Data: Dicembre 12th, 2019

Pallanuoto, Sport

Pallanuoto paralimpica, ecco il primo torneo della stagione

di DANILO SANGUINETI

Sarebbe veramente bello che le folle che la pallanuoto di base ha perso negli ultimi due decenni per un giorno si riversassero nella piscina di Rapallo, per la precisione domenica 15 dicembre, per assistere, incitare, sostenere i ragazzi e le ragazze della Waterpolo Columbus impegnati in una competizione di pallanuoto paralimpica.

Un torneo particolare tra gente speciale, con squadre asimmetriche che mettono in acqua non solo l’amore per uno sport straordinario ma anche ragazzi ammirevoli che vogliono stare assieme, sentirsi bene e dimostrare al mondo che si è diversi, non inferiori a qualcuno o qualcosa.

Le associazioni dedicate alla pallanuoto paralimpica, o waterpolo adaptive…

Attualità, editoriale

Pasticcioni urbanistici. A Chiavari mancano idee e visione per il futuro

Chiavari è una città che perde colpi da tempo e, sia pure in una Liguria in crisi, mostra rispetto alle altre realtà del Tigullio molta meno vitalità. 

La perdita del Tribunale, ferita mai rimarginata; la scomparsa di fatto degli uffici dell’Agenzia delle Entrate (lo sportello esistente è in realtà un telefono su una scrivania, attraverso il quale non ci si riesce a collegare con nessuno); la chiusura del Teatro Cantero senza che un serio progetto di riapertura abbia preso campo; il rischio di indebolimento della funzione scolastica, vedi la vicenda del liceo linguistico; l’irrisolta questione dei collegamenti con l’entroterra (a quando il prolungamento di viale Kasman?) sono tutti segni tangibili di un progressivo declino della funzione di capoluogo e direzionale che da Napoleone in poi aveva fatto di Chiavari il centro del Tigullio. 

La crisi non è teoria, significa mancanza di economia e di impiego, disoccupazione ed emigrazione giovanile, estrema fatica delle attività commerciali e professionali, moria di imprese in tutti i settori. 

Le dinamiche del declino, come quelle dello sviluppo, sono complesse e riguardano aspetti molteplici: demografici, economici, sociali e culturali. 

L’invecchiamento della popolazione e la rarefazione di imprenditorialità sono ad esempio processi di lungo periodo difficili da contrastare ed invertire. 

In un Paese come l’Italia, con un debito pubblico altissimo e con scarsità estrema di risorse per gli investimenti dello Stato e degli Enti periferici, le Pubbliche Amministrazioni non possono fare moltissimo. 

Ma almeno una cosa la fanno, laddove sono efficienti e capaci. Con un dialogo continuo con le forze vive dell’economia e della società esprimono una visione di lungo periodo, cercano di costruire il futuro definendo obiettivi e funzioni da perseguire; realizzano quello che in gergo viene definito ‘master plan’, e cioè un programma flessibile di opportunità e vincoli. 

Chiave di questo percorso di programmazione partecipata nei Comuni è il PUC, o Piano Urbanistico Comunale, che dura dieci anni e che è lo strumento principe con il quale le Civiche Amministrazioni cercano di promuovere e governare lo sviluppo nel medio-lungo periodo. 

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