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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Riccardo Questa, l’ingegnere architetto della Chiavari tra Otto e Novecento

La sua opera come quella di pochi altri ha contribuito a formare il volto della città: la sua matita disegnò palazzi che tutt’oggi incarnano la sua bellezza progettuale
Riccardo Questa, architetto e ingegnere capace di cambiare il volto di Chiavari
Riccardo Questa, architetto e ingegnere capace di cambiare il volto di Chiavari
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di GIORGIO ‘GETTO’ VIARENGO *

Ci pare assolutamente necessario dedicare un articolo biografico a questo grande chiavarese, uomo capace di dare un segno risolutivo a grandi pratiche urbanistiche e a progetti di bellezza giunti sino a nostri giorni. Riccardo Questa nasce a Chiavari il 7 agosto del 1852, da Franco e da Beatrice Ansaldo, in un appartamento nel cuore del centro storico, al numero 18 di Via Rivarola. Qui frequenterà i suoi studi, nelle vicine scuole di San Giuseppe Calasanzio, poi l’università a Genova ottenendo la laurea presso le Regie Scuole Superiori. In questo periodo storico non erano ancora presenti i corsi di laurea distinti in architettura e in ingegneria come ai nostri giorni; questo fa si che ritroviamo sui progetti la firma di Riccardo Questa sia come architetto che come ingegnere.

La sua prima realizzazione fu legata al piano regolatore redatto dall’architetto Timosci, un piano urbanistico che ripensò il quadrilatero compreso tra l’attuale Corso Garibaldi e Corso Millo. I diversi piani particolareggiati furono redatti, creando la grande visione del nuovo fronte di Chiavari, nel 1846 dall’architetto Angelo Galleani per l’esecuzione dei nuovi fabbricati in via San Francesco, oggi Corso Garibaldi.

Il nuovo corso progettato in vico Grimaldi, oggi corso Millo, vide invece una minuziosa indicazione progettuale di variante ad opera dell’ingegner Riccardo Questa. Fu Questa che disegnò il fronte delle ville che caratterizzano il paraggio, e che dettò indicazioni affinché queste fossero arretrate, onde ricavare un fronte a giardino, e i lotti risultassero omogenei per tutto il lato di ponente della nuova strada. Furono queste ville a indicare la prima onomastica della strada, che fu battezzata Viale dei Mericani.

Le ville del viale dei Mericani proponevano il nuovo tratto architettonico portato dagli emigranti al loro ritorno: la tipica torre detta “mirador”. La strada prese poi il nome di viale degli Aranci, poi corso Umberto I, oggi viale Enrico Millo. 

Nel tempo si giunse alla demolizione dell’ultimo blocco d’abitazioni che celavano il fronte dell’antica chiesa di San Giacomo di Rupinaro. Anche in questo caso fu Questa ad intervenire, disegnando anche l’intero tappeto del selciato sagrato del luogo di culto. Sempre nel nuovo viale Questa realizzò nel 1888 la progettazione del Palazzo Assarotti

Nel 1906 Questa realizzò la progettazione esecutiva dell’intera Circonvallazione a Monte, un progetto che avrebbe cambiato l’intera visione della città verso la collina con una nuova e innovativa viabilità. Suo fu il piano d’espansione urbana e edilizia nella zona di Levante del 1894, nello stesso anno disegnò e progettò l’urbanizzazione dell’estremo ponente cittadino.

In altri delicati passaggi progettuali della Chiavari di fine Ottocento ritroviamo la sua firma, in particolare a caratterizzare le tre grandi piazze: in Madonna dell’Orto fu lui a rettificare il progetto di Luigi Poletti, risolvendo alcuni problemi riscontrati nella lunghissima fase realizzativa del pronao, in particolare con le quote realizzative dell’intera piazza circostante. 

Con la realizzazione del monumento a re Vittorio Emanuele, fu chiamato a dirimere una scottante polemica sul preciso posizionamento della statua. Questa compose il diverbio trovando, attraverso un ‘rendering’ ad acquerello, la mediazione tra le diverse ipotesi in discussione. 

Sempre durante la realizzazione dell’attuale Piazza Mazzini ci fu un altro suo intervento risolutorio. Questa disegnò un tappeto di basoli in arenaria, un intreccio che impreziosiva il grande piano pedonale; sui quattro lati della piazza, centrati sulle diagonali, posizionò altrettanti lampioni appositamente fusi dalle Fonderie del Pignone con lo stemma di Chiavari. 

Nel posizionamento della statua, opera di Augusto Rivalta, Questa realizzò il basamento a gradoni e le colonne in bronzo che reggono la catenaria perimetrale. Anche durante la promozione del monumento a Giuseppe Garibaldi ci fu il suo intervento; anche in questo caso disegnò e realizzò il basamento in granito rosa, e studiò il posizionamento nello spazio e la progettazione dell’intero pavimento in arenaria della piazza. 

Riccardo Questa segnò anche l’evoluzione architettonica di questo periodo; la sua matita disegnò palazzi che tutt’oggi incarnano la bellezza progettuale dell’intera città Ottocentesca. È suo il disegno, affidatogli dai benefattori guidati dalla Società Economica, dell’Asilo Infantile, un edificio con una pianta ad “acca”, scelta per amplificare il dimensionamento delle facciate e il conseguente numero delle finestre, dal momento che la luce e l’aria erano fondamentali per l’utilizzo educativo scolastico. 

Sempre la matita di Riccardo Questa tracciò edifici civili residenziali in uno stile compositivo definibile come ‘monumentale’, con un posizionamento perfettamente geometrico delle finestrature e l’uso di fregi e modellature, bugnati e finte colonne che rendono i suoi progetti unici e assolutamente individuabili. La progettazione architettonica giungeva alla definizione di importanti dettagli: suoi erano, ad esempio, i disegni delle cancellate che impreziosivano i palazzi. In città sono così perfettamente individuabili gli edifici al numero 29 di Viale Tappani, il gemello al 5 di Corso Italia, quello all’angolo di Piazza Nassiriya con Via Castagnola, quello all’angolo di Corso Montevideo con Corso Genova sul lato a ponente. 

Alcuni particolari come l’uso del ferro battuto nelle finiture del terrazzi e di composizioni con sfere ed ellissi risentono del gusto Art Nouveau, che ingentilisce la monumentalità della progettazione. Questi tratti più moderni caratterizzano la progettazione dell’Albergo Moderno, un edificio di grande rilievo e con particolari unici e di grande fascino commissionato dalla famiglia Boletto nel 1925. Sempre a sua firma furono progettati la sede del Banco di Chiavari e la prima sede della Cassa di Risparmio, oggi adibita ad anagrafe comunale.

Riccardo Questa si spense nella sua Chiavari il due gennaio del 1928. La sua opera come quella di pochi altri ha contribuito a formare il volto della città di Chiavari. Il ritratto in bronzo che orna la sua tomba al Cimitero Urbano è opera dello scultore Francesco Falcone.

(* storico e studioso delle tradizioni locali)

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