di DANILO SANGUINETI
Non è proprio come il proverbiale andare a vendere frigoriferi al Polo Nord, ma insomma. L’aprire una palestra sette giorni su sette e, soprattutto, dodici mesi l’anno nel cuore della Val d’Aveto denota un coraggio che arriva a sfiorare l’incoscienza. Eppure Cristian Zolezzi appare quanto di più lontano dalla figura del temerario rompicollo. Racconta sereno, addirittura soddisfatto di essere lanciato in quest’avventura perché intimamente convinto che non fosse un salto nel vuoto, che lo spirito di servizio con il quale ha concepito l’impresa lo avrebbe alla fine ripagato.
La sua Body Fitness è stata inaugurata lo scorso novembre in via della Scuola a Rezzoaglio. Un ingresso, una zona di lavoro ampia e con macchinari di ultima generazione, spazio per poter ospitare diversi più clienti alla volta. Insomma la possibilità di poter fare educazione fisica nel senso più ampio del concetto, in un territorio del tutto sprovvisto di palestre private, ha prevalso su ogni altra considerazione. Tanto per essere chiari: abbandonando la costa e il suo immediato entroterra di centri dedicati al fitness in una area che va dai confini meridionali della Valle Sturla per arrivare alla alta Val d’Aveto neppure l’ombra. Da Carasco bisogna arrivare addirittura allo sbocco della Val Trebbia, a Bobbio, per trovarne uno in piena attività.
Zolezzi non si sente però un “missionario del bicipite scolpito”. È semplicemente uno che a 48 anni suonati ha deciso di dedicare parte del suo tempo a quella che è sempre stata la sua passione. “Io ho un altro lavoro, una ditta che opera a Santo Stefano dove risiedo da decenni pur essendo nato a Chiavari, ma riesco comunque a dedicare il tempo che serve a questa palestra. Fin da ragazzino sono stato un appassionato di Body Building, sono stato seguito da grandi maestri della specialità, qui in Liguria e in Emilia. Anche se ora non sono più un agonista ho sempre dedicato all’allenamento personale, in palestra e fuori, il mio tempo libero. Da diversi mesi meditavo sul fatto che qui in valle (d’Aveto naturalmente N.d.r.) non ci fosse un posto dove potersi esercitare come si deve, con i giusti attrezzi, venendo seguiti e consigliati da persone competenti. Lo scorso autunno ho deciso che era venuto il momento di colmare questa lacuna. E il posto non poteva che essere a Rezzoaglio dove il Comune con grande lungimiranza ha allestito un centro sportivo in piena regola, con campo di calcio, campi da tennis e la piscina scoperta. La Body Fitness si inserisce a meraviglia nel complesso”.
La scelta è stata oculata, resta il fatto che nell’Italia degli anni Venti le palestre private sono in evidente difficoltà. Prima le troppe disparate, spesso raffazzonate offerte, poi il tirare la cinghia da parte di diverse classi di censo, ha portato a una drastica riduzione delle attività in grado di tenere botta economicamente. Zolezzi ne è ben consapevole: “Sapevo di andare incontro a qualche rischio venendo ad operare in una zona in sofferenza, dove le cose vanno in maniera ben differente rispetto agli anni ruggenti della mia giovinezza”.
Ottocento abitanti a Rezzoaglio, poco di più a Santo Stefano… “C’era da mettere sull’altro piatto della bilancia il fatto che vado controcorrente, offro qualcosa che da queste parti non si era mai visto. E, contrariamente alle previsioni dei più pessimisti, ho avuto da subito un riscontro superiore alle attese: a dicembre quaranta abbonati, oggi sono almeno sessanta, ed il trend mi dice che dovremmo crescere ancora”.

Parla di abbonamenti perché Body Fitness, dati i suoi “altri” impegni, al mattino lavora solo su prenotazione, mentre al pomeriggio apre le porte alle 14 e le tiene aperte sino alle 21-21,30. “Tanti si sono informati, altri hanno intenzione di fare una prova: noi proponiamo anche sessioni one to one, ossia con il sottoscritto come personal trainer, oppure dopo un periodo di prova si può proseguire nell’allenamento da soli, seguendo le schede che abbiamo per chi muove i primi passi nel fitness. Schede che sono tarate sulle capacità e le condizioni fisiche di ciascuno”. E per penetrare ancora più in profondità nel mercato ha studiato con attenzione la politica dei prezzi. “Invece di voler capitalizzare la mia posizione di “monopolista” (ride di gusto N.d.r.) ho volutamente tenuto basse le tariffe di abbonamento e di ingresso. Lungimiranza? Anche, ma torno a ripeterlo, a muovermi in principio è stato il desiderio di seguire la mia passione e di poter fare qualcosa per condividerla con più persone possibile”.
Pensando a come la desertificazione demografica stia colpendo dura in una montagna ligure che si sente abbandonata a se stessa, dai governanti come da una natura sempre più arcigna, è impossibile non concordare con Cristian Zolezzi.
Al suo minimo una palestra nelle aree montane riduce l’isolamento sociale, offrendo uno spazio dove incontrarsi, fare attività di gruppo e mantenere relazioni interpersonali. Al suo meglio favorisce la salute fisica e mentale della popolazione locale – attività regolari contrastano sedentarietà, fragilità negli anziani e problemi legati allo stress – e integra servizi essenziali, spesso ridotti se non mancanti nelle aree interne della nostra regione. Per i più prosaici c’è l’impatto economico e territoriale: una struttura sportiva può contribuire allo sviluppo locale. La Body Fitness sul lungo periodo potrebbe creare posti di lavoro (gestione, istruttori) e allo stesso tempo aumentare l’attrattività turistica e sostenere iniziative di economia verde e comunitaria. Con Body Fitness si passa dai fumi dei piani di cara alla sostanza: tutti i progetti, non velleitari, di rilancio della montagna sottolineano l’importanza di investimenti mirati e governance locale per trasformare i servizi in opportunità di crescita. Che in questo caso sarebbe sicuramente felice. Lo ha capito con lodevole prontezza anche l’amministrazione comunale di Rezzoaglio, presente alla inaugurazione lo scorso 9 novembre: “L’entusiasmo è stato contagioso: tra prove degli attrezzi, curiosità, chiacchiere e strette di mano, si è respirato tutto il bello dello sport vissuto come incontro, socialità e passione”.
Il signor Cristiano immaginifico e folle perché da queste parti, come ricorda Venditti, “Avere un’idea alle dieci di sera/È come essere un pinguino all’equatore”.