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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

In corso la pulizia dell’antico cippo ritrovato sul Monte Ramaceto. Verrà poi esposto al Museo di Sestri Levante

È una rarissima tipologia di documento epigrafico, che ha segnato, quasi 2000 anni fa, il confine tra un latifondo di proprietà dell’Imperatore romano e i terreni di Genova
Le operazioni di pulizia dell’antico cippo ritrovato sul Monte Ramaceto
Le operazioni di pulizia dell’antico cippo ritrovato sul Monte Ramaceto
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di ALESSANDRA FONTANA

Sarà esposto a Sestri Levante il cippo di età romana ritrovato sul Monte Ramaceto. A dare la notizia, tra gli altri, il Parco dell’Aveto: “È ora in fase di restauro e presto sarà esposto al Museo di Sestri Levante. Un ritrovamento di grande valore storico, che racconta la storia del nostro territorio e la sua importanza fin dall’epoca romana”.

Il ritrovamento, avvenuto nell’aprile 2024 è stato inaspettato. “Sulla vetta del Monte Ramaceto nell’alta Val Fontanabuona in provincia di Genova, in prossimità del confine tra i comuni di Orero San Colombano Certenoli è stato individuato, sottoposto a scavo archeologico e prelevato con l’impiego di un elicottero un cippo in pietra arenaria di età imperiale romana, datato al II secolo d. C., con iscrizioni su entrambe le facce – come ha raccontato Nadia Campana della Soprintendenza Archeologica – Esso è identificabile come una rarissima tipologia di documento epigrafico, che ha segnato, quasi 2000 anni fa, il confine tra un latifondo di proprietà diretta dell’Imperatore romano e i terreni di proprietà invece del municipio della città di Genua (attuale Genova). Si tratta di una scoperta del tutto eccezionale e di importanza a livello nazionale in quanto rappresenta la seconda attestazione nota in tutto il territorio italiano di tale tipologia di cippi, entrambi rinvenuti peraltro a distanza di pochi anni e spazio tra loro”.

Ma in che cosa consiste l’importanza del ritrovamento? A questa domanda ha risposto Luigi Gambaro, funzionario archeologo della Soprintendenza: “Va sottolineata l’eccezionalità assoluta del ritrovamento, che si può considerare con tutte le ragioni di importanza epocale anche a livello nazionale. In primo luogo va detto che si tratta di un secondo cippo “gemello” di quello scoperto del tutto casualmente da una guardia forestale nel 1988, ma recuperato solo nel 2015″.

L’intervento è curato dal Laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia della Spezia Da qualche giorno è in corso la pulizia, che permetterà di studiare meglio il reperto. “Quando ho appreso del ritrovamento del cippo e della sua collocazione all’interno del Museo di Sestri Levante, ho provato una profonda emozione. Sapere che un reperto di tale rilevanza sarà accessibile alla nostra comunità è motivo di grande orgoglio. Non solo per il valore storico dell’oggetto in sé, ma soprattutto per ciò che rappresenta: un ponte tra passato e presente. Attraverso manufatti come questo, dai più semplici ai più preziosi, la storia continua a parlarci, restituendo voce anche a chi ne è stato protagonista, spesso nell’ombra delle pagine dei libri – sottolinea l’assessore alla Cultura, Maura Caleffi – A nome dell’Amministrazione, desidero esprimere un sincero ringraziamento a Marzia Dentone, conservatrice del MuSel, e alla Soprintendente, Cristina Bartolini, per il prezioso lavoro svolto nella tutela e valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale”.

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