Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Perché il sistema industriale italiano è di una bellezza e di una forza uniche al mondo e innova in modo originale

Voglio proporvi una visione terza, di un intellettuale e docente universitario, Luca De Biase, che ha pubblicato un libro interessantissimo: “Eppur si innova. Viaggio alla ricerca del modello italiano”
L’esempio positivo dell’industria italiana è sotto gli occhi di tutti
L’esempio positivo dell’industria italiana è sotto gli occhi di tutti
Condividi su

di ANTONIO GOZZI

Da mesi, a fronte del piagnisteo praticato da più parti sulla situazione dell’industria italiana, e in particolare di taluni settori, forse anche per strumentalizzazione politica, mi sforzo di spiegare che una rappresentazione negativa dell’industria del nostro Paese è profondamente sbagliata.

Continuo a sentir ripetere, anche in sedi di rilievo e da protagonisti autorevoli, la parola ‘crisi’, e vedo fare una grande confusione tra dato congiunturale e struttura. Ciò non giova alla comprensione e rappresentazione della situazione reale, che al contrario vede l’industria italiana, con le sue caratteristiche e specificità, essere la più vitale d’Europa, come ci sentiamo ripetere da mesi anche da tedeschi e francesi.

Certo non si può non essere preoccupati per la fase di grave declino dell’economia e dell’industria europea all’interno della quale siamo immersi, per il declino demografico, per lo scollamento generazionale, per l’ipertrofia delle pubbliche amministrazioni, a partire da quella Comunitaria, preoccupata più di regolare che di innovare: tutti fattori che avranno influenza anche sul futuro dell’Italia.

Ma se si esaminano da vicino i dati, in particolare quelli dell’export e dell’occupazione, dell’estrema diversificazione del nostro tessuto industriale, della sua capacità di innovazione e delle sue straordinarie eccellenze, si ha della nostra realtà industriale una rappresentazione ben più positiva, che deve diventare narrazione e farsi impegno del sistema Italia tutto a recitare un ruolo da protagonista nel contesto europeo.

Il nostro sistema industriale ha infatti caratteristiche di originalità uniche al mondo, che ne fanno probabilmente un caso irripetibile. Quando dico queste cose spesso mi sento accusato di eccesso di ottimismo, di scarso spirito critico, di partigianeria confindustriale.

Per questa ragione voglio proporvi una visione terza, di un intellettuale e docente universitario, un esperto di innovazione, che per i titoli della Luiss ha pubblicato un libro interessantissimo, che consiglio a tutti. Si tratta di “Eppur si innova. Viaggio alla ricerca del modello italiano”, Roma 2022, di Luca De Biase.

Di questo libro riporto l’introduzione al capitolo secondo, ‘Le radici del modello italiano’, perché in maniera impareggiabile descrive ciò che penso e che sento.

“Un viaggio in questo Paese è anche un viaggio in territori che mostrano indomite e inattese capacità di innovare, in forme che hanno il difetto di non assomigliare molto a quelle che si danno altrove. Da noi si fanno robot e biotecnologie. Si studiano le neuroscienze e l’intelligenza artificiale. Si lavora per le opportunità della nuova economia dello spazio e si fa agricoltura avanzata. Si realizzano prodotti di consumo di altissima qualità, di origine artigiana ma potenziati con eccellenze nel design a livello mondiale e un’ingegneria che non teme concorrenza.

Si fa ricerca sulle frontiere e si incominciano a intravedere startup che conquistano l’attenzione globale. Dall’alto delle Dolomiti si può guardare lo stivale e le luci dell’innovazione si vedono un po’ ovunque. Nelle città metropolitane e nei borghi. Nelle valli meno connesse e di fronte al mare aperto. Verrebbe voglia di nominare queste realtà brillanti a una ad una e i brand che le sintetizzano. Un po’ di nomi si incontreranno nel corso di questo libro, ma ne mancheranno sempre molti altri. E non ci si può che scusare per ciò che non verrà ricordato. Servirebbe una descrizione che va dalla geografia alla società, dalla tecnologia all’economia, dalla cultura all’arte alla scienza, senza specializzazioni in una chiave olistica, per non dire rinascimentale.

Una sovrapposizione della cartina dell’Italia della bellezza e della cartina dell’Italia dell’innovazione potrebbe riservare sorprese straordinarie.

Almeno spiegherebbe come possa avvenire che l’innovazione continui a svilupparsi anche in luoghi decentrati e non tali, all’apparenza, da consentire alle aziende di inserirsi in meccanismi sistemici per l’attrazione di talenti e di capitali. Emergerebbe un panorama unico. Forse, appunto un modello di innovazione molto particolare. Esserne consapevoli potrebbe rafforzare la conoscenza degli italiani che sono protagonisti di quella strana, diversificata, innovazione: perché le parole creano consapevolezza e la consapevolezza rafforza la fiducia e la fiducia attrae, soprattutto investimenti e talenti”.

Nella breve sintesi del pensiero di Luca De Biase c’è un tema che sta al centro della specificità italiana e del suo successo: noi non siamo riducibili al modello di business dominante anglosassone, delle grandi corporation manageriali, della finanziarizzazione spinta, della concentrazione e delle economie di scala.

Noi siamo un intreccio inestricabile di piccole e medie imprese soprattutto familiari, di filiere guidate da imprese più grandi, di innovazione, di territori. Questo modello così atipico performa e attrae sempre di più capitali anche dall’estero.

Bisogna proteggerlo, capirne i punti di forza e i vantaggi competitivi e le loro sorgenti, che vanno difesi con le unghie e con i denti, bisogna diffonderlo e farlo conoscere per quello che è: uno straordinario strumento di creatività e inclusione sociale.

Bisogna farlo con orgoglio e creatività, consapevoli di essere un grande Paese.

Ultimi video

A Chiavari, l’omicidio di Nada Cella tra silenzi e insidie investigative. Le condanne in primo grado segnano una svolta
Ma la verità potrebbe non essere ancora completa. Intervista, alla criminologa Antonella Delfino Pesce: “Possibili nuovi sviluppi e testimonianze finora rimaste anonime”
Passaggio ufficiale dell’approdo di Lavagna a F2i. Il sindaco Gian Alberto Mangiante: “Non è una svendita”
E spiega: “Tra incassi, accolli e investimenti, il Comune riceverà circa 164 milioni senza alcun esborso, a beneficio di tutta la comunità. Ora una migliore e nuova pagina per la città"

Altri articoli

‘Il futuro non aspetta’

È il titolo del libro di Stefano Caselli che presentiamo sabato prossimo alla Società Economica

I morti iraniani nella lotta per la libertà non mobilitano la sinistra italiana. In compenso, Landini e l’Anpi sfilano per Maduro

La cosa più sorprendente, e più desolante, di questo atteggiamento della sinistra è proprio questa: che l’odio ideologico antioccidentale abbia la meglio sulla solidarietà umana con la sofferenza dei popoli oppressi dalla dittatura