Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 29 ottobre 2026 - Numero 450

Addio a Sandro Antonini, storico di grande rigore e uomo d’altri tempi

Lo studioso e scrittore è mancato nei giorni scorsi. Con lui e con la casa editrice Internòs finisce un’epoca di preziosi contributi alla storiografia locale che non ritornerà mai più
Sandro Antonini, apprezzato storico e scrittore, è mancato nei giorni scorsi
Sandro Antonini, apprezzato storico e scrittore, è mancato nei giorni scorsi
Condividi su

di ALBERTO BRUZZONE

“Ciao, ho un nuovo libro. Te lo posso inviare?”. Così, con una regolarità sorprendente, Sandro Antonini inviava messaggi almeno due se non tre volte all’anno. Ogni volta, cioè, in cui completava una delle sue opere. 

“È una garanzia e una sicurezza”, ha sempre detto di lui il suo più recente editore, che era anche un suo affezionato lettore, Goffredo Feretto della casa editrice Internòs. Una garanzia perché aveva uno zoccolo duro di lettori che a poco a poco negli anni è diventato sempre più numeroso e appassionato, e una sicurezza perché “nelle bozze di Antonini non dovevi cambiare praticamente nulla, talmente era preciso e inappuntabile”. Uno studioso e uno scrittore dalla penna sempre fervida e dall’impegno smisurato. 

Così, nei giorni scorsi, ha fatto enorme dispiacere sapere che Sandro se n’è andato e che il suo prossimo libro non ci sarà più. Paradossalmente, è proprio la fine di un tempo: quello di Antonini sempre sul pezzo e quello della casa editrice Internòs sempre pronta ad accogliere le sue proposte. 

Si sono fermati entrambi, a pochi mesi di distanza: la casa editrice per la fine della propria attività, Antonini per la fine della propria esistenza terrena, lui che era abituato a raccontare così rigorosamente le vite degli altri. 

Pensare che non era uno storico di professione, ma una persona che, facendo un altro mestiere nella vita, si era appassionata alla storia e, nel tempo, era diventato quanto e più preciso e perfetto nel metodo e nel merito rispetto a un professionista. Così alcuni suoi libri sono diventati pietre miliari, come quelli sulla Resistenza ligure nella Seconda guerra mondiale, quelli sulla Repubblica sociale italiana, quello sulla Banda Spiotta, oltre ai volumi sulla storia della Liguria durante il fascismo. 

Originario di Sestri Levante, di cui era stato anche assessore alla Cultura, ha poi dedicato molti suoi studi e altrettanti scritti anche al suo territorio: la ‘Storia di Sestri Levante negli anni d’oro’, ‘Tigullio giorno e notte’ e ‘I Magnifici a Sestri Levante’, dove si ripercorrono le presenze nobiliari in città dal XVI al XVIII secolo. 

In ogni suo lavoro, spesso di ampia dimensione, Antonini profondeva tutto se stesso: il rigore dello storico, la precisione della documentazione, l’attività di ricerca delle fonti, l’approfondimento, ma anche una scrittura semplice e lineare. Resteranno per sempre i suoi innumerevoli lavori, resterà per sempre l’enorme contributo che è riuscito a dare alla storiografia ligure, in particolare del periodo legato alla dittatura fascista e alla Resistenza. 

Personaggio molto riservato, al punto che era difficile persino trovare una sua immagine per realizzare le locandine (con ‘Piazza Levante’ è stato al centro di diverse presentazioni), ha sempre messo il contenuto davanti all’autore, il contributo che voleva dare agli studi rispetto a chi lo faceva. È così che verrà ricordato anche oltre la sua morte: per i libri che ha lasciato, per un metodo che chiunque dovrebbe applicare e per una imparzialità di visione che mancherà sempre di più nei tempi che ci sono e, purtroppo, anche in quelli che ci aspettano. 

Amava scrivere, Sandro Antonini, sotto tutte le sue forme: e forse è per questo che, tra un libro storico e l’altro, si dilettava anche nei romanzi, quasi sempre gialli. Ma fu anche autore di un libro di poesie, l’ennesima dimostrazione di come sapeva spaziare a trecentosessanta gradi. 

Nei suoi lavori di narrativa, traspariva tutta la nostalgia dei tempi andati. E forse Sandro era proprio così: un uomo d’altri tempi a cui i nostri, fatti di tanta immagine e forse di troppa poca sostanza, andavano decisamente stretti. Esattamente così se n’è andato: sottovoce e senza fare rumore. Lasciando ai suoi scritti l’eredità più preziosa di quello che ha fatto in vita. 

Ogni giovedì mattina, dopo la pubblicazione dell’articolo che lo riguardava, Sandro mandava un messaggio per ringraziare e per fare i complimenti. Anche questi ‘signori’ sono in via d’estinzione, ed è anche per questo che ad Antonini va il nostro più affettuoso ricordo e vanno le più sentite condoglianze alla famiglia.

Ultimi video

Marina di Lavagna, investimenti, territorio e comunità: un progetto che guarda oltre gli ormeggi
A sei mesi dall’avvio della gestione di F2i Levante, l’amministratore delegato Giuseppe Pontremoli racconta il futuro del porto, tra interventi nell’area portuale, opere a beneficio della città ed eventi aperti a tutti
Alberi in città: prevenzione, rischi e cambiamenti climatici
Il vivaista Marco Devoto ci guida alla scoperta della salute degli alberi urbani e delle strategie per ridurre i rischi, tutelando il patrimonio verde: “Il rischio zero non esiste. Ma la cura è la migliore difesa che abbiamo”

Altri articoli

Roberto Bagnasco (Forza Italia): “Tornare alle Province vuol dire andare avanti”

Il deputato ligure sostiene il ripristino dell’elezione diretta di presidenti e consiglieri provinciali: “Più rappresentatività per i territori, soprattutto per i Comuni più piccoli”. Apertura a possibili miglioramenti del sistema elettorale e delle competenze

ITS Turismo Liguria apre le porte a Chiavari: un open day tra intelligenza artificiale, realtà aumentata e laboratori esperienziali

Appuntamento lunedì 2 novembre alle 14 nella sede di salita Gianelli 6. I partecipanti potranno scoprire da vicino i tre percorsi biennali di alta formazione dedicati alle professioni del turismo del futuro. L’ingresso è gratuito, con iscrizione online