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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Lavagnese, la centenaria che si sente sempre diciottenne

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La centenaria che fa la diciottenne. Alla guida di una società che festeggia il secolo di vita e contemporaneamente raggiunge la maturità in serie D dove staziona da ben 18 anni. Sono pochissimi i club che possono vantare una tenuta simile, quasi nessuno negli ultimi decenni perché il calcio dilettanti si è impantanato in una crisi di finanziamenti e interesse che ha mietuto centinaia di vittime.

Perla rara della Liguria in generale e del Tigullio in particolare è la Lavagnese: non è un caso che la lunga difesa della categoria coincida con il regno di Stefano Compagnoni: diventò presidente nel 1998 con la prima squadra in Prima Categoria, nel 2001 era già in serie D. E se è celebrazione deve essere in questo 2019 che segna la virata attorno alla boa dei 100 anni del club, che lo sia anche per questo presidente che ha sempre mantenuto un profilo basso, che ha imparato ad assorbire gli smacchi e accogliere le vittorie con eguale carattere, senza mai cedere alla tentazione di gettare il tavolo per aria.

Diversi acuti e nessuna stecca (21 anni senza una retrocessione, un dato che sa di record), il percorrere la via di mezzo senza esagerazioni. Se un ventennio di costanza vi sembra cosa da poco, pensate un attimo a chi c’era attorno a lui, nelle altre società leader del Tigullio, quando divenne presidente: il Rapallo sempre sotto le ali di Corrado Vignolo, la Sammargheritese stretta attorno a Gianni Fossati, l’Entella che rimbalzava da Bonino a Ciancilla, il Sestri colpito dal ciclone Arioni. Un’altra era calcistica. Nessuno dei citati è più direttamente nel calcio, solo Compagnoni resiste. E insiste.
Si prepara a chiudere al meglio un anno particolare, la gioia di celebrare un anniversario non banale non verrà meno nemmeno dopo un confronto con la dura realtà del calcio dilettantistico per di più incastonato in una realtà angusta e claudicante – la fine di un commissariamento lungo e severo, l’ingresso di una nuova amministrazione alle prese con un bilancio terremotato – la complicata arte del compromesso, in questo particolare momento una necessità, viene ancora una volta in soccorso della Lavagnese.
Festeggiamenti contenuti, intelligenti, che mirano a rinsaldare il legame con la città. Di contorno il riposizionamento della squadra dopo una stagione non esaltante, ricostruita con i giovani, sia a guidare in panchina che a battagliare sul campo, e che mirerà una volta di più a difendere la posizione.
Il team manager Davide Focacci è diventato con il passare degli anni il perfetto contraltare di Compagnoni, fa pubbliche relazioni, segue l’aspetto social con grande perizia, è un perfetto trait d’union tra squadra e dirigenza.
È lui a rivelare come verrà messa la centesima candelina sulla maglia bianconera: “A inizio mese abbiamo presentato presso la sede sociale di via Riboli la maglia celebrativa del Centenario bianconero prodotta da Adidas e da Staff 3000 che sarà resa disponibile ai commercianti locali per essere esposta nelle vetrine dei propri negozi per tutta la stagione. La maglia ufficiale si discosterà da quella celebrativa per alcuni piccoli particolari e per le patch di lega e sponsor che verranno svelati in occasione della prossima presentazione ufficiale in data ancora da confermare. Per l’occasione testimonial d’eccezione è stato Capitan Giacomo Avellino che detiene il record di presenze assolute con la maglia bianconera con 335 gettoni”.

Si parla di una serata speciale a fine mese dal ‘Brunzin’, con la presentazione della squadra che indosserà per l’occasione il jersey speciale da Centenario. “È possibile, dobbiamo ancora confermarlo. Sarà anche l’occasione per incontrare la nuova amministrazione cittadina e mostrare l’attestato conferito al presidente Compagni a giugno dai vertici del calcio italiano, il presidente LND Cosimo Sibilia, il numero uno FIGC Gabriele Gravina e il presidente del SgS Vito Tisci”.

Nel frattempo si conosceranno i nomi delle avversarie per il prossimo campionato e la squadra affidata a mister Giovanni Nucera sarà completata. “Il presidente Compagnoni ha indicato la linea: valorizzazione dei giovani, cosa che nelle ultime due stagioni ci ha consentito di essere ai vertici della speciale classifica della Lega Dilettanti e ricevere sostanziosi premi in denaro. Siamo una società realmente senza scopo di lucro, che vive della generosità dei soci e di quanto sa ricavare dal proprio settore giovanile. La direttiva rimane la stessa anche per il torneo 19-20, certo non manderemo gli under allo sbaraglio: abbiamo preso un gruppetto di elementi esperti che faranno da collante al gruppo”.

Politica e interpreti della stessa che non cambiano. Servirebbe invece un mutamento radicale dell’ambiente di lavoro: il terreno del Riboli casa della prima squadra e di tutte le partite ufficiale delle giovanili è agli sgoccioli. “I tappulli che abbiamo fatto nelle settimane scorse di intesa con il Comune, sono molto molto provvisori. E le condizioni del sintetico ci creano più di un grattacapo. Non è un segreto che abbiamo dovuto rinunciare ad alcuni giocatori che sarebbero venuti volentieri alla Lavagnese attirati dalla serietà e dalla solidità (cosa oggigiorno non trascurabile) della dirigenza. Qualcuno ha dato un’occhiata al Riboli e ci ha detto ‘Grazie, preferisco di no’. Li capisco”.
Il vero regalo per il Centenario arriverà forse fuori tempo massimo, nel 2020. “Discuteremo il da farsi con la nuova giunta, troveremo un modo per finanziare il rifacimento del manto erboso”. L’importanza delle radici per la centenaria-diciottenne: da quelle artificiali a quelle sentimentali, impossibile farne a meno.

(d.s.)

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