo l’economia internazionale con il fiato sospeso per le guerre commerciali e protezionistiche. Proprio queste negli ultimi anni hanno rallentato i ritmi della globalizzazione, ridotto i flussi del commercio internazionale, contenuto la crescita.

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