(r.p.l.) Quindici platani da abbattere in corso Buenos Aires a Chiavari. “Sono ammalorati”, sostiene il gruppo di maggioranza Avanti Chiavari, che governa il Comune. “Si cerchino soluzioni meno impattanti”, replica Davide Grillo di Impegno Comune, che ha organizzato per sabato e domenica una raccolta di firme “per impedire che lo scempio prosegua nel resto della via”.
Il caso da cittadino è diventato ben presto politico e oggetto di critiche da parte di tutto il mondo ambientalista, esattamente come sta avvenendo, in questi giorni, con i pini del quartiere di Carignano a Genova, dove è intervenuta la Procura della Repubblica con un sequestro preventivo di tutta l’area.
Tutto nasce da una comunicazione di Avanti Chiavari di qualche giorno fa. Annuncia un intervento complessivo di riqualificazione per corso Buenos Aires e dentro il testo, en passant, si parla del taglio di quindici alberi storici, come se fosse la cosa più normale del mondo.
“Continuano gli interventi di miglioramento e messa in sicurezza di corso Buenos Aires – si legge – con una serie di opere finalizzate ad aumentare la sicurezza stradale, il decoro urbano e la qualità complessiva del viale. Sono già stati riqualificati gli attraversamenti pedonali centrali del corso e ora i lavori interesseranno anche l’incrocio con piazza Torriglia. In questo punto le strisce pedonali verranno arretrate rispetto all’intersezione, così da migliorare la visibilità e aumentare la sicurezza dei pedoni. Verranno inoltre installati nuovi punti luce per rendere più illuminata l’area degli attraversamenti, mentre la pavimentazione stradale sarà modificata con materiali e soluzioni capaci di aumentare la percezione dell’attraversamento e indurre i veicoli a rallentare”.
Poi, la parte più importante: “Nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione del viale, si procederà anche alla sostituzione di circa quindici platani. Alcuni esemplari risultano infatti ammalorati sotto il profilo strutturale, altri hanno raggiunto il termine del proprio ciclo vitale e diversi sono stati colpiti dalla Corythucha ciliata, comunemente conosciuta come tingide o cimice del platano: un insetto parassita di origine nordamericana considerato tra i più dannosi per questa specie arborea, soprattutto nei contesti urbani. Le nuove alberature saranno costituite da Ginkgo biloba, essenze ad alto fusto e a foglia caduca particolarmente adatte all’ambiente cittadino. Questa specie presenta infatti una perdita delle foglie concentrata in un unico periodo dell’anno, tra novembre e dicembre, riducendo così i problemi legati alla pulizia delle caditoie e alla manutenzione rispetto ai platani, che disperdono foglie per periodi molto più lunghi. Peraltro si tratta di piante che non hanno necessità della potatura annuale come i platani e quindi si riducono i costi e i disagi per i cittadini. Abbiamo già queste belle piante in piazza Roma. Contestualmente saranno riqualificate anche le aiuole, che verranno sistemate a raso per migliorare ordine, accessibilità e manutenzione dell’area. Dopo la realizzazione di 53 posti auto gratuiti riservati ai residenti della zona, questo intervento rappresenta un ulteriore investimento concreto per migliorare corso Buenos Aires, in linea con gli obiettivi indicati nel programma elettorale dell’amministrazione”.
Il taglio di alberi non è mai un’azione che possa passare sotto silenzio, ed ecco che Davide Grillo, dopo esser venuto in possesso degli atti e delle perizie, osserva: “In queste ore Avanti Chiavari e addirittura i ‘paladini del verde’ di Partecip@ttiva hanno annunciato la sostituzione di circa quindici platani di corso Buenos Aires con nuovi esemplari di Ginkgo biloba, presentando l’intervento come una scelta di modernizzazione, razionalizzazione e riduzione dei costi di manutenzione. Ma è giusto porsi alcune domande. I platani di corso Buenos Aires non sono semplici alberi: rappresentano da decenni un elemento identitario del viale, ne caratterizzano il paesaggio urbano, garantiscono ombra durante i mesi estivi, assorbono anidride carbonica, filtrano polveri sottili e contribuiscono concretamente a mitigare il caldo e l’inquinamento. Sostituirli con nuove piante significa perdere immediatamente tutti questi benefici. Anche ammesso che i nuovi Ginkgo biloba attecchiscano correttamente, saranno necessari almeno 15-20 anni prima che possano offrire lo stesso contributo ambientale e paesaggistico. Nel frattempo, corso Buenos Aires sarà più esposto al sole, meno ombreggiato e con una ridotta capacità di assorbimento della CO2”.
Secondo Grillo, “in questi anni viviamo assistito ad una potatura drastica, definita capitozzatura (taglio netto del tronco o delle branche principali), questa indebolisce gravemente i platani e la maggior parte degli alberi. Dalla documentazione tecnica disponibile, inoltre, non emergerebbe in modo chiaro che gli alberi interessati presentino condizioni tali da rendere inevitabile l’abbattimento. In diversi passaggi si parla piuttosto di una ‘riqualificazione’ complessiva dell’area, elemento che merita ulteriori approfondimenti. Per questo motivo, insieme a cittadini e associazioni ambientaliste, stiamo esaminando attentamente la situazione per verificare se siano state rispettate tutte le normative e le procedure previste, anche considerando che ci troviamo nel periodo di nidificazione dell’avifauna, fase particolarmente delicata per molte specie protette”.
La domanda “è semplice: sono state valutate tutte le alternative possibili per conciliare sicurezza stradale e tutela del patrimonio arboreo? Negli anni è stata fatta la giusta potatura per mantenere le piante in salute? Migliorare la viabilità e aumentare la sicurezza dei pedoni è certamente condivisibile. Tuttavia, questo obiettivo può e deve essere perseguito cercando, ove possibile, di preservare alberi maturi che costituiscono un patrimonio ambientale, storico e affettivo della città. Prima di abbattere alberi che impiegano decenni per crescere, è doveroso assicurarsi che non esistano soluzioni meno impattanti. Difendere il verde urbano significa difendere la qualità della vita, la salute pubblica e l’identità stessa della nostra città. Per sabato e domenica prossima stiamo organizzando una raccolta firme per impedire che lo scempio prosegua nel resto della via”.