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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

La Resistenza raccontata dall’interno: esce l’edizione ampliata di ‘Partigiani. Una storia di uomini’ di Sandro Antonini

L’opera, in due volumi, sarà presentata oggi, alle ore 18, presso la Sala Ghio Schiffini della Società Economica di Chiavari, a ingresso libero. L’autore sarà intervistato da Barbara Bernabò
I partigiani liguri al centro del monumentale studio firmato da Sandro Antonini
I partigiani liguri al centro del monumentale studio firmato da Sandro Antonini
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di ALBERTO BRUZZONE

Quindici anni fa, per i tipi dell’editore genovese De Ferrari, lo storico e appassionato studioso Sandro Antonini uscì con il monumentale lavoro ‘Partigiani. Una storia di uomini’. A tre lustri di distanza, quel libro, ancora un caposaldo della storiografia di casa nostra a proposito di Resistenza, diventa in due volumi, viene notevolmente ampliato ed entra nel catalogo dell’editore chiavarese Internòs.

Goffredo ed Ester Feretto proseguono nell’opera di divulgazione degli studi di Antonini, che non si ferma proprio mai. Infatti, ‘Partigiani. Una storia di uomini’ è una delle tante esperienze di opere riviste e ampliate (come ‘Omicidi in Appennino: menzogne e verità sul mostro di Bargagli. 1939-1989’ e come ‘La Banda Spiotta e la brigata nera genovese Silvio Parodi’), che Internòs, con grande impegno e altrettanta passione come quella dell’autore, propone al pubblico, perché certe pagine di storia vanno fissate per sempre e perché quanto più un lavoro è approfondito, preciso e puntuale, tanto più potrà servire da base per tutti i lavori successivi, oltre che come strumento di studio per le nuove generazioni.

‘Partigiani. Una storia di uomini’ sarà presentato oggi, alle ore 18, presso la Sala Ghio Schiffini della Società Economica di Chiavari, a ingresso libero. Antonini sarà intervistato da Barbara Bernabò, in un evento organizzato da ‘Piazza Levante’

“Non ho vissuto – scrive l’autore nella sua introduzione – alcuno degli avvenimenti qui rappresentati e soltanto a decenni di distanza ho cominciato a conoscere episodi relativi alla guerra civile italiana. E benché intorno all’argomento partigiani, cioè intorno a uno dei poli della guerra civile, le controversie non siano del tutto spente, ho cercato di procedere con necessario distacco e serena obiettività, attento a limitare il rischio che si annida all’interno di operazioni simili, non prive di slanci emotivi: ossia un coinvolgimento che avrebbe sicuramente influenze negative sull’analisi dei fatti e potrebbe contribuire a viziarla”. 

Secondo Sandro Antonini, “la peculiarità del lavoro presentato risiede proprio nel vaglio minuzioso delle fonti che in stragrande maggioranza, anzi nella quasi totalità, provengono da ambienti partigiani. Ho voluto studiare la Resistenza dall’interno, analizzando i documenti prodotti dagli stessi personaggi che le hanno dato vita, per scoprire davvero come si sia svolta”. 

Infatti, “la necessità di ritornare a occuparci di un periodo – quello che dall’8 settembre 1943 giunge alla data simbolo del 25 aprile 1945, coincidente con l’armistizio, l’occupazione tedesca e l’affermarsi della Repubblica sociale – che ha avuto e continua ad avere enorme risonanza, rimane sentita”. 

Ecco anche il perché ritornare su un lavoro scritto quindici anni fa, allargando il focus, aggiungendo materiali, ampliando la documentazione, perché “oggi gli stimoli che continuamente offre il mondo sembrano voler giungere da tutt’altra parte e i valori fondanti discesi da quell’esperienza, tralasciandone la costruzione mitologica, sono spesso messi in discussione”. 

Antonini lo scrive chiaramente: “Il ‘non’ esercito partigiano si batte per la democrazia, tedeschi e fascisti per l’esatto contrario. Se dovessero affermarsi, continuerebbe un regime poliziesco di assoluta prevaricazione basato sulle disuguaglianze sociali e sulla discriminazione razziale. Ecco perché ancora oggi è importante continuare a discutere sulla Resistenza, per capire che cosa si è prefissa di evitare”. 

L’autore di Sestri Levante lo fa con un ‘monumentum aere perennium’, come scrisse il poeta latino Orazio: un monumento più duraturo del bronzo, per quanto ‘Partigiani. Una storia di uomini’ sia prezioso, necessario, uno di quei libri che ci voleva, ci vuole sempre e ci vorrà per tantissime e tantissime generazioni. 

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