di ROSA CAPPATO
Sabots, Tatà, Cornailles, Grolle: ecco i simboli tradizionali di una storica fiera valdostana, che richiama curiosi da ogni parte d’Italia e dall’estero. Quest’anno, per la prima volta, anche da Avegno partirà un pullman diretto alla Fiera di Sant’Orso di Aosta.
Il Comune di Avegno organizza la gita sabato prossimo, 31 gennaio. Nelle strade del centro storico di Aosta si ripete ogni anno un evento che mette in luce i frutti del lavoro artigianale valdostano, la Fiera di Sant’Orso. Siamo alla 1026ma edizione.
Gli artigiani sono i protagonisti con le loro opere: sculture, oggetti torniti, opere di intaglio, intreccio e il legno è il protagonista della Fiera, ma si trovano anche lavori in pietra ollare, ferro, rame, ceramica, vetro, tessuti e pizzi, frutto delle capacità e della fantasia di artigiani e hobbisti. I simboli sono notoriamente i Sabots, calzature in legno robuste e comode, nonostante le apparenze, un tempo indossate nelle stalle, nell’orto e in casa. Altro simbolo sono i Galletti, colorati o no, di diverse forme, intagliati e scolpiti. C’è poi la Grolla, un calice un tempo utilizzato per bere il vino, anche simbolo di ricchezza e nobiltà: solo le famiglie più facoltose potevano permettersi quelli intagliati e decorati.
La Coppa dell’Amicizia rappresenta la Valle d’Aosta in generale. Serve a bere il caffè ‘alla valdostana’, con grappa e zucchero. La Coppa ha diversi beccucci da cui bere e la tradizione vuole che non possa essere posata fino a quando il caffè non sia terminato. Il Tatà è, invece, un giocattolo che riproduce la forma di un animale, spesso un asino o un cavallo e ha le ruote. In Fiera se ne trovano di ogni tipo, per colore, forma e materiale. Le Cornailles sono, poi, uno degli oggetti della tradizione e riproducono una mucca stilizzata, realizzate da un ramo col coltello. Venivano usate dai bambini per giocare simulando un combattimento.
Per le vie della Fiera di Sant’Orso non mancano innumerevoli attrezzi agricoli: scale, rastrelli, sgabelli per la mungitura, botti, ceste, tessuti, oggetti che ricordano la storia dell’evento che, nei secoli passati, erano occasione di scambio di utensili d’uso quotidiano. Questa è la sintesi di quello che troveranno le persone che aderiranno alla giornata proposta dal Comune.
L’idea di questa gita è stata dell’assessore Monica Capurro: “Ho prima fatto un sondaggio tra i concittadini – spiega – per sapere dove ci fosse maggior interesse e in molti hanno proprio indicato questo evento come meta”. E così ecco un pullman da 50 persone già perlopiù occupato, per trascorrere un giorno alla manifestazione più grande in Europa. Saranno 1.143 gli espositori attesi il 30 e 31 gennaio, dato reso noto in occasione della presentazione ufficiale della nuova edizione della Fiera, chiamata anche ‘Millenaria’ da parte dell’amministrazione regionale.
L’Atelier des Métiers ospiterà 76 espositori e tutti gli altri, fra cui 30 tra corsi e scuole di artigianato, troveranno spazio nelle vie del centro storico di Aosta, come vuole la tradizione. Sculture, complementi d’arredo e oggetti di intaglio decorativo sono le categorie più gettonate tra gli artigiani, ma saranno presenti anche pelle, cuoio, mobili e i sempre apprezzati fiori in legno.
“Potrete passeggiare tra le vie del centro storico – annuncia l’assessore – ammirando la fiera millenaria, in cui scoprirete centinaia di bancarelle, con artisti e artigiani”. Nello stand Atelier des Métiers è possibile trovare anche i capi di abbigliamento realizzati con i tessuti tradizionali. Sul pullman in partenza da Avegno saliranno persone di mezz’età, a cui si aggiungeranno quelle di fasce inferiori, data l’attenzione verso i più piccoli che la Millenaria riserva all’evento da molti anni.
La famosa manifestazione per avvicinare i più giovani all’artigianato e per stimolare creatività e manualità, ad esempio, offre sabato, tra altre attrattive, ‘La Veillà di Petchou’, organizzata nello Spazio Plus di Viale Garibaldi, con laboratori e attività pensate per un pubblico dai 3 ai 12 anni. Negli ultimi anni le destinazioni ‘fuori porta’ organizzate ad Avegno puntavano alla Svizzera, Paese con la quale il Comune è gemellato. Ultimamente, anche per via dello scioglimento dell’associazione Pro loco non è più stato possibile organizzarne, ma Capurro ha pensato ad una ripartenza, in attesa di una nuova e auspicata collaborazione con una Pro loco locale.
Ad Aosta sarà anche possibile visitare il padiglione eno-gastronomico, “che ospita le aziende del settore agroalimentare della Valle d’Aosta che propongono specialità regionali. Al suo interno si possono trovare tanti prodotti DOP, IGP, DOC, IGT. Tante le categorie rappresentate: i formaggi e i prodotti lattiero-caseari in genere, le carni, i salumi, gli affettati, i prodotti dolciari e da forno e poi: mieli, marmellate, frutta, verdura e naturalmente vini e liquori”.
Sono ben 69 le aziende dell’edizione 2026, con i prodotti del territorio. La storia di questa manifestazione è antichissima. L’anno 1000 è considerato l’anno ‘zero’ della Fiera di Sant’Orso. La leggenda vuole che tutto abbia avuto inizio nell’area della Chiesa di Sant’Orso. Proprio di fronte alla Chiesa il Santo, vissuto prima del IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e Sabot. Attualmente è tutto il centro cittadino ad essere coinvolto nella manifestazione che si è trasformata in un grande momento di festa. Le due giornate rappresentano l’occasione per gli artigiani, i visitatori e gli appassionati di incontrarsi, fare quattro chiacchiere, scambiarsi idee e suggerimenti e venire a contatto con un mondo fatto di gesti tramandati di generazione in generazione, che vive e si evolve nell’era del digitale. Per usanza gli artigiani concorreranno per ottenere uno o più premi, 14 in tutto, tra cui il premio per il giovane espositore più promettente, l’artigiano con più anni in Fiera, chi ha meglio preservato le tecniche artigianali, quello che si è distinto per ricerca e innovazione. La Fiera è anche musica e folklore, con degustazioni e dimostrazioni dal vivo. Il punto di ritrovo per la partenza da Avegno è in Piazza Calì, sabato mattina alle 6.