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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

A Sussisa di Sori 1° novembre con fiaccolata nel bosco all’insegna dei Libaeti

“La notte dei Libaeti è un cammino nella natura, per ricordare chi non è più con noi, con la voce di poeti e scrittori che all’Assenza hanno dedicato le loro liriche”
I Libaeti sono lumini che la tradizione voleva fossero affidati ai bambini per portare la luce ai loro cari scomparsi
I Libaeti sono lumini che la tradizione voleva fossero affidati ai bambini per portare la luce ai loro cari scomparsi
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di ROSA CAPPATO

“Siamo vivi fino a quando viviamo nel pensiero di chi ci ha amati”. Questa è l’essenza de ‘La notte dei Libaeti’: pronta l’ottava edizione, 2025, sempre all’insegna della tradizione e della letteratura. L’evento, ricco di pathos, è a cura degli ‘Agitatori Culturali Irrequieti Gian dei Brughi’, presieduto da Patrizia Biaghetti. Si ripete la magia del bosco, con i suoi silenzi e i suoi suoni, le sue luci e le sue ombre. 

“La notte dei Libaeti è un cammino nella natura, – spiega Biaghetti – per ricordare chi non è più con noi, con la voce di poeti e scrittori che all’Assenza hanno dedicato le loro liriche. Accompagnati dalle luci colorate dei flanbeaux, incontreremo le parole e le canzoni, racconteremo i Libaeti, questi lumini che la tradizione voleva fossero affidati ai bambini per portare la luce ai loro cari scomparsi e che oggi sono merce rara, bellissimi e preziosi, perché ne è cessata la produzione. Scopriremo tradizioni che credevamo d’oltre oceano ed invece sono nate nelle nostre campagne”. 

L’associazione, gruppo che si autofinanzia, è assai nota a Sori: ha scelto la piccola frazione di Sussisa quale luogo eletto in cui i fondatori hanno scelto di vivere, abbandonando la città per una più elevata qualità della vita. Organizzano da anni questo genere di eventi, attirando nel loro prato, un ‘anfiprato’, “il nostro palcoscenico è di erba e terra battuta, un morbido tappeto erboso”, numerose persone che giungono anche dai Comuni limitrofi, come Camogli, ma anche da Genova e il Tigullio: “La nostra filosofia sta nella magia del fare e del condividere, smontare le certezze per ricomporre una vita poetica”. 

Non a caso nel nome che contraddistingue l’associazione compare Gian dei Brughi, personaggio letterario di Italo Calvino, nel ‘Barone Rampante’. È un brigante dedito ad efferatezze la cui vita si modifica nel momento del contatto con Cosimo, il protagonista e conseguentemente con i suoi libri. L’addentrarsi nella lettura fa a poco a poco sparire in lui l’animo del malfattore, il potere salvifico della cultura è quello che noi scegliamo per migliorare la vita. “Gian dei Brughi intende riportare le persone ad incontrarsi, discutere, partecipare, condividere, esporsi ed esporre il proprio pensiero, facendole fruire di quella bellezza che, come diceva il principe Miškin di Dostoevskij, salverà il mondo”. Sabato pomeriggio 1° novembre, chi vorrà provare questa esperienza particolare e suggestiva, dovrà raggiungere il borgo di Sussisa: il punto d’incontro è alle 17,30, sulla strada che si trova prima della piazza della Chiesa: “Vi attenderà un Agitatore Culturale Irrequieto, – spiega la presidente – che non faticherete a riconoscere”. 

Una volta giunti sul posto, illuminato da luci delicate e soffuse, si leggeranno letture attorno ai defunti, tra cui alcune di Théophile Gautier e della poetessa Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996 a cui due anni fa, Sergio Maifredi, regista teatrale e direttore artistico di Teatro Pubblico Ligure, molto legato a Sori, a cento anni dalla nascita, dedicò uno spettacolo a Genova. “Saranno lette anche riflessioni e spunti scritti da noi. L’argomento resta quello della morte, dedicato alla giornata, ma si parlerà altresì della vita, con liriche differenti in merito”. I Libaeti sono, in lingua genovese, libretti, cioè dei piccoli lumini costruiti a mano con un filo di cera colorato, intrecciato con uno in argento o oro. Un tempo, arrotolato su forme in legno, dava vita a diverse forme come casette, scarpine, campanelle, pentolini o libretti, da cui appunto l’oggetto prende il nome. I Libaeti venivano regalati ai bambini nella ricorrenza dei Defunti e accesi nella stessa notte, così da far in modo che i bambini ricordassero le persone amate che avevano perduto, mantenendo vivo l’affetto e il ricordo che li univa. Ad allietare in musica l’edizione numero otto de ‘La notte dei Libaeti’sarà ancora un’ospite speciale, la cantante Ilaria Thuile Olcese, referente regionale (Golfo Paradiso e Tigullio) della Scuola Italiana di Cantoterapia. Con lei, per la prima volta a Sussisa, il famoso cantautore savonese Fiorenzo Ermellino. L’evento, da non perdere, è libero e gratuito. Per informazioni: www.giandeibrughi.it.

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