Attualità

Attualità, In primo piano

Da stoppato alle comunali a politico più influente in Liguria: le ‘sliding doors’ dell’onorevole Roberto Traversi

Per motivi che non sono stati mai ufficialmente chiariti, nella primavera del 2017 la sua candidatura a sindaco di Chiavari fu clamorosamente stoppata. Ora, due anni e qualche mese dopo, è il politico più influente del Tigullio e uno dei principali sulla scena ligure. Destinato a interfacciarsi non solo con il sindaco di Chiavari poi effettivamente eletto, Marco Di Capua, ma anche con i suoi colleghi dei comuni limitrofi, tra cui Roberto Bagnasco, Valentina Ghio e Gian Alberto Mangiante.

È il rovesciamento di prospettive, che per certi versi ha dell’incredibile, vissuto da Roberto Traversi. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle, da sempre radicato a Chiavari e nel Levante cittadino, è l’unico sottosegretario ligure nel ‘nuovo’ governo Conte varato a seguito dell’intesa programmatica (giammai dire ‘alleanza’) tra grillini e Partito Democratico. Non essendoci, in questo Conte bis (come neppure, a onor del vero, nel Conte uno), ministri della nostra regione, si può tranquillamente dire che Traversi, professione architetto e militanza di lungo corso del movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, è l’esponente dell’esecutivo centrale più alto, per quanto riguarda la Liguria.

Altro che ‘sliding doors’, altro che porta che si chiude e portone che si apre, come dice il famoso proverbio. Qui Traversi è stato fermato da una corsa a primo cittadino di Chiavari, che probabilmente non avrebbe mai vinto, per prendere un incarico mille volte più prestigioso. Mille volte più oneroso, in termini di responsabilità. Mille volte più spesso, in termini di potere.

Attualità, In primo piano

Chiavari, per smaltire i rifiuti umidi il Comune passa da una spesa di 89 euro alla tonnellata a una di 150 euro. Ci saranno conseguenze sul calcolo della Tari?

Lo scorso 24 ottobre del 2017, l’amministrazione comunale di Chiavari convocò in pompa magna una conferenza stampa a Palazzo Bianco. Seduti al tavolo, oltre al sindaco Marco Di Capua, c’erano il presidente del Consiglio Comunale Antonio Segalerba, l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Nettezza Urbana Massimiliano Bisso, la sua collega ai Servizi Sociali Fiammetta Maggio, il capogruppo di Partecip@ttiva Giorgio Canepa.

Si era nel pieno dell’inchiesta giudiziaria che, proprio in merito agli appalti dei rifiuti, aveva investito tre componenti degli uffici tecnici chiavaresi, mentre la parte politica non venne mai toccata, né di questa né della precedente amministrazione.

Nell’occasione, e con tanto di circo mediatico montato come si conviene, Di Capua annunciò l’intenzione del Comune di costituirsi parte civile, rispetto a quel fascicolo giudiziario. Qualche giorno prima, sulla pagina Facebook di Avanti Chiavari, veniva pubblicato un intervento dello stesso assessore Bisso (anche presidente del gruppo politico), nel quale si denunciava come l’appalto per lo smaltimento della frazione umida fosse passato, in epoca Levaggi, dai 72 euro alla tonnellata agli 89 euro alla tonnellata.

Oggi, quella stessa amministrazione che tanto tuonò contro una scelta su cui la magistratura mai si pronunciò – e che fu frutto meramente di valutazioni tecniche e dei costi di mercato – paga per lo smaltimento della frazione umida da 89 euro a tonnellata a 150 euro alla tonnellata. Senza, naturalmente, che la cosa venga comunicata, che venga attivato alcun circuito mediatico, che si convochino conferenze stampa.

Approfondimento, Attualità

Quattro giorni a tutta comunicazione: il Festival di Camogli sempre più prestigioso

(r.p.l.) Da oggi e sino a domenica, ecco a Camogli la VI edizione del Festival della Comunicazione. Ideato con Umberto Eco, diretto da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, e organizzato da Frame in collaborazione con il Comune di Camogli, il Festival della Comunicazione è ormai riconosciuto come un appuntamento unico e imprescindibile nell’articolato panorama...
Attualità, editoriale

La Ferrari con il giovane Leclerc vince a Monza. Un pensiero a Sergio Marchionne

di ANTONIO GOZZI – Dopo 9 anni di digiuno, la Ferrari torna a vincere il Gran Premio di Formula 1 di Monza e lo fa con la seconda vittoria consecutiva (quindici giorni fa aveva vinto il Gran Premio del Belgio) di Charles Leclerc, un giovanissimo pilota che non ha ancora compiuto 22 anni e che è già nella leggenda.

Chi ha potuto seguire la gara di Monza ha vissuto un’emozione indimenticabile. Il ragazzino partito in pole è riuscito a tenere la prima posizione per tutta la corsa e, nonostante i disperati tentativi di superarlo dei due piloti della Mercedes, l’inglese campione del mondo Hamilton e il finlandese Bottas, ha resistito per tutti i 53 giri fino in fondo e finalmente, in un tripudio di vessilli gialli della Ferrari e tricolori, è passato per primo sotto la bandiera a scacchi.

Una bellissima vittoria che esalta le straordinarie doti automobilistiche di un giovane pilota cresciuto nella Ferrari Driver Academy (gli scout e i selezionatori del Cavallino Rampante ci avevano visto giusto), umile e competente che, si dice, per bravura e carattere sarebbe piaciuto moltissimo a Enzo Ferrari.

A me il ragazzo ricorda per bravura e indole (tenacissimo e durissimo in gara, ma non esaltato nonostante il successo, prudente nelle parole, perfino con un velo di malinconia) Ayrton Senna, l’indimenticabile campione brasiliano.

All’inizio degli anni ’90 uscì un bellissimo cortometraggio su Ayrton, intervistato a lungo nel suo Brasile tra il verde dell’azienda agricola di famiglia e le spiagge atlantiche. Quell’intervista mi piacque talmente per l’equilibrio, la saggezza e il carisma del giovane campione che decisi di farla vedere ai miei studenti all’Università. Ne furono così colpiti che per giorni discussero e si confrontarono sul messaggio che emergeva da quel filmato di una leadership gentile ma di enorme fascino.

Ho la sensazione che Leclerc possa avere una carriera tanto o più importante di quella di Senna, fermata a 34 anni dal tragico incidente di Imola. E ho la sensazione che il giovane monegasco, che intervistato subito dopo la vittoria da una rete televisiva inglese ha chiesto di poter parlare in italiano e ha spiegato di fare così perché una vittoria della Ferrari a Monza valeva dieci volte di più di quella immediatamente precedente in Belgio, diventerà un gigante della Formula 1 non solo per le straordinarie capacità di pilota ma per le sue doti umane.

La vittoria di Monza, oltre che a Charles Leclerc, è merito della straordinaria performance di tutto il team della casa di Maranello, che ancora una volta ha mostrato il suo enorme valore.

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