di ALESSANDRA FONTANA
Sanità, infrastrutture, turismo, lavoro e nuove opportunità per giovani e imprese. Sono alcuni dei temi che la Val d’Avetoha messo al centro del confronto con la Regione Liguria durante la visita istituzionale del presidente Marco Bucci a Santo Stefano d’Aveto e Rezzoaglio.
Un appuntamento che ha coinvolto anche i sindaci dell’alta valle e dei territori limitrofi e che è servito soprattutto a fare il punto sulle prospettive dell’entroterra: dai servizi essenziali alla capacità di creare occupazione, passando per turismo, patrimonio, formazione e sviluppo economico.
A Rezzoaglio uno dei temi principali portati all’attenzione della Regione è stato quello della sanità. L’amministrazione comunale ha sottolineato la necessità di rafforzare i servizi sanitari presenti in Val d’Aveto, affrontando anche l’ipotesi di una Casa di Comunità di vallata, che possa diventare un punto di riferimento per la popolazione.
Una questione particolarmente sentita in un territorio montano, caratterizzato da frazioni distanti tra loro e dai principali centri della costa, dove la possibilità di accedere a servizi di prossimità incide direttamente sulla qualità della vita di chi sceglie di restare.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate, come ha ricordato il Comune, “le principali problematiche e fragilità del nostro territorio montano, ma anche le sue grandi potenzialità”. Il confronto ha riguardato anche caccia, pesca e turismo, considerati settori importanti per la tutela e lo sviluppo del territorio di Rezzoaglio.
A Santo Stefano d’Aveto, invece, il confronto si è concentrato in modo particolare sulle prospettive economiche e turistiche dell’alta valle. Infrastrutture, valorizzazione del patrimonio, opportunità per giovani e imprese sono stati alcuni dei temi affrontati insieme al sindaco Mattia Crucioli e agli amministratori del territorio.
Tra i progetti emersi c’è anche quello di una Scuola delle professioni di montagna, da sviluppare insieme agli ITS, con l’obiettivo di formare figure professionali capaci di lavorare e fare impresa nelle aree interne. Un’idea che punta a legare formazione e occupazione alle caratteristiche stesse del territorio, trasformando la montagna da luogo da cui partire a possibile spazio nel quale costruire il proprio futuro.
“Santo Stefano d’Aveto è una delle aree strategiche del nostro entroterra”, ha sottolineato Bucci, indicando nella capacità di mettere insieme turismo, sport e cultura una delle strade per rendere il territorio attrattivo durante tutto l’anno.
La visita ha toccato anche alcuni dei luoghi sui quali il Comune intende investire nei prossimi anni. La delegazione regionale ha visitato il Castello Malaspina-Fieschi-Doria e alcuni immobili che l’amministrazione vorrebbe inserire in un futuro polo museale, prima del sopralluogo all’ex Colonia. “La costante attenzione e il sostegno concreto che stanno dimostrando verso Santo Stefano d’Aveto Rinaldo Piaggio rappresentano un segnale fondamentale per il futuro, lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio e di tutta la comunità”, ha commentato il sindaco Mattia Crucioli. A sintetizzare il senso del confronto è stato anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana, che ha indicato tra le priorità “infrastrutture, turismo, valorizzazione del patrimonio, opportunità per giovani e imprese”.
“Investire nell’entroterra significa creare lavoro e nuove opportunità, perché si possa restare, tornare e investire in queste valli”, ha spiegato Piana.
Ed è proprio questo il filo che lega molti dei temi affrontati durante la giornata. Non soltanto rendere la Val d’Aveto più attrattiva per chi la visita, ma creare condizioni che consentano di viverci tutto l’anno: servizi sanitari adeguati, collegamenti, formazione, lavoro e possibilità di fare impresa. La sfida dell’entroterra passa quindi dalla capacità di tenere insieme servizi e sviluppo. Perché valorizzare la montagna significa certamente investire sul turismo e sul patrimonio, ma anche fare in modo che restare, tornare o scegliere di costruire qui il proprio futuro diventi una possibilità concreta.