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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

La cipolla di Zerli entra nell’anagrafe nazionale delle biodiversità: una novità assai gradita per la Val Graveglia

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Consorzio della Quarantina e dall’amministrazione comunale di Ne: una piccola grande vittoria per i produttori che portano avanti la tradizione
Gli amministratori della Val Graveglia in una foto di gruppo
Gli amministratori della Val Graveglia in una foto di gruppo
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di ALESSANDRA FONTANA

“Giornata mondiale della biodiversità. Il comune di Ne è orgoglioso di fare parte ufficialmente della comunità del cibo e di aver iscritto la cipolla di Zerli all’anagrafe nazionale delle biodiversità”, così la sindaca Francesca Garibaldi ha annunciato la novità che riguarda la Val Graveglia.

Lunedì scorso è stata infatti una giornata importante per la vallata, all’insegna della condivisione, conoscenza e gusto. Sono state ascoltate le testimonianze di contadini e operatori locali, gli approfondimenti su biodiversità e agricoltura contadina e c’è stato il coinvolgimento delle scuole e menù a base di prodotti locali. Gli alunni delle scuole di Ne infatti, anche in collaborazione con contadini ed esperti, da anni coltivano antiche varietà nell’Orto in Condotta locale e iscriveranno la Cipolla Rossa di Zerli all’Anagrafe Nazionale della Biodiversità. 

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Consorzio della Quarantina e dall’amministrazione comunale. Fabrizio Bottari, presidente del consorzio, ha proprio spiegato il ruolo e il funzionamento delle comunità del cibo. Le “Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare” sono realtà territoriali, istituite per promuovere la salvaguardia della biodiversità autoctona e delle tradizioni agricole. Possono nascere dall’accordo tra soggetti di estrazione diversa, accomunati dall’intenzione di svolgere un ruolo attivo nel sistema agricolo o nell’enogastronomia locale. Una “comunità del cibo e della biodiversità” può essere costituita da aziende agricole, ristoratori, agricoltori e allevatori custodi, artigiani del cibo, gruppi di acquisto solidale, istituzioni, università, centri di ricerca, associazioni per la tutela della biodiversità, esercizi commerciali, scuole, mense scolastiche e ospedali. D’ora in poi sul registro dell’anagrafe della biodiversità, sarà possibile trovare la cipolla rossa di Zerli. Un modo per difendere la varietà locale, valorizzarla e al tempo stesso promuoverla. Una piccola grande vittoria per la Val Graveglia e per i produttori che portano avanti la tradizione e contribuiscono a mantenere viva la memoria storica dell’entroterra.

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