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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Militare si rimane, Alpini lo si è nel cuore: un racconto emozionante nel libro del generale Massimo Panizzi

In un volume snello e veloce, corredato dalle foto dei momenti più importanti della propria carriera e della propria vita, l’autore ci racconta uno spaccato di identità nazionale e vita intima
Il generale Panizzi (a sinistra) ha attraversato la storia recente dell’Italia senza grida o clamore
Il generale Panizzi (a sinistra) ha attraversato la storia recente dell’Italia senza grida o clamore
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di CRISTIANO LUXARDO

Le vite semplici ma straordinarie. In questo senso potrebbe essere riassunto il libro del generale Massimo Panizzi, Cuore Alpino (Editoriale Delfino, 176 p., 24 euro). 

Chi conosce Massimo Panizzi sa che prima del generale tre stelle, del militare dalla carriera internazionale di primordine, dell’operativo sul campo, viene l’uomo e l’amico. Accogliente, sorridente, sempre ricco di spirito e di curiosità intellettuale. Mai banale. Con questa scoperta umana va letto il libro che Panizzi ha voluto dedicare alla propria storia, non tanto quanto esercizio egotico, ma come un diario, un racconto di padre, di militare, di commilitone, di italiano.

Il generale Panizzi (Corpo d’Armata, massimo rango e in gergo “tre botte”), ha attraversato la storia recente dell’Italia senza grida o clamore. Uomo dedito alla vita militare declinata nella diplomazia e alla gestione degli scenari più complessi. Giusto per citare alcuni suoi incarichi, ha gestito la complicata vicenda dei marò italiani arrestati in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ha guidato l’ufficio comunicazione della Difesa. È stato il numero due dell’Italia alla Nato. Nonché si è occupato di operazioni sul campo in contesti cruciali e pericolosi, come con la logistica delle missioni Nato in Afganistan (per chi ne conosce qualche aspetto, una vera e propria impresa). Concludendo il proprio servizio alla guida del prestigioso Istituto Geografico Militare di Firenze (eccellenza assoluta).

Tuttavia, il miglior modo per descrivere l’autore è quello di indicarlo quale Alpino. Se militari sempre si rimane, Alpini lo si è nel cuore oltre ogni dubbio. E Panizzi sembra essere il “testimonial” ideale per il corpo dell’Esercito più noto al grande pubblico.

In un libro snello e veloce, corredato dalle foto dei momenti più importanti della propria carriera e della propria vita, ci racconta uno spaccato di identità nazionale e vita intima. Infatti, ad accompagnare le immagini di incarichi prestigiosi e momenti delicati del comando militare, si trovano gli scatti quotidiani di padre, marito e amico. In questo senso il libro trasmette un intenso spirito di corpo e una profonda umanità. Aspetto non banale che sfata l’immagine stereotipata di generali freddi e arcigni, senza cuore e dediti solo a regole e conflitti.

Dal primordiale sogno di entrare in Marina, all’innamoramento per l’Esercito e gli Alpini, fino alla dedizione per la propria famiglia, Panizzi dipinge un quadro emozionate e vero, che può guidare i giovani verso valori sopiti e bistrattati.

Comandante nella vita professionale, lo si riscopre autore in grado di districarsi in un racconto che sembra ideale e necessario nella società odierna. Forse con in mente il ricordo della propria gioventù e nel cuore un messaggio al figlio, Panizzi, l’alpino, il generale, lascia al lettore un chiaro e piacevole distillato di senso civico, di valore della Patria, narrato nel modo più vero e autentico: fra amicizie e sfide quotidiane, fra ricordi densi e il cuore più volte lanciato oltre l’ostacolo. 

Una lettura piacevole, fatta per punti chiave e pensieri mai banali, per immagini scritte e stampate, che forse si pone come un testo avvocato alla missione di istillare nei giovani d’oggi un senso di onore e rispetto che educa e guida.

Un libro ideale da sfogliare a pochi giorni dalla Giornata Nazionale della Memoria e del Sacrificio degli Alpini (il 26 gennaio, in ricordo della battaglia di Nikolajewka) e a pochi mesi dalla grande adunata nazionale che per il 2026 si terrà a Genova, dall’8 al 10 maggio.

Questo testo resta, così, un modo per riscoprirsi e riscoprire i valori che Panizzi evoca riga per riga, quasi ci dicesse, nella lettura un chiaro “Di qui non si passa” dedicato a chi vuole intraprendere vite che non hanno ideali e sacrificio, amore e dedizione quali pane quotidiano.

Link al libro: https://ilcorsodellastoria.editorialedelfino.it/prodotto/cuore-alpino/

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