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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Sanguineti Legnami, al lavoro da centoventicinque anni. E tutto iniziò grazie a una donna

La storia è composta da tanti avvenimenti e da scelte che maturano nell’esperienza, come la capacità di tramandare i saperi del lavoro di padre in figlio
Una foto storica della ditta Sanguineti Legnami
Una foto storica della ditta Sanguineti Legnami
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di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *

Tre generazioni che hanno saputo superare il secolo d’attività imprenditoriale, un cammino che merita d’essere esplorato, per capire un’attività storicamente legata al nostro territorio. Questo lungo arco di tempo prende avvio nel 1899, quando la signora Carmen Sanguineti avvia la sua attività di commercio in legnami a Chiavari.

La prima sede fu in via Turio, all’angolo con l’allora corso Umberto, oggi corso Millo. Lo spazio è compreso tra l’importante arteria della viabilità cittadina e il corso del Rupinaro. Qui si trovavano il piazzale per il deposito dei materiali e un capannone con i macchinari per lavorare i tronchi, portati per essere trasformati. L’attività della signora Carmen necessitava di un collaboratore, un garzone che sapesse muoversi con capacità ed attenzione in questo mestiere: il giovane assunto fu Lorenzo Sanguineti

L’aiutante si svela da subito capace ed intraprendente, le sue radici sono nella profonda cultura contadina della nostra terra, dove la fatica trovava soluzione, e indispensabile aiuto, nell’intelligenza che si faceva esperienza. Ben presto il “garzone” cresce professionalmente e raggiunge il ruolo di “perito misuratore”, un profilo che lo inserisce a pieno titolo nell’attività, che ora gli apre davanti un’importante futuro: nel 1911 rileva la ditta e ne diviene titolare. 

La grande soddisfazione non appaga del tutto Lorenzo, che con l’arrivo della terribile guerra mondiale  è costretto a partire per il fronte. A conflitto terminato può tornare in azienda e riprendere in mano le redini dell’attività. I primi anni non saranno facili, ma Lorenzo è coraggioso, capace di comprendere che la ripresa economica porterà grandi vantaggi nel campo dell’edilizia e delle costruzioni, e che il legno ne sarà importante componente operativa. 

Qui la vicenda registra un’importante svolta che premia il perito e ne segna la crescita imprenditoriale: l’importazione di materiali. Il piazzale può accogliere pregiate essenze in arrivo dal Nord Europa, dall’Africa e dal continente Americano. A questa intuizione corrisponde un incremento delle tecnologie e Lorenzo investe in nuove e innovative macchine per la lavorazione del legno.

L’attività è assai dinamica, i dipendenti sono saliti a dodici, importante l’aiuto fidato del nipote Romolo Sanguineti, che resterà in azienda sino al raggiungimento della pensione. Sono gli anni del fascismo e Lorenzo non si adegua al conformismo dilagante, anzi è molto critico e si pone all’opposizione, scelta che pagherà con la revoca della concessione all’importazione dei legnami. 

Il tempo corre, e le cronache di quegli anni vedono nuovamente il Paese coinvolto in una lunga e distruttiva guerra che porterà alla requisizione dell’intera area e al sequestro dei materiali. In questo periodo il capace Lorenzo non abbandona il lavoro, ma torna alle radici della sua campagna e coltiva con successo la terra di famiglia scambiando i prodotti raccolti.

Dopo il 25 aprile del 1945 la famiglia Sanguineti, con Lorenzo ora affiancato dal figlio Giuseppe (per tutti “Pippo”), riprende con rinnovata forza l’attività in azienda. La lavorazione dei legnami, nuovamente importati, è il vero cardine della rinascita e della ricostruzione su tutto il territorio. Gli anni Sessanta, quelli del “boom” economico, vedono i Sanguineti in grado di soddisfare ogni esigenza dei clienti, con l’attività di commercio e importazione che permette d’accontentare le richieste degli architetti più esigenti.

Un difficile e improvviso passaggio avviene nel 1955 quando Lorenzo viene a mancare, ora tocca al giovane ma già maturo “Pippo” prendere le redini dell’attività; il passaggio del testimone gli è facilitato da tutti  quei difficili e animati anni  di apprendistato e di lavoro.

Ancora una volta la Sanguineti Legnami si trova ad affrontare un momento di grandi scelte operative e di necessaria crescita. Il passo avviene con i nuovi depositi e magazzini in Sampierdicanne, con un grande piazzale e un deposito coperto, ma soprattutto nuove macchine e mezzi per le consegne ai clienti.

L’operazione ha successo e il territorio commercialmente operativo si estende sulla costa dall’area genovese a Sestri Levante, e nell’entroterra raggiunge Bedonia e Santo Stefano d’Aveto. Nel 1966, abbandonato lo storico deposito di via Turio, la sede principale dell’azienda si trasferisce in via Santa Chiara con nuovi depositi e con gli uffici commerciali. Il lavoro e l’attività dell’azienda non vedono momenti di stasi, anche se il mondo del commercio dei legnami è fortemente ondulatorio con prezzi ballerini e difficoltà d’approvvigionamenti. 

Con gli anni Settanta Giuseppe “Pippo” Sanguineti giunge a nozze con Maria Luigina Rocca, e il matrimonio segna il futuro del cammino aziendale: nascono LorenzoGiacomo Maria Beatrice

Le flessioni e i movimenti di mercato segnano e caratterizzano questo periodo; i fornitori internazionali, in particolare la Cecoslovacchia, sembra non riescano ad evadere gli ordini, ma la Romania assicura le forniture acquisite. Grazie alla capacità organizzativa dei Sanguineti e a nuovi spazi di deposito si potrà fare fronte favorevolmente alla situazione. Gli anni successivi vedranno un rinnovamento dell’assetto societario e nuovi servizi per i clienti, dal taglio con macchine specializzate a nuovi e innovativi materiali disponibili.

Il nuovo futuro giunge con l’ingresso definitivo in azienda di Lorenzo e Giacomo che sanno con grande capacità fronteggiare il nuovo millennio. La storia è composta da tanti avvenimenti e da scelte che maturano nell’esperienza, come la capacità di tramandare i saperi del lavoro di padre in figlio. Questa solida tradizione si confermerà nella quarta generazione dei Sanguineti, che sapranno confermare questo grande valore per la famiglia  e la testimonianza per tutti noi.

(* storico e studioso di tradizioni locali)

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