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Giovedì 3 settembre 2026 - Numero 442

Editoriale

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Periodo

La sinistra non si occupa più delle fabbriche e degli operai, e questi votano a destra

Si dice che la destra usi la paura per fare propaganda e attrarre consensi. Forse è solo più capace a leggere la realtà senza utopismi astratti che non sono utili a chi lavora e deve sbarcare il lunario

Gli 80 anni della Repubblica raccontati senza spiegare il miracolo italiano e senza parlare mai di imprese

La molla che muoveva i nostri nonni e i nostri padri era il bisogno, e la ferma determinazione a far sì che la vita dei propri figli fosse migliore della loro. Questa aspirazione è stata la straordinaria spinta dello sviluppo e della crescita italiana

Confindustria critica l’Europa, il senatore Mario Monti la rampogna. Ma Tony Blair la pensa diversamente

Noi non siamo anti-europeisti: semplicemente vogliamo un’Europa diversa, perché la traiettoria attuale porta alla perdizione, alla scomparsa del concetto stesso di Unione Europea

Assemblea Confindustria 2026: la relazione del presidente Orsini ha un forte contenuto sociale ma i leader della sinistra non ci sono. Bene Meloni

Essere in estremo ritardo rispetto a Usa e Cina sull’innovazione e sull’IA amplierà ancor di più il gap economico e industriale dell’Europa, rendendo ineluttabile il suo declino

La solitudine di Draghi, e ciò che Draghi non dice

Il nodo è la concezione di quale Europa si vuole per il futuro, cosa fare subito per interrompere la spirale di declino demografico, tecnologico, produttivo e sociale in atto, e in definitiva per salvare il concetto stesso di Europa

Che bello festeggiare in Serie B i miei vent’anni di presidenza

Senza montarci la testa, ma anche orgogliosi del cammino percorso, pensiamo di essere riusciti in questi anni a fare calcio importante soprattutto se si tiene conto della nostra dimensione

Il caro energia non è uguale per tutti: no al populismo energetico

In generale la priorità va data al sostegno delle famiglie non abbienti e alle imprese energivore senza le quali l’intero apparato produttivo dell’Italia rischia di collassare

Meno globalizzazione? Il commercio mondiale continua a crescere ma bisogna difendersi dalla sovraccapacità cinese

Convergenze necessarie tra Stati Uniti ed Unione Europea. Il Made in Italy sugli scudi

La Cina impone nuove regole per impedire alle aziende straniere presenti in quel paese di ridurre la loro dipendenza

Lo squilibrio nel commercio estero cinese è ormai gigantesco a livello globale. Nel 2025 le esportazioni cinesi hanno superato le importazioni di quasi 1200 miliardi di dollari e nel primo trimestre 2026 il surplus è ancora cresciuto

Crisi energetica: gli effetti sull’economia e sull’industria. Come al solito l’Europa ha ritardi di percezione e di azione

Anche in questa fase così difficile non si comprende l’importanza di tutelare l’industria, specie quella dei settori energivori che sono strategici

Si aprono nuove prospettive in Medio-Oriente. Essere capaci a riconoscerlo senza ipocrisie. Il ruolo strategico dell’Italia

Il nostro Paese, con il Piano Mattei e l’azione dei suoi grandi gruppi industriali a partire dall’Eni, oltre alle attività di sviluppo può giocare un ruolo unico di ambasciatore gentile dei valori occidentali di libertà, libera impresa, diritti civili e delle donne, tolleranza, libertà di opinione

Ha vinto il No ma noi continueremo a credere nelle ragioni del Sì. Riflessione post referendum

Occorre vigilare affinché il voto per il No, sia pure numericamente così importante, non costituisca ulteriore elemento di rafforzamento del protagonismo di molti Pm e del circuito mediatico-giudiziario che li sostiene