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Giovedì 22 ottobre 2026 - Numero 449

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La nuova rotta di Pechino: tra radici geostoriche, il dilemma dell'Europa e le nuove mappe del commercio globale

Attraverso lo sguardo della geografia, le apparenti frammentazioni del mercato globale rivelano una precisa riorganizzazione dei territori, delle filiere e delle infrastrutture

Quali condizioni per un’Europa competitiva?

L’industria europea è stata schiacciata da tre forze intrecciate che l’hanno progressivamente indebolita e danneggiata: mercatismo, estremismo ambientalista e finanziarizzazione

La sindrome cinese. Comprare tempo per sopravvivere. L’importante ruolo dell’Italia

Bisogna mappare le dipendenze critiche per capire come si possono risolvere, e portare, con una posizione dura dal punto di vista dei dazi, la Cina al tavolo della discussione che finora Pechino ha sempre rifiutato

La Cina impone nuove regole per impedire alle aziende straniere presenti in quel paese di ridurre la loro dipendenza

Lo squilibrio nel commercio estero cinese è ormai gigantesco a livello globale. Nel 2025 le esportazioni cinesi hanno superato le importazioni di quasi 1200 miliardi di dollari e nel primo trimestre 2026 il surplus è ancora cresciuto

Perché la Cina è la vera minaccia per l’industria europea. Europa svegliati!

Mentre USA e Cina negli ultimi venti anni hanno messo l’industria al centro e su questo terreno si sta consumando la confrontation tra i due colossi economici del mondo, le classi dirigenti europee, politiche e tecnocratiche, con un’incredibile distrazione e distorsione cognitiva, si sono occupate d’altro

Americani e cinesi sanno bene cosa fare, l’Europa no

La brutalità della National Security Strategy richiama le responsabilità di un’elite politica e tecnocratica europea che non ha capito dove andava il mondo

Il vertice di Tianjin, la minaccia cinese e la necessità per l’Occidente di fare politiche di cooperazione al  di là di Trump, la linea giusta è quella del Piano Mattei

Lo sforzo “imperiale” della Cina, come ha detto il suo ministro degli esteri Wang Yi, è far sì che, entro dieci anni, nasca “un ordine internazionale multipolare contrapposto alla mentalità della guerra fredda, alla logica dei blocchi e al bullismo”

Le cause del declino industriale europeo. Un dibattito che non decolla

Riconoscere gli errori fatti e rimettere l’industria al centro

Grande confusione sotto il cielo, ma non si può dire che tutto va bene

Il quadro macro si sta facendo ogni giorno più complesso. Un elenco di fatti accaduti nell’ultima settimana lo dimostra

L’industria italiana non vuole morire di sindrome cinese. Europa svegliati

L’intervento del presidente Antonio Gozzi all’assemblea confindustriale di Bergamo e Brescia davanti a oltre 1500 industriali

Davide Conti: il ‘ponte’ tra la Cina e Chiavari. “Ma dobbiamo saperci aprire di più”

C'è un immediato riscontro guardando al suo ultimo progetto portato a felice compimento: lo Shanghai Fashion Day, svoltosi a Milano lo scorso 8 settembre

Washington Consensus (seconda parte)

Dell’analisi di Sullivan sulle insufficienze della globalizzazione ci siamo occupati nel numero precedente. Oggi esaminiamo le proposte