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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Raffaella Romagnolo ritorna a Wylab con il suo ultimo libro, ‘Aggiustare l’universo’

L’appuntamento è fissato per venerdì 17 novembre, alle ore 18, a Wylab, a ingresso libero. L’autrice, già varie volte ospite di ‘Piazza Levante’, dialogherà con Sabina Croce
Raffaella Romagnolo qui ritratta da Lucia Bianchi
Raffaella Romagnolo qui ritratta da Lucia Bianchi
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Venerdì 17 novembre 2023, alle ore 18, il nostro settimanale online ‘Piazza Levante’ organizza un incontro con la scrittrice Raffaella Romagnolo.

L’autrice dialogherà con Sabina Croce, per la presentazione del romanzo ‘Aggiustare l’universo’, edito da Mondadori.

L’appuntamento, a ingresso gratuito, è presso Wylab, in via Davide Gagliardo 7, a Chiavari. Prenotazione consigliata sulla piattaforma EventBrite a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-raffaella-romagnolo-presenta-aggiustare-luniverso-a-wylab-754460410397?aff=oddtdtcreator

Al termine dell’incontro, l’autrice sarà disponibile per firmare copie del suo libro.

L’autrice: Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: ‘La masnà’ (2012, ora riproposto negli Oscar Mondadori), ‘Tutta questa vita’ (2013), ‘La figlia sbagliata’ (2015, candidato premio Strega 2016, premio Società Lucchese dei Lettori 2016), ‘Destino’ (2018), ‘Di luce propria’ (2021, premio Pisa), ‘Il cedro del Libano’ (2023). ‘Respira con me’ (2019) è stato finalista al premio Strega Ragazzi e Ragazze 2020. I suoi libri sono tradotti in sette lingue.

La scheda del libro: Ottobre 1945. L’anno scolastico inizia in ritardo. È il primo dell’Italia liberata e non è semplice ripartire dalle macerie. La maestra Gilla guarda con angoscia quei muri che fino a poche settimane prima alloggiavano nazisti. È arrivata a Borgo di Dentro per sfuggire alle bombe che martoriavano la sua Genova, e come tanti giovani ha combattuto e ha rischiato la vita, scommettendo sulla costruzione di un futuro migliore che altri compagni non vedranno. Ma ora non vuole pensare a quello che la guerra le ha tolto, e le ventitré allieve di quinta elementare che ha di fronte sono una ragione sufficiente per tenere a bada la tristezza. Al suono della campanella è rimasto un posto vuoto, in prima fila. La bambina a cui è destinato raggiunge la classe poco dopo, accompagnata dalla bidella e da un biglietto del direttore. Si chiama Francesca e arriva dal vicino orfanotrofio. È preparata, diligente, ma non parla e Gilla nei suoi occhi riconosce subito la tristezza di chi si trova solo in un mondo cui non appartiene. Per entrambe c’è stato un prima e c’è stato un dopo. Ma se Gilla del passato vorrebbe liberarsi, per Francesca è l’unico posto in cui desidera tornare. Perché lì sta la sua famiglia, quella per cui il suo nome era Ester e con cui viveva a Casale Monferrato, prima che i “provvedimenti per la difesa della razza” impedissero a suo padre di insegnare, a suo nonno di vendere stoffe, a lei e sua madre di condurre una vita degna di questo nome. L’ultimo ricordo felice di Ester è una gita sul Po. Dopo, solo la colpa di essere ebrei. Ora dei genitori non sa più nulla, e la speranza che tornino a prenderla, come le hanno promesso, l’abbandona un po’ ogni giorno. Gilla ha intuito cosa nasconde l’ostinato silenzio della bambina, e sa che per riparare ciò che si è rotto servono calma e pazienza. Le stesse che usa con un vecchio planetario meccanico che la sera aggiusta sul tavolo della cucina, formulando lezioni immaginarie per le sue allieve. Con la grazia di chi sa di maneggiare esistenze fragili e preziose e il rigore di un meticoloso lavoro di ricerca, Raffaella Romagnolo scrive un romanzo di dolore e rinascita su un momento storico da cui ancora oggi è impossibile distogliere lo sguardo.

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