di ALESSANDRA FONTANA
Ci sono giornate che non sono solo eventi, ma diventano piccoli riti collettivi. Il PandAveto, che tornerà domenica 12 aprile 2026 per la sua terza edizione, è una di queste.
In Val d’Aveto, dove il tempo sembra rallentare tra boschi, curve e silenzi pieni di natura, i motori non rompono l’equilibrio: lo accompagnano. Lo raccontano. Lo attraversano con rispetto. Ed è proprio qui che, anno dopo anno, prende forma un raduno capace di unire passione e appartenenza. “PandAveto è nato quasi per gioco, ma oggi è diventato un appuntamento che sentiamo profondamente nostro – raccontano gli organizzatori – Ogni curva del percorso, ogni tappa, ogni dettaglio è pensato per far vivere davvero la nostra valle. Vogliamo che chi partecipa torni a casa con qualcosa in più: non solo una giornata bella, ma il ricordo di un territorio che sa accogliere e farsi amare”.
Il ritrovo sarà al Lago delle Lame, nel comune di Rezzoaglio, tra le 8,30 e le 10. Non solo un punto di partenza, ma un luogo simbolico: acqua, alberi e aria pulita a fare da sfondo ai primi sorrisi, alle strette di mano, a quella familiarità che si crea anche tra chi si incontra per la prima volta. Poi si parte. Alle 10,30 il gruppo si muove, seguendo strade che non sono mai solo strade: sono paesaggi, ricordi, scoperte. C’è chi sceglie l’asfalto e chi lo sterrato, chi cerca la guida fluida e chi l’avventura dei tracciati 4×4. Ma la destinazione è la stessa, e forse conta meno del viaggio. L’arrivo a Santo Stefano d’Aveto segna un altro momento di condivisione: un aperitivo, il pranzo, le premiazioni. Ma soprattutto il tempo che si dilata, le voci che si mescolano, la sensazione di far parte di qualcosa di semplice e autentico.
Dietro tutto questo c’è il lavoro silenzioso e costante del Trial Team Aveto, Bar Pasticceria Marrè, il Buco punto di ristoro, B&B Villa DanSio e la Fondazione Bosco Fontana, un gruppo che negli anni ha saputo trasformare un’idea in un appuntamento atteso, mantenendo intatto lo spirito delle origini. “PandAveto sta diventando una tradizione – aggiungono gli organizzatori – È la voglia di far vedere quanto è bella questa valle, ma anche di viverla insieme, senza fretta. Ogni edizione è un pezzo di noi, e chi partecipa lo sente”.
È forse questo il segreto del PandAveto: non cercare di stupire, ma riuscirci comunque, grazie alla forza di un territorio che non ha bisogno di artifici e alla passione di chi lo vive davvero.
Le pre-iscrizioni resteranno aperte fino al 5 aprile, fino a esaurimento dei posti disponibili. Ma più che un numero, quello che conta è esserci. Perché certe giornate, in fondo, non si spiegano: si vivono.