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Giovedì 13 agosto 2026 - Numero 439

Itinerari: Piazza Roma, una delle aree più belle di Chiavari con una lunga storia alle spalle

Il 14 marzo del 1914 in questo spazio adattato ad improvvisato stadio venne disputata la prima partita di calcio in città, con l’Entella in campo
Una antica cartografia dedicata a piazza Roma a Chiavari
Una antica cartografia dedicata a piazza Roma a Chiavari
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di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *

Sono diversi gli accessi a questa grande piazza chiavarese; d’altronde il nome della capitale d’Italia, assegnato a questo luogo, richiama l’adagio che ‘tutte le strade portano a Roma’.

Iniziamo la nostra esplorazione cercando di delimitare quest’area collocandola in una cronologia storica definita. L’urbanizzazione fondativa di Chiavari vide due momenti molto precisi e ben documentati, su disposizione dei Consoli di Genova. Di questi il primo risale al secolo XII, e delimita il centro storico di cui si è parlato nel numero precedente. Il secondo fu il provvedimento dell’aprile del 1208, sempre ad opera dei Consoli genovesi, e prevedeva la progettazione dell’area ad est del borgo fortificato con questi confini: a ponente il corrente murario della porta di Capo Borgo e il Bastione di San Francesco, a tramontana la collina di , a levante il corso dell’Entella, a mezzogiorno il fronte marino e l’ampia foce dell’Entella. 

Purtroppo, non avendo documenti cartografici che ci possano illustrare questo periodo, dobbiamo usare una cartografia conservata presso la Società Economica, risalente al XVIII secolo: un rilievo fiscale precedente alle riproduzioni di Matteo Vinzoni.

Grazie ad alcuni riferimenti riportati in leggenda e nel rilievo, possiamo individuare l’area della futura Piazza Roma, che al tempo di quel documento risultava interamente utilizzata ad orto. A monte era ben visibile il complesso della Clausura di San Bernardino, al davanti di esso la strada che poi si chiamerà via Entella, e parallelo a questa il tracciato di quello che sarà corso Dante, e che in quel punto sarà anche il fronte nord della piazza. Tra le due vie, è possibile vedere il disegno di due aree indicate come “chioso”, rispettivamente ‘del Signor Negrone’ e ‘dell’Istituto di San Domenico’. Il termine “chioso” è l’uso tardo popolare del termine latino “clausus”, ad illustrare uno spazio coltivato chiuso tra muraglie.

Nello spazio che costituirà la piazza, delimitato nell’illustrazione con un rettangolo nero, possiamo rilevare il ‘giardino dei Daneri’; procedendo verso sud, indicate in legenda dalle lettere A e B, troviamo poi le due grandi proprietà che ne permetteranno la realizzazione: la proprietà “degli Illustrissimi Signori Rivarola di fronte al mare, de Piani e Orti” (A); e più verso ovest la terra dei “Fratelli Danè cannelle di palmi 12”.

La carta è ben dettagliata e permette di contare numerose “sigogne” e di individuare, tra le due ultime proprietà citate, il futuro tracciato di quello che oggi è corso Brizzolara. Oltre i coltivi, delimitati dai sempre presenti rastrelli, il fronte della spiaggia e il mare. Il litorale era variegato, con un ampio “Lago d’acqua”, nel centro un “secca” e “il letto del fiume”. 

Sin dal tempo più remoto cui riusciamo ad arrivare, cioè la prima metà del XVIII secolo, l’intera area era chiamata dai chiavaresi “Regione Prato”. Anche questo termine è presente nella cartografia sopra richiamata, dove il “prato” compare a descrivere la caratteristica di parti del rilievo cartaceo.

Arriviamo alla fine dell’Ottocento, quando vediamo avviate nuove progettazioni e l’ampliamento della città di Chiavari verso est, con la realizzazione di Corso Dante e il nuovo asse verso Lavagna. Superata l’antica Via Fieschi, oggi Vittorio Veneto, rimaneva l’incompiuta della piazza. La grande area era perfettamente piana e in parte erbosa, come confermato dal toponimo ‘Prato’. 

Nel 1908 il progetto dell’ingegner Luigi Devoti definiva il paraggio della futura piazza Roma e il collegamento con la strada più a sud. Con ciò si traduce in realtà il grande rettangolo della piazza, che prevedeva in origine un doppio accesso e collegamento con corso Garibaldi; poi però venne creato il solo varco di via Nino Bixio. Nel lato minore, a sud della piazza, si innestava la nuova strada di collegamento col futuro corso Indipendenza (oggi Brizzolara). 

L’intera area restò per anni a disposizione per diversi usi e importanti eventi cittadini. La stampa locale ci aiuta a rivivere quei momenti. In particolare, il settimanale “Vita Chiavarese” creò il comitato per organizzare l’esibizione dell’aviatore Romolo Manissero, fissata per domenica 23 agosto 1913. Il settimanale di via Entella raccolse ben 16.468 lire, da versare al Comitato Pro Aeroplano Città di Chiavari per sovvenzionare il primo volo sulla città. In quegli anni la zona più adatta per l’evento era la “periferica” piazza Roma, e più precisamente l’ampio spazio che correva da Villa Janen, attuale sede del Credem, all’impianto del Gasometro, un grande spazio sgombro sino alla ferrovia che si trasformò in aeroporto per il volo di Manissero. 

Il 14 marzo del 1914 in questo spazio adattato ad improvvisato stadio venne disputata la prima partita di calcio in città. Vennero montate le porte, steso il gesso a delimitare il campo da gioco e nella zona circostante fu posizionato il pubblico. Scendeva in campo la prima squadra cittadina di calcio, l’Entella, che iniziava così un lungo e secolare cammino. Dopo le prime partite dell’Entella e con lo scoppio della Prima guerra mondiale, il campo da gioco venne spostato a lato della costruenda chiesa di Sant’Antonio nei pressi del fiume. 

La futura piazza Roma fu teatro di diverse esibizioni, e fu nuovamente luogo di sport con le riunioni della Pro Chiavari il 18 maggio del 1914. Si trattò del primo grande evento nazionale di ginnastica organizzato in città, in cui si raccoglievano fondi per sostenere lo sforzo bellico.

Si giunse poi al progetto definitivo dell’ingegner Devoti, che prevedeva la regolarizzazione della grande area urbana a piazza, un notevole spazio di 155 metri per 65. A cornice vennero realizzati i palazzi che rendono la zona davvero monumentale, sino ad avviare un dibattito per realizzare, nella parte centrale, il nuovo Teatro Municipale, opera poi mai messa in cantiere. La grande aiuola a giardino dal 1928 accoglie invece il monumento ai Caduti realizzato da Luigi Brizzolara in obbedienza ai dettami del regime. 

Con l’avvento della dittatura fascista la propaganda del regime impose anche nuove toponomastiche e diede indicazione ai comuni di dedicare una via o piazza alla capitale d’Italia. In quest’occasione la nostra ‘Regione del Prato’ diventò Piazza Roma.

Una delle aree più belle di Chiavari ha dietro di sé una lunga storia che può ancora essere ripercorsa. Una volta di più si dimostra come, percorrendo un itinerario quotidiano, si può ricapitolare la storia di una comunità. 

(* storico e studioso delle tradizioni locali)

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