di ROSA CAPPATO
“Un fatto che i nostri bambini devono conoscere”. È questo il pensiero che ha avuto il sindaco di Uscio, Giuseppe Garbarino, quando ha deciso di intitolare i giardinetti pubblici di Piazza XX Settembre all’eroe di guerra vice brigadiere ‘Salvo D’Acquisto’. Quasi cinquecento vie e piazze già lo ricordano in tutta Italia e per l’eroe (Napoli 1920 – 1943) è in corso una causa di beatificazione.
L’amministrazione intende procedere all’intitolazione dei giardinetti dedicando ad essi le azioni e l’esempio del benemerito vice brigadiere Salvo Rosario Antonio D’Acquisto, al quale il Luogo tenente Generale del regno con Decreto ‘Motu Proprio’ il 25 febbraio 1945, conferì la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
L’iniziativa, proposta dal primo cittadino, è stata da poco ufficializzata, con voto unanime della giunta comunale di Uscio: l’area adibita a giardinetti all’interno di Piazza XX Settembre, in centro paese, sarà presto dedicata alla sua memoria. L’intitolazione si inserisce ‘nel solco delle finalità civiche ed educative che l’amministrazione comunale è chiamata a perseguire nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo’.
“Salvo D’Acquisto è divenuto il simbolo dell’Eroismo, del Martirio e dell’Amore per la Patria – riferisce il sindaco – rappresentando, nel compiuto, l’incarnazione degli alti valori delle Forze Armate Italiane e dei Carabinieri. Onorare la Sua memoria vuol dire trasmettere il valore del suo gesto a tutte le future generazioni, rafforzando il legame fra le comunità di ogni tempo e l’importanza del valore dell’altruismo e del sacrificio”.
La proposta ha l’obiettivo di rendere onore al martire, per il quale è in corso, da parte delle autorità ecclesiastiche, la causa di beatificazione. Ecco i riconoscimenti civili e religiosi che D’Acquisto ha già ricevuto: ha ottenuto dallo Stato Italiano la Medaglia d’oro al valor Militare (alla memoria) e le cittadinanze Onorarie della Città di Fiumicino e Gioia Tauro. Nel 1983 fu annunciata dal Vescovo Gaetano Bonicelli l’apertura presso l’Ordinariato militare di una causa di beatificazione; di conseguenza al carabiniere napoletano fu assegnato il titolo di ‘servo di Dio’.
La figura del militare fu anche ricordata da Papa Giovanni Paolo II, che in un discorso ai Carabinieri del 26 febbraio 2001, così si esprimeva: “La storia dell’Arma dei Carabinieri dimostra che si può raggiungere la vetta della santità nell’adempimento fedele e generoso dei doveri del proprio stato. Penso, qui, al vostro collega, il vice-brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valore militare, del quale è in corso la causa di beatificazione”.
Il 25 febbraio 2025, dopo udienza con il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a emanare il decreto con cui si riconosce la posizione di ‘Venerabile’ a Salvo D’Acquisto, in vista della celebrazione della beatificazione. Primogenito di cinque figli in una famiglia profondamente dedita alla cristianità, il militare nasce a Napoli il 15 ottobre 1920. Si forma presso il Ginnasio dell’Istituto Salesiano Sacro Cuore in cui è parte delle sezioni giovanili dell’Azione cattolica. Si arruola nell’Arma dei Carabinieri come volontario il 15 agosto del 1939 all’età di 18 anni. Partecipa giovanissimo alla Campagna del Nord Africa, per la Libia italiana (1940-1943), dove rimane ferito e successivamente si ammala di febbre malarica.
Rientrato in Italia è assegnato alla Scuola centrale dei carabinieri Reali di Firenze per un corso e, successivamente, il 9 dicembre 1942, ottiene la promozione a vice-brigