Data: Agosto 8th, 2019

Pallanuoto, Sport

Stefano Luongo, la rinascita di un campione dopo la grande paura

di DANILO SANGUINETI

Quante imprevisti deve schivare un atleta prima che lo si possa chiamare campione? Quante sfide deve affrontare perché da eterna promessa diventi campione dell’oggi? Tante, tantissime, impossibili da contare sono le piscine ‘nuotate’ da Stefano Luongo, il pallanuotista che visse due, anzi molte volte.
Neppure trent’anni (il prossimo 5 gennaio) e possiede un diario di viaggio da far invidia ad avventurieri stagionati. Ha attraversato lande che i più, fortuna o negligenza, non visiteranno mai; affrontato cimenti insospettati ai più. Da Chiavari alla Nazionale, dalle prime vittorie nei campionati giovanili al tetto del mondo, l’oro ai Mondiali…

Attualità, editoriale

La crisi si batte con l’ottimismo

“Una larga parte delle nostre attività positive dipende da un ottimismo spontaneo piuttosto che da un’aspettativa in termini matematici, sia essa morale che edonistica o economica. La maggior parte delle nostre decisioni di fare qualcosa di positivo, le cui conseguenze si potranno valutare a distanza di parecchi mesi o anni, si possono considerare solo come risultato di ‘slanci vitali’ [‘animal spirits’ nell’originale], di uno stimolo spontaneo all’azione invece che all’inazione, e non come risultato di una media ponderata di vantaggi quantitativi moltiplicati per probabilità quantitative” (John Maynard Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936). 

In un’epoca di algoritmi e di approcci quantitativi e matematici alla scienza economica, che peraltro non hanno saputo prevedere né evitare la grave crisi finanziaria ed economica del 2008 e degli anni seguenti, ci piace ricordare l’insegnamento del grande economista inglese non solo per sottolineare come in un’era di incertezza radicale non sia possibile dominare la realtà esclusivamente con una razionalità calcolata e quantitativa, ma soprattutto perché dal suo pensiero emergono l’importanza e gli effetti sull’economia, e quindi sulla vita di tutti i giorni, dei comportamenti umani, dell’atteggiamento esistenziale di ciascuno di noi, ed in particolare dell’ottimismo e della voglia di fare, del crederci fino in fondo. 

A ben vedere, sono questi i propellenti dello sviluppo. 

Senza questa forza innata (gli ‘animal spirits’ di Keynes) di una gran parte dell’umanità, senza un approccio positivo al fare di ‘imprenditori’ di tutte le dimensioni, dai più piccoli ai più grandi, non esclusivamente e necessariamente applicati al business, ma anche alle altre attività del genere umano, dal sociale allo sport, dall’insegnamento all’arte, alla gestione della cosa pubblica, non ci sarebbero sviluppo e progresso. 
È la teoria delle aspettative psicologiche e dell’ottimismo della volontà, quanto mai necessari in un Paese come il nostro in grave difficoltà economica e sociale. 

L’occupazione e i posti di lavoro non si creano per decreto, ma valorizzando e sostenendo lo spirito positivo di chi investe e di chi si entusiasma per l’intrapresa. 

Gli imprenditori si esaltano trasformando le idee in progetti e i progetti in realtà, e vanno lasciati lavorare creando un clima favorevole di supporto e sostegno alle loro attività. 

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