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Giovedì 29 ottobre 2026 - Numero 450

L’Arca di Noema, un rifugio di biodiversità nel cuore della Val Graveglia

Alessandro e Giada hanno lasciato Pavia per dare vita a un’azienda agricola e agriturismo a Botasi, tra castagneti, animali, prodotti genuini e attività didattiche. Un progetto che unisce benessere animale, tutela delle razze locali e valorizzazione di un entroterra ligure tutto da riscoprire
Alcuni dei prodotti realizzati dall'Arca di Noema, un rifugio di biodiversità nel cuore della Val Graveglia
Alcuni dei prodotti realizzati dall'Arca di Noema, un rifugio di biodiversità nel cuore della Val Graveglia
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di DANILO SANGUINETI

I diluvi che da diversi anni si abbattono con cadenza sempre più serrata sulle nostre terre, non hanno acquisito il carattere di universale. Parrebbe dunque non esserci bisogno, per il momento, di allestire una grandiosa e accogliente imbarcazione dove caricare le specie viventi.

Qualcuno in Val Graveglia si è comunque portato avanti ed ha allestito un rifugio non di legno e non mobile, fisso a terra. Un ancoraggio volto a salvaguardare il patrimonio di una terra che è misconosciuta, sebbene sia bellissima e soprattutto ricca, di esemplari e tipi. Uno scrigno che va protetto con metodi adeguati ai tempi, affiancando quando non sopperendo agli interventi troppo spesso fatti con metodi patriarcali e che portano nella quasi totalità dei casi a lungaggini bibliche, per l’appunto.  

È una storia da raccontare quella dell’Arca di Noema, azienda agricola e agriturismo posseduto, condotto e profondamente vissuto da Alessandro e Giada, che hanno deciso di trasferirsi in Liguria, lasciando attività ben avviate a Pavia, e sono capitati qui, nel cuore del bosco di Botasi.

Si potrebbe quasi dire Val Graveglia profonda, quella che si è lasciata alle spalle Conscenti e Frisolino, fronteggia il passo del Biscia e si arrocca sul crinale che domina Arzeno, Reppia e la stessa Botasi. Diciamo chiaro, una zona che persino i nativi, colpevolmente, tendono a dimenticare. Sarebbe un discorso lungo quello sul misconoscimento del proprio entroterra da parte di gran parte della popolazione stanziale. Meglio raccontare come il biellese Alessandro Rossetti e la consorte Giada, sono capitati nella fattoria alla ligure che ha come indirizzo quello di via Picchetti 58.

È una storia recente perché inizia meno di un anno fa e che mostra come i grandi amori e le grandi imprese possano nascere dalla assoluta casualità. È Alessandro, 56 anni, a spiegare, è Giada 34 anni, a colorare il resoconto: “Io sono di Biella, ma nel corso degli anni sono stato in diversi posti del Piemonte, Alessandria, ad esempio. Con Giada stavamo lavorando a Pavia quando abbiamo deciso che volevamo creare qualcosa di nostro, di originale e di bello, ed abbiamo cominciato a guardare alla Liguria. Il nostro intento era sistemarsi a Bobbio: conoscevamo la Val Trebbia e ritenevamo fosse perfetta per i nostri piani. Piani che però si scontrarono con la realtà: visitammo un paio di siti, i prezzi erano fuori del nostro budget. Ci mettemmo a consultare i book di diverse immobiliari e tra le proposte saltò fuori anche quella di un’azienda agricola in vendita in Val Graveglia. Era lontano da Pavia, non conoscevamo bene la zona, venimmo a vederla senza alcuna aspettativa. Invece appena arrivammo fu…colpo di fulmine. Sì c’era tanto, tantissimo da fare, ma questo non ci spaventava”. 

Mesi di interventi, miglioramenti, scelta delle coltivazioni e degli animali da allevare, e poi nel giugno scorso grande apertura. “Era ed è essenziale farsi conoscere, di essere presenti sul territorio con iniziative. E lo abbiamo fatto fin dal giorno zero”. Non è stata una passeggiata, anche per le scelte rigorose nell’allestimento del menu e delle attività da proporre alla clientela.

Giada spiega: “Arca di Noema è un agriturismo e fattoria didattica, immersa in un castagneto a 700 metri di altitudine, in un luogo autentico e isolato dove natura, allevamento e tradizione convivono ogni giorno. Dai prodotti dell’orto, dai frutti del bosco e dalle erbe spontanee raccolte nei pascoli nascono confetture, marmellate, conserve, liquori e specialità a base di castagna. In cucina valorizziamo soprattutto carne e formaggi di mucca Cabannina, razza ligure rara che alleviamo e contribuiamo a salvaguardare essendo oltretutto anche soci APARC”. 

