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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Di nuovo al suo posto il Crocifisso dell’Abbazia di Borzone, dopo il restauro a cura della Soprintendenza

Domenica scorsa è stata una festa per gli abitanti di Borzonasca che hanno potuto ammirare uno dei simboli del paese
L'Abbazia di Sant'Andrea di Borzone si trova in Valle Sturla
L'Abbazia di Sant'Andrea di Borzone si trova in Valle Sturla
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di ALESSANDRA FONTANA

Da una manciata di giorni è di nuovo possibile ammirare il Crocifisso dell’Abbazia di Borzone, l’opera d’arte è stata reinstallata sull’altare maggiore dopo un anno e mezzo di restauri condotti presso il Laboratorio Giustina Adreveno di San Salvatore di Cogorno sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia

Domenica scorsa è stata una festa per gli abitanti di Borzonasca che hanno potuto ammirare uno dei simboli del paese: “Il Crocifisso, maraglianesco, è collocato sull’altare maggiore della chiesa abbaziale verosimilmente da inizio Ottocento quando, a seguito dei mutamenti di gusto, ha preso il posto del polittico di Sant’Andrea di Carlo Braccesco, oggi custodito presso il Museo Diocesano di Chiavari e del quale è esposta nell’abside della chiesa una copia fotografica in scala 1:1 – spiegano dalla Soprintendenza – La scultura, policroma, è un interessante esempio di Cristo spirante, di notevoli dimensioni, che campeggia oggi nuovamente nel mezzo del presbiterio su una semplice croce, conclusa in ‘canti’ lignei intagliati e dorati stilisticamente ascrivibili a fine XVIII – inizio XIX secolo”. Domenica sono intervenuti Attilio Fabris, abate di Borzone, Chiara Masi, Funzionario Storico dell’Arte SABAP MET-GE, Osvaldo Garbarino della Diocesi di Chiavari e i restauratori Giustina Adreveno, Maria Rosa Sambuceti, E. Calzolari.

Presente anche il sindaco Giuseppino Maschio che ha ricordato l’importanza dell’Abbazia per i Monaci e per gli stessi abitanti della Valle. L’opera d’arte costituisce un punto di riferimento per i fedeli e per la storia di Borzonasca : “Il posizionamento del Crocifisso, vista la sua grandezza, avviene probabilmente per rendere più maestosa la ‘nuova chiesa’, ma anche per ampliare il messaggio cristiano che il luogo trasmette, purtroppo il tempo lo stava deteriorando con il rischio di perdere oltre al simbolo religioso anche l’opera d’arte, ma la sensibilità della Curia Vescovile, di Padre Attilio, del diacono Enrico Devoto, della comunità parrocchiale e dei tanti benefattori, hanno consentito il suo restauro conservativo ad opera delle restauratrici Giustina Adreveno e Maria Rosa Sambuceti sotto la sapiente direzione della dottoressa Chiara Masi funzionario storico dell’Arte. Grazie a quanti hanno consentito il restauro ora chi visiterà questo luogo più unico che raro, potrà ammirare il “Grande Crocifisso” nella sua imponenza e originaria bellezza, percependo con forza il messaggio Cristiano che emana, ampliato dalla storia millenaria dell’Abbazia”, conclude Maschio.

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