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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Riparte il mitico ‘Bar Corsaro’ di Sestri Levante, grazie all’intraprendenza di Andrea Armanino e Andrea Castelli

Dopo due anni e mezzo di chiusura, riecco in attività il ritrovo dei tifosi del Sestri Levante e non solo: “Aumenteremo l’offerta al pubblico”
Il Bar Corsaro di Sestri Levante è ripartito nei giorni scorsi con una nuova gestione
Il Bar Corsaro di Sestri Levante è ripartito nei giorni scorsi con una nuova gestione
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di DANILO SANGUINETI

“Bar Corsaro”. Basta la parola. Per i Baby Boomer, per i Generazione X ed anche parecchi Millennial il ristoro che sorge in piazza Italia 4 a Sestri Levante non è una locale come gli altri: è stato un punto di riferimento, un’istituzione. Un pilastro della vita diurna serale e anche notturna della Bimare.

Quando due anni e mezzo fa chiuse i battenti lo spegnersi di quella insegna venne avvertito in città come in tutto Tigullio come un vulnus, una ferita che rischiava di lasciare brutte cicatrici nella memoria collettiva. Si cancellava una storia fatta di decine e decine di episodi che presi collettivamente potevano sembrare minimi ma che nella coscienza degli individui rappresentano delle pietre miliari. Un’amicizia nata ai suoi tavoli, uno scherzo, anche pepatissimo, fatto da una compagnia all’altra, un appuntamento preso all’interno o ai suoi tavoli esterni, nella area verde che dominava il traffico senza esserne imbarazzata, dalla quale potevi controllare la passeggiata a mare senza esserne infastidito dal fracasso proveniente dagli arenili e dai bagni marini. Per non parlare dei sentimenti, alcuni effimeri, altri duraturi fino a sfociare negli sponsali, sbocciati tra una gazzosa, un mottarello e uno degli indimenticabili toast farciti che venivano ammaniti a qualsiasi ora del giorno e della notte (anche fonda…) con la oggi quasi inconcepibile libidine di essere creatori della propria ricetta, dato che dentro alle due fette di pane tostato il cliente poteva metterci di tutto, ma veramente di tutto, non essendoci genere commestibile che non fosse presente nelle ampie vetrine dei suoi banconi. 

Un bar catalizzatore e un bar cartina di tornasole per comprendere il tessuto sociale di una cittadina del Tigullio. Se Chiavari ha il Caffé Defilla e Rapallo il Gran Caffè sulla passeggiata che ne rappresentano l’anima turistica e borghese, il Bar Corsaro, che nella sua iniziale strutturazione, ricordava la cabina di pilotaggio e la tolda di una nave, probabilmente un peschereccio, esprimeva l’essenza di un paese che il mare lo respirava oltre che usarlo come attrazione turistica. Riavviarlo dopo la chiusura inopinata del 2023 era una necessità. Per assolverla, per andare incontro alle aspirazioni di tantissime persone c’è voluta però l’intraprendenza ben nota di un duo di “restauratori di locali”, i due AndreaArmanino e Castelli, che avevano dato prova della loro efficacia manageriale in diverse e felici occasioni.

Partiamo dal giorno della grande apertura, venerdì 28 marzo. Andrea Armanino quasi si commuove a ricordarlo. “È stata una bella giornata, piena di gente contenta che riaprisse un bar con tanta storia. Io e l’altro Andrea (Castelli naturalmente N.d.r) vogliamo semplicemente ingraziare le tante persone, amici, clienti che ci sono venuti a trovare ed in particolare tutti quelli che ci hanno raccontato aneddoti e curiosità che riguardano la storia di questo bar. Ringraziamo anche il nuovo staff che ci segue in questa avventura e tutti i nostri collaboratori che ci supportano ogni giorno”. 

Il varo è stato seguito da una prima settimana di navigazione altrettanto positiva. Ma Armanino sa bene che la rotta è ancora lunga. “Non appena avemmo notizia che l’amministrazione comunale avrebbe pubblicato un bando per assegnare la gestione del Bar Corsaro, chiuso da due anni e mezzo, ci siamo fatti sotto. La nostra proposta ha non solo rispettato tutte le richieste del bando, è stata anche esaminata e valutata molto positivamente dalla commissione giudicante. Subito dopo ci siamo messi all’opera non solo per restaurare dentro e fuori la struttura, ma anche per migliorare dove è possibile in previsione di un aumento della offerta al pubblico”. 

Il Bar Corsaro nella sua lunga storia, che inizia nel dopoguerra, aveva avuto affrontare diversi momenti critici. Nato come prefabbricato in metallo, era andato completamente distrutto a causa di un incendio notturno poco prima dei Mondiali di Italia ’90. Un cortocircuito notturno, edificio crollato, tutte le attrezzature da buttare. Il bar fu al centro della vita sportiva di Sestri Levante negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Il nome diceva già tutto: tra le sue mura si ritrovavano i tifosi della Unione Sportiva Sestri Levante 1919, i cosiddetti “corsari”, conosciuti in tutta Italia. I giocatori più famosi dell’Unione, da Baveni a Bacherotti, da Chiappara a Uzzecchini, discutevano tra loro e con i tifosi, dopo le partite e gli allenamenti. Naturalmente con le dinamiche del nuovo millennio tutto questo si era perso ma ogni vero “sestrino” sorvegliava magari da lontano ma costantemente che il “monumento gastronomico sportivo” non deperisse. Per questo la notizia della riapertura è stata accolta con così tanto favore. 

Armanino sa molto bene di essersi preso una bella responsabilità assieme al socio Castelli ma non trema. “Anzi sono caricato a mille per questa sfida che va ad aggiungersi alle altre intraprese. Sono sicuro che la vinceremo”. 

Armanino&Castelli (il primo si occupa del lato gestionale dell’impresa, il secondo di quello operativo) intendono applicare le stesse formule vincenti adoperate per far volare il Ristorante Cigno e decollare la adiacente disco-bar-night Skipper a Cavi di Lavagna. L’accoppiata cavese è stata solo l’inizio della loro oculata opera di salvataggio dei locali storici del Tigullio di Levante. Seconda tappa il Bar Davide a Chiavari, altro luogo di culto per gli sportivi, centro di ritrovo delle squadre calcistiche cittadine. E subito dopo una serie di sinergie tra le varie imprese perché si sostengano e si rilancino a vicenda. Come con il Bar Davide anche per il Bar Corsaro Armanino ha già un’idea precisa su quali saranno le prossime mosse: “Operare una sintesi tra antico e moderno, ampliare l’offerta. Per il Corsaro in vista dell’estate pensiamo a una triplice suddivisione: caffetteria, pasticceria e gelateria. Quattro persone sono al lavoro, naturalmente stiamo studiando come riproporre i mitici toast farciti, perché mantenere le grandi tradizioni è un nostro must”. 

“I corsari sono tre, ed i pirati trentatré” cantavano allo Zecchino d’Oro: siamo in piena Boomer Renaissance, qui i corsari sono due, pare che possano bastare.

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