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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Discussa all’Università di Genova la prima tesi in lingua dei segni: il laboratorio ha triplicato gli studenti in pochi anni

Tutto è partito dal docente chiavarese Danilo Monteverde: “Nel 2023 ero da solo, ora ci sono altri due colleghi. Spero che nei prossimi anni la Lis possa diventare vera e propria materia d’esame”
Gaetano Chiapparino mentre discute la sua tesi utilizzando la lingua dei segni
Gaetano Chiapparino mentre discute la sua tesi utilizzando la lingua dei segni
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di ALBERTO BRUZZONE

Due anni fa, sulle pagine di ‘Piazza Levante’ (leggi qui), raccontavamo l’esperienza del primo laboratorio di lingua dei segni italiana all’Università di Genova, su iniziativa del docente chiavarese Danilo Monteverde. Il progetto è andato avanti in maniera importante, le risposte sono state moltissime e, nei giorni scorsi, è stata discussa la prima tesi di laurea anche con l’utilizzo della lingua dei segni. 

Un momento importante al quale ne seguiranno molti altri, “nella speranza – commenta Danilo Monteverde – che la lingua dei segni possa diventare nei prossimi anni vera e propria materia d’esame”.

A laurearsi in questa nuova modalità è stato Gaetano Chiapparino: la lingua dei segni l’ha imparata sin da piccolo, per poter comunicare con i nonni che sono entrambi sordi. Ma è stato proprio grazie all’Università di Genova che ha potuto incontrare questo importante contenuto nell’offerta di studi. 

Danilo Monteverde, che nel capoluogo ligure ha introdotto questa preziosa opportunità, è uno stimato traduttore e interprete: ha conseguito la laurea triennale in Traduzione e interpretazione a Genova, poi ha ottenuto la laurea magistrale all’Università di Heidelberg, in Germania, quindi si è stabilito in Svizzera, dove tuttora lavora come traduttore per il Governo svizzero, facendo la spola con l’Italia. A Genova, è docente di Lingua e traduzione tedesca presso il Dipartimento di Lingue e culture moderne (DLCM) e ideatore del laboratorio ‘Fondamenti di LIS: laboratorio di avvicinamento alla Lingua dei Segni Italiana’.

“Devo dire grazie – racconta – all’Associazione Animu (Associazione nazionale interpreti per i minorati dell’udito) che mi ha permesso di partire con il primo corso nel 2023, grazie a un contributo. In una giornata sono arrivate centrotrenta richieste e poi, visto il successo, è stata l’Università che ha deciso di investire. L’allora preside della Scuola di scienze umanistiche, il professor Raffaele Mellace, ha creduto moltissimo in questo percorso e lo ha voluto finanziare. Siamo passati in un anno da diciotto a ottanta ore, i laboratori sono diventati due, sono stato affiancato da altri colleghi: Carlo Di Biase e Laura Mazzoni. E poi è arrivato il bellissimo traguardo di Gaetano Chiapparino che per primo nel nostro dipartimento ha discusso la tesi anche con la lingua dei segni. Speriamo che possano seguire altri studenti e studentesse, un po’ di richieste già ci sono. E, al momento della revisione dei piani di studio, auspichiamo che la lingua dei segni diventi materia d’esame”. 

Sulla laurea di Gaetano Chiapparino “va ringraziata moltissimo anche la professoressa Francesca Strik Lievers, per tutto il suo supporto. Siamo arrivati al traguardo di trecento studenti e possiamo crescere ancora, perché la lingua dei segni non solo è sempre più importante, ma è anche stata riconosciuta dallo Stato italiano e quindi per gli enti diventa fondamentale avere persone al loro interno che la sappiano utilizzare”.

Il laboratorio ha una durata di ottanta ore totali, sommando le quaranta di laboratorio base e le quaranta di laboratorio intermedio: la maggior parte delle ore sono con un docente udente (il professor Danilo Monteverde), in cui si lavora, a livello sia teorico sia pratico, su alcuni aspetti lessicali e sintattici della LIS, sull’espressività e sulla gestione dello “spazio segnico”, che è un elemento di prima importanza per il corretto apprendimento della LIS; le restanti ore sono con un docente sordo (il professor Carlo Di Biase) e con una docente di chiara fama esperta di linguistica LIS (la professoressa Laura Mazzoni). La prova finale consiste in un breve video/esame in presenza volto a conferire l’idoneità e, quindi, i crediti formativi. 

Si imparano contenuti nuovi ma non solo. Diffondere e potenziare la lingua dei segni è anche un enorme segno di civiltà. 

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