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Giovedì 10 settembre 2026 - Numero 443

Gran Caffè Defilla, un luogo della chiavaresità

La sua eleganza inalterata è testimone di un percorso ormai più che secolare, ancora vivo oggi nel ricordo dell’indimenticabile Mauro Pietronave
Una foto storica del Gran Caffè Defilla di Chiavari
Una foto storica del Gran Caffè Defilla di Chiavari
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di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *

Non sono in grado di ricordare quante volte ho proposto ‘ci vediamo da Defilla’ senza che nessuno mi chiedesse: ‘dov’è?’. Questo può bastare per definire il nostro locale storico come un autentico luogo della ‘chiavaresità’, un vero riferimento per l’intera collettività del nostro territorio. Ho provato a ricordare quanti eventi si sono svolti nelle sue sale, o nel grande dehors su Corso Garibaldi, ed anche in questo caso non riesco a quantificare: presentazioni di libri, dibattiti politici e culturali, candidature di sindaci, incontri promossi da comitati cittadini… un’infinità d’occasioni preziose per Chiavari. Per non parlare poi di tanti incontri per scambiare idee, oppure per conoscersi dopo un invito che corrisponde ad un primo appuntamento: centinaia di ‘vediamoci da Defilla’!

Credo che il grande valore di questo locale derivi dalla sua solida storia, dalla sua secolare bellezza conservata nel tempo, dal primo locale della Drogheria e Spezieria Sanguineti all’arrivo del Signor Gaspero Defilla e via fino ai nostri giorni. Andiamo con ordine e vediamo di ricostruire gli eventi, dalle lontane immagini fotografiche sbiadite ai tempi più recenti: tutto prende avvio nel 1862 da Vittorio Sanguineti

La documentazione che possiamo rilevare è una coloratissima stampa del tempo, dove troviamo la “Premiata fabbrica liquori e sciroppi, deposito coloniali e droghe, importazione diretta del caffè coloniale”, seguita da una preziosa indicazione: “deposito Genova porto franco”. Questa del porto franco fu un’importante scelta di mercato attuata già durante il Regno di Sardegna e confermata e ampliata dai governi liberali italiani di Cavour: la spedizione in cui le spese di trasporto sono interamente a carico del venditore e le merci possono entrare, sostare, essere lavorate e rispedite senza pagare dazi doganali o tasse d’importazione favorì un notevole sviluppo dei commerci . Le nuove attività aperte in Chiavari furono proprio le drogherie e spezierie; i prodotti più richiesti, caratterizzanti i rinnovati gusti e costumi, il caffè, la cioccolata e lo zucchero. ‘Peustin’ Podestà successivamente Copello, il nostro Vittorio SanguinetiPompeo Lombardi, tutti basarono le loro attività proprio sulla preparazione e sul commercio di confetterie e pasticcerie.

Lo spazio utilizzato dalla Drogheria Vittorio Sanguineti era l’intero sottoportico tra Via Rivarola e l’angolo dell’attuale Via Delpino. In data 11 ottobre del 1903 parte dello spazio commerciale venne rilevato dalla “Ditta Tilesi, Defilla Gaspero & C – Successori Vittorio Sanguineti”. Il successo fu notevole, in particolar modo per i nuovi servizi di caffetteria, the e pasticceria da consumare nell’ampio salone. 

Lo stesso Defilla avviò una propria attività all’angolo di Piazza Roma con Via Vittorio Veneto: un articolo di “Vita Chiavarese” dell’epoca ci informa dell’apertura del “nuovo Caffè Teatro Eden Varieté”, con la Compagnia Rocca-Bottino ad inaugurare lo spazio d’intrattenimento.  Nell’Archivio Storico del Comune ritroviamo la domanda per installare una nuova vetrina a fianco del caffè. 

Il settimanale “Vita Chiavarese” ritornando sull’attività di Gaspero Defilla, sanciva il successo dei suoi locali: “Il solerte signor Gaspero Defilla proprietario del Gran Caffè di Corso Garibaldi, ha testé aperto in Piazza Roma un nuovo e sontuoso locale con annesso un teatro all’aperto, in cui da qualche giorno si produce con successo la compagnia marionettistica Rocca-Bottino, coi tipi genovesi di Baciccia e Barudda. Si annunciano grandi novità. Complimenti ed auguri all’egregio Signor Defilla, ormai nostro concittadino di elezione, il quale ha saputo procurare un gran divertimento al pubblico chiavarese. Riparleremo del nuovo locale in occasione della prossima inaugurazione ufficiale. Giovedì 19 luglio nel Gran Caffè Defilla di Piazza XX Settembre (l’attuale Matteotti), l’orchestra diretta dal Maestro Silvio Barbimi eseguirà scelto programma”.

L’attività in Corso Garibaldi e nell’attuale Piazza Matteotti ottenne un grande consenso e Gaspero Defilla rilevò l’intero spazio già del Sanguineti. Lo spazio del Gran Caffè fu arricchito da valenti artigiani, artisti che realizzano le decorazioni interne e le stupende vetrofanie che impreziosiscono l’intero fronte. Le opere artistiche, realizzate da Antonio Quenti ed Elio Tinelli, quest’ultimo con laboratorio al numero 5 di Via Fieschi (l’attuale Vittorio Veneto), rendevano uniche nel panorama cittadino le pareti del locale, diventando un vero motivo di riferimento. La due vaste sale accoglievano i più originali tavoli in ghisa dell’arte liberty del momento; completavano l’arredo le stupende sedute tipiche dell’artigianato chiavarese. 

Da quel lontano inizio Novecento è passato molto tempo, e molti bravi imprenditori hanno via via saputo gestire al meglio il Gran Caffè. Il loro successo si è confermato in una dimostrazione di grande cultura e sensibilità, quella di aver mantenuto lo stile, il decoro e la bellezza di quel tempo. Non è un caso che il ‘Defilla’ sia annoverato tra i Locali Storici Italiani, una conferma prestigiosa e un pregio per la nostra città. La Chiavari dell’Ottocento che abbiamo ricercato e valorizzato, in cui la nascente borghesia portava freschi i segni del rinnovamento sociale, con i suoi caffè e le sue botteghe, sono ancora visibili, a confermare una pagina di storia che racconta il secolo d’oro della nostra città. 

Il Gran Caffè Defilla continua ad essere un riferimento, un luogo di incontri e di confronti. La sua eleganza inalterata è testimone di un percorso ormai più che secolare, ancora vivo oggi nel ricordo del nostro indimenticabile Mauro Pietronave.

(* storico e studioso delle tradizioni locali)

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