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Giovedì 29 gennaio 2026 - Numero 411

Stop per sempre all’odio antiebraico. Imbarazzo a sinistra tranne pochi coraggiosi

L’odio contro gli ebrei è un’emergenza anche in Italia ma chi tenta di affrontare il problema spesso subisce un paradossale linciaggio morale
La strage di Bondi Beach, in Australia, dove sono stati uccisi quindici ebrei
La strage di Bondi Beach, in Australia, dove sono stati uccisi quindici ebrei
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di ANTONIO GOZZI

Sono a Roma nel mio ufficio di piazza di Montecitorio e nella piazzetta davanti alla Camera una ventina di militanti pro-pal continuano a gridare slogan contro Israele (dal fiume al mare), contro il sionismo, contro gli ebrei.

Siamo a meno di 48 ore dalla strage di Sidney, un attentato organizzato da due estremisti (padre e figlio) che hanno fatto giuramento di adesione all’ISIS; un gesto di odio e violenza inauditi che colpisce al cuore la comunità ebraica che stava festeggiando, in un clima di pace e serenità, la festa dell’Hanukkah, la festa delle luci, una festa che celebra la libertà religiosa, la resistenza culturale e il prevalere della luce sulle tenebre.

Nella tradizione ebraica il tema delle luci e delle tenebre ha un significato teologico, morale e simbolico molto profondo. Non indica solo il contrasto fisico tra giorno e notte, ma soprattutto quello tra ordine e caos, bene e male, conoscenza e ignoranza, presenza e assenza di Dio.

La strage di Sidney dimostra ancora una volta che, in Occidente, l’antisemitismo è una piaga devastante molto più diffusa di quello che pensiamo. 

Tra le persone uccise sulla spiaggia c’è Alex Kleitman, un uomo di 87 anni che era sopravvissuto all’Olocausto, ucciso, come tutte le altre vittime, solo e semplicemente perché era ebreo. Si continuano a uccidere ebrei in quanto tali, a Sidney, come ad Amsterdam, come a Parigi, a prescindere dalla loro nazionalità, dalle loro convinzioni politiche, dal loro status sociale, si uccidono solo perché ebrei.

Il messaggio è chiaro: non siete al sicuro da nessuna parte, nemmeno mentre accendete una candela su una spiaggia dall’altra parte del mondo.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo non vedere e non sapere, non possiamo fare finta di niente e voltarci dall’altra parte come fecero purtroppo in molti, anzi moltissimi, in Occidente a partire dal 1938 quando in Germania e poi in Italia iniziarono le persecuzioni che portarono alla Shoah. 

È il momento di decidere da che parte stare dicendo parole chiare e ferme su coloro che demonizzano lo Stato ebraico, sui politici che tollerano e giustificano slogan genocidari e manifestazioni nelle quali in testa ai cortei ci sono striscioni che inneggiano alla strage del 7 ottobre come un atto di resistenza, su politici e su quei partiti che per cavalcare l’onda pro-pal, conseguente al conflitto di Gaza, non hanno il coraggio di dire parole chiare contro l’antisemitismo e di difesa degli ebrei che in tutto il mondo vengono di nuovo perseguitati e uccisi.

L’odio contro gli ebrei è un’emergenza anche in Italia ma chi tenta di affrontare il problema spesso subisce un paradossale linciaggio morale.

La lotta all’antisemitismo in questo momento imbarazza soprattutto la sinistra. Non abbiamo sentito finora i leaders delle forze di sinistra da Schlein Conte, da Fratoianni a Bonelli condannare con forza la strage di Sidney e l’antisemitismo dell’estremismo islamico da cui trae origine.

Non abbiamo sentito da loro una parola sull’incredibile decisione di un magistrato italiano d’appello di bloccare l’espulsione di un imam torinese che aveva detto pubblicamente che il 7 ottobre è stato un atto di resistenza e che è considerato molto pericoloso dai nostri organi di sicurezza e dal magistrato di primo grado che ne aveva autorizzato l’espulsione.

Muti come pesci, che vergogna!

Ma, recentemente, abbiamo addirittura ascoltato un ex ministro del PD dire che con Hamas bisogna fare i conti e che secondo lui se si esclude Hamas non c’è una vera rappresentanza dei palestinesi nei negoziati internazionali sulla crisi di Gaza.

Nonostante questi silenzi assordanti, queste ambiguità e questo sbandamento c’è chi – ma sono pochi – che, anche a sinistra, ha coraggio.

Il senatore del PD Del Rio, innanzitutto, che ha depositato una proposta di legge intitolata “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta all’antisemitismo nonché delega al governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line”. Peccato che quella iniziativa è stata subito contrastata dal capogruppo del PD al Senato Boccia che ha affermato che l’iniziativa di Del Rio doveva intendersi come presa a titolo personale e non rispecchiava la linea del Partito senza spiegare però il perché. Il PD non è d’accordo su iniziative contro l’antisemitismo?

Anche Italia Viva di Matteo Renzi ha preso una posizione forte e chiara contro l’antisemitismo.

La senatrice Raffaella Paita, capogruppo di IV a Palazzo Madama, in un coraggioso intervento in aula ha avuto la forza di affermare: “Siamo e saremo sempre al fianco delle equilibrate parole di Liliana Segre e mai dalla parte del linguaggio scomposto di Francesca Albanese, perché sostenere che l’attacco a ‘La Stampa’ sia un monito è una vergogna, perché chiedere che si scusi un sindaco che cita i fatti del 7 ottobre mi indigna e non ho alcuna paura a dirlo. Perché occorre equilibrio e responsabilità nelle parole, perché le parole hanno conseguenze reali”.

È proprio così. La campagna di propaganda e odio antiebraico che si è sviluppata ovunque in questi mesi sta mostrando i suoi tragici effetti.

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