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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Viabilità, blocco di sei mesi sulla statale 586 per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate: l’allarme dell’entroterra

Luigi Pinasco, coordinatore del Tigullio per UIL Liguria: “Non accetteremo che le carenze infrastrutturali e i ritardi nelle manutenzioni ricadano sulle spalle dei lavoratori”
Una frana nella zona di Borzonasca con senso unico alternato
Una frana nella zona di Borzonasca con senso unico alternato
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di ALESSANDRA FONTANA

Viabilità e sicurezza, scatta l’ennesimo allarme. Il blocco della circolazione per i veicoli con peso superiore alle 7,5 tonnellate, previsto per almeno sei mesi sulla strada statale 586 della Val d’Aveto, suscita forte preoccupazione nelle aziende del territorio. A farsene portavoce nei giorni scorsi è stato Luigi Pinasco, coordinatore del Tigullio per UIL Liguria.

La limitazione è dovuta al grave deterioramento di cinque ponti presenti lungo il tracciato dell’ex provinciale 586 che porta in Val D’Aveto attraversando la Valle Sturla. “La nostra priorità riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro: non accetteremo che le carenze infrastrutturali e i ritardi nelle manutenzioni ricadano sulle spalle dei lavoratori. Il rischio di fermi produttivi o, peggio, di delocalizzazioni delle attività deve essere scongiurato con ogni mezzo. Occorre procedere con la tutela dei redditi con garanzie affinché l’eventuale riduzione dei volumi di attività non si traduca in una perdita di salario per le lavoratrici e i lavoratori”. 

Al di là di bandiere o sindacati, il problema sollevato da Pinasco interessa il tessuto economico dell’entroterra e non solo ed ecco perché l’appello è rivolto ad amministrazioni, associazioni e cittadini che abitano e vivono il territorio: “Chiediamo che Anas ed enti locali aprano un tavolo di crisi permanente che includa non solo le associazioni datoriali e i sindaci, ma anche le rappresentanze sindacali per arrivare a soluzioni condivise e non a decisioni calate dall’alto. Serve ragionare subito sull’istituzione di sensi unici alternati o viabilità alternative che permettano il passaggio controllato dei mezzi pesanti essenziali per la vita delle fabbriche”.

Sei mesi sono lunghi e questo territorio non può permettersi di mettere in standby le sue strade: “Non possiamo permettere che la Valle Sturla diventi una zona fantasma – conclude duramente Pinasco – La sicurezza delle infrastrutture deve camminare di pari passo con la sicurezza del lavoro e la dignità del reddito”. L’esito dei controlli 2025 relativi alla strada statale che collega la costa con l’Emilia sono stati trasmessi nei giorni scorsi alla Camera di Commercio, a Coldiretti e alla Città Metropolitana, il divieto potrebbe realmente mettere in croce un intero territorio. 

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