E non essendo due amanti della teoria, sono passati subito alla pratica: “Tra mercati, eventi culinari e attività didattiche, raccontiamo questo territorio, che sentiamo già nostro, attraverso sapori genuini, biodiversità e vita agricola di montagna”. Alessandro e Giada sono ecologisti, ma non della “razza” elitaria. Loro mostrano nel quotidiano la bontà delle loro idee. hanno la forza della sincerità: “Crediamo che il benessere animale nasca anche da uno stile di vita libero e naturale. I nostri animali pascolano ogni giorno sulle montagne, nutrendosi principalmente di ciò che trovano in natura. Accanto a loro vivono i nostri pastori maremmani, preziosi custodi del gregge e difensori dagli attacchi del lupo: la femmina segnala il pericolo e si avvicina al gregge per proteggerlo, mentre il maschio interviene per allontanare la minaccia”. Verrebbe da dire che sono più avanti di certi bipedi ancora legati al patriarcato ma sarebbe una inutile deviazione dalla serena “Weltanschauung” dell’Arca di Noema.

Per gli scettici blu, coloro che non credono a queste filosofie così green, sarà sufficiente iscriversi a una delle tante iniziative lanciate da Giada e ospitate dall’agriturismo: “Nella nostra fattoria didattica accompagniamo grandi e piccoli alla scoperta della vita agricola e del rapporto quotidiano con gli animali. Tra capre, caprette, pastori maremmani e pastori bergamaschi, raccontiamo il valore dell’allevamento, della cura, del rispetto per la natura e dell’equilibrio tra uomo, animali e territorio. L’Arca di Noema è socio SAB, Associazione Amatori del Cane da Pastore Bergamasco, a testimonianza dell’attenzione verso la tutela e la valorizzazione dei cani da pastore. Proponiamo un’esperienza semplice e autentica per conoscere da vicino il mondo rurale, osservare gli animali nel loro ambiente e comprendere l’importanza del benessere animale nella vita di montagna”.

È tanto, eppure c’è anche di più: “All’interno de L’Arca di Noema alleviamo cani da pastore, in particolare pastori maremmani e pastori bergamaschi, due razze diverse ma entrambe profondamente legate alla vita agricola e al lavoro con il gregge. I pastori bergamaschi sono cani da conduzione: aiutano il pastore nello spostamento degli animali, guidano il gregge durante il pascolo e collaborano nella gestione quotidiana”.

Naturalmente non sono tutte rose e fiori. Alessandro, che guida la cucina, ha una deontologia che non ammette deroghe. “Non proponiamo le specialità tipiche della zona, ma cibi della mia cultura e della mia formazione, confezionati con ingredienti sceltissimi. Nel nostro agriturismo proponiamo pranzi e cene legati alla tradizione contadina e ai sapori autentici del territorio. La cucina valorizza principalmente la carne e i formaggi di mucca Cabannina. Ogni piatto nasce dal lavoro dell’agriturismo, dai prodotti dell’orto e dalle materie prime locali, per offrire un’esperienza genuina, semplice e profondamente legata alla vita di montagna. I prodotti de L’Arca di Noema nascono dall’orto, dal castagneto e dalle erbe spontanee che crescono intorno alla proprietà. Realizziamo confetture, marmellate, verdure sottolio, frutta sotto spirito, liquori artigianali e specialità a base di castagna, seguendo il ritmo delle stagioni. Prendiamo parte a fiere, mercati ed eventi del territorio. E organizziamo pure degustazione di formaggi e carni”.

Ogni fine settimana o quasi l’Arca ospita un evento, perfino Halloween: sabato 31 ottobre scatta il “Risveglio del bosco”. “Un evento ambientato nel castagneto del nostro agriturismo, Un castagneto in cui faremo cuocere i marshmallow attorno a un vero falò ed i bambini e gli adulti potranno travestirsi per la serata!”.

Che sia un modo intelligente per farsi conoscere lo dimostra la crescente adesione agli eventi. “Dobbiamo dire che oltre al direct marketing sui social, la vecchia tecnica del passaparola ci sta riservando delle soddisfazioni. La gente viene, apprezza e ci fa una pubblicità di impagabile valore perché spontanea”.  

Comprensibile. Piacciono perché difendono una realtà in zone che se non sono depresse poco ci manca, un’opera che va difesa, sostenuta se si può, compresa sempre. Perché preserva. Nel bosco di Bottasi Alessandro e Giada stanno già imbarcando a bordo della loro azienda-santuario. Nell’Arca di Noema c’è posto e nessuna specie è esclusa: persino le più “disturbanti”, tipo il tafano, hanno, nella logica dell’ecosistema, diritto di cittadinanza in questa porzione di Pangea. Sui tipi umani invece verrebbe da essere po’ elitari: chi sentirebbe la mancanza dell’”hircocervus ligusticus”, l’essere mezzo maniman e mezzo mugugnone che pensa di poter continuare a vivere indisturbato nel suo guscio, nella sua sfera solipsistica?

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