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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

La Rassegna Interregionale del Cantamaggio arriva per la prima volta in Val d’Aveto: adesioni da moltissimi gruppi

La tradizione del Cantamaggio è radicata nelle vallate dell’entroterra e tuttora resiste grazie al passaggio di testimone con le nuove generazioni
La tradizione del Cantamaggio è radicata nelle vallate dell'entroterra e tuttora resiste
La tradizione del Cantamaggio è radicata nelle vallate dell'entroterra e tuttora resiste
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di ALESSANDRA FONTANA

“Il 19 maggio a Santo Stefano d’Aveto, per la prima volta nella storia, avremo l’onore di ospitare la Rassegna Interregionale del Cantamaggio“. Non nasconde certo la soddisfazione il Gruppo del Cantamaggio del Comune della Val d’Aveto: “A questa rassegna hanno aderito la bellezza di sedici gruppi oltre a quello del luogo. Questi gruppi provengono anche da alcune regioni limitrofe: Anzola di Bedonia (Parma), Bardi (Parma), Biassa (La Spezia), Cavanella Vara (Beverino), Comuneglia Codivara (La Spezia), Corlaga (Massa), Credarola di Bardi (Parma), Ferriere (Piacenza), Leivi (Genova), Mareto (Piacenza), Marsaglia (Piacenza), Montereggio (Massa), Rossano di Zeri (Massa), Val Lecca (Parma), Varese Ligure (La Spezia), Vezzolacca (Piacenza)”.

Un evento che tutta la Val d’Aveto aspetta con trepidazione: la tradizione del Cantamaggio è radicata nelle vallate dell’entroterra e tuttora resiste grazie al passaggio di testimone con le nuove generazioni. Il programma della giornata prevede la mattina il canto itinerante nelle diverse tappe del paese, a seguire il pranzo tutti insieme e infine un ultimo giro di canti e la premiazione dei gruppi che hanno partecipato per poi proseguire con il canto libero, che sarà un momento d’interscambio per maggianti e maggerini, così che potranno raccontare, attraverso le loro canzoni, uno spaccato della tradizione e della vita alpestre. La premiazione, presso il Parco degli Alpini, si svolgerà a partire dalle 15. “Non prendete impegni, vi aspettiamo a Santo Stefano d’Aveto domenica 19 maggio a partire dalle 10”, invitano gli instancabili membri del Cantamaggio. 

La tradizione del Cantamaggio nasce nella notte dei tempi, e trae il nome dal periodo in cui si svolge, cioè intorno al 1º di questo mese, perché risalente alle calende del mese nel calendario romano, in cui si onorava la dea Flora, responsabile della fioritura degli alberi. “Il Calendimaggio è una tradizione viva ancor oggi in molte regioni d’Italia come allegoria del ritorno alla vita e della rinascita: fra queste spicca la nostra zona delle quattro Province – spiegano con dovizia di particolari – In passato esistevano diversi gruppi presenti nelle parrocchie più abitate del comune, purtroppo questi non sono riusciti a sopravvivere al graduale ‘abbandono dei paesi’ e alla diminuzione demografica che coinvolge le nostre zone. Nonostante queste difficoltà i ragazzi della vallata si sono uniti per mantenere viva questa tradizione almeno nel capoluogo e così essa non è mai stata perduta”.

Ed è proprio questo il segreto per far sopravvivere le tradizioni: aggrapparsi per non dimenticarle, rinnovare per non farle sparire. La Rassegna Interregionale del Cantamaggio di Montereggio, che giunge alla 19esima edizione, prende il nome dal paese che ha ideato questa manifestazione e che ne organizza alcune edizioni, è diventata un evento itinerante ospitato ogni anno in un Comune diverso.

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