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Giovedì 10 settembre 2026 - Numero 443

Premio Scaletta per Moni Ovadia a Sussisa di Sori: la consegna prevista per domenica 12 aprile

L’evento a partire dalle ore 16 presso il Prato Confauné. Organizzano gli ‘Agitatori culturali irrequieti Gian dei Brughi’, associazione culturale sorese
L'attore Moni Ovadia riceverà il Premio Scaletta a Sori
L'attore Moni Ovadia riceverà il Premio Scaletta a Sori
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di ROSA CAPPATO

Una celebrità alla IV Edizione del Premio Scaletta. Domenica 12 Aprile a partire dalle 16 sul Prato Confauné si svolge una manifestazione significativa per gli ‘Agitatori culturali irrequieti Gian dei Brughi’, associazione culturale sorese, il Premio Scaletta.

“Anche quest’anno – spiega la presidente Patrizia Biaghetti – gli Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi, conferiranno il Premio Scaletta giunto alla sua IV edizione”. Il ‘Premio Scaletta’ nasce da un equivoco, un’errata interpretazione, “un poeta e un oggetto che non si sono capiti, – ricorda Biaghetti – e come si sa tutti gli errori conducono al risveglio della creatività. La percezione sbagliata di una sequenza di parole crea poesia, fa scaturire il pensiero surrealista, lancia la lenza per pescare nell’inconscio”.

Come altre volte sottolineato circa questo appuntamento annuale di Sussisa, per gli organizzatori tutto gira intorno alla scala, una sorta di ascensione, un progetto di vita, “senza compromessi e nonostante la fatica che implichi tale scelta. La ‘Scaletta’ eleva”. 

L’edizione 2026 di questa manifestazione vede protagonista un personaggio di gran fama, che approderà a Sussisa, tra gli amici che lo attendono con affetto. “Come Agitatori Culturali Irrequieti – prosegue la presidente – abbiamo deciso che lo ‘Scaletta’ sarebbe stato il premio da attribuire a quelle persone che si erano prodigate con ogni mezzo per donarci un farmaco salvavita, attraverso la letteratura, l’immagine, la musica, tutti coloro che come Cosimo del Barone Rampante di Italo Calvino, non sarebbero ‘scesi dagli alberi’. Dopo Emilia LodigianiClaudio PozzaniGian Luca Favetto, quest’anno sarà insignito del Premio Moni Ovadia”. 

Ovadia è attore, drammaturgo, musicista, cantante, un uomo che utilizza il teatro, la canzone, la parola, per far giungere un messaggio importante. Questa la motivazione del Premio Scaletta al grande interprete, da parte degli Agitatori culturali: “Moni Ovadia, uomo e artista che ha portato il suo messaggio artistico e sociale, sempre schierato e partigiano, con il suo impegno contro l’indifferenza”. 

Ovadia, attore, musicista e scrittore, è nato a Plovdiv in Bulgaria, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 ha iniziato ad avvicinarsi al teatro, collaborando con artisti di fama internazionale come Bolek PolivkaTadeusz KantorFranco Parenti, e, successivamente, proponendo se stesso come regista, attore e capocomico di un ‘teatro musicale’ molto originale e la sua vena di intrattenitore, oratore e umorista. Le sue produzioni discografiche, librarie e gli stessi spettacoli sono caratterizzati dal ‘vagabondaggio culturale e reale’ proprio del popolo ebraico, di cui egli si fa portavoce attraverso la propria arte. Gli Agitatori Culturali si definiscono ‘coltivatori di parole’, e perseguono questa missione con impegno e convinzione, attirando sempre più persone, anche giovani, sul Prato Confauné, perché “la parola si semina e si raccoglie, si scambia proprio come un frutto, un seme. Il nutrirci di parole ci da tutti quegli elementi salutari indispensabili al benessere. La parola scambiata come i semi e come i frutti, nelle comunità agricole può equilibrare gli umori ippocratici”. 

Domenica ci si ritrova, dunque, ancora una volta a pensare, riflettere, confrontarsi. “Gian dei Brughi intende riportare le persone ad incontrarsi, discutere, partecipare, condividere, esporsi ed esporre il proprio pensiero, facendole fruire di quella bellezza che, come diceva il principe Miškin di Dostoevskij, ‘salverà il mondo’. La nostra filosofia sta nella magia del fare e del condividere, smontare le certezze per ricomporre una vita poetica”. Ovadia giunge a Sussisa di Sori, dopo due spettacoli appena conclusi. Si è appena esibito a Torino, in concerto, con ‘Yiddish Blues’. Si tratta di un ‘viaggio musicale e poetico’ nelle culture dell’esilio, nella spiritualità dei popoli erranti, nel dolore trasformato in canto. Il repertorio attraversa brani come Es brent! di Mordechai Gebirtig e Gelem, gelem, inno del popolo Rom, fino a diventare un blues non convenzionale, ‘eretico’, come lo definisce il protagonista, un intreccio di lingue, storie, melodie e strumenti che evocano l’identità negata, la resistenza e la memoria. Venerdì 3 aprile, era, invece, a Bolzano, in conferenza-spettacolo ‘Una candela nel buio’, insieme a Gabriella Compagnone.

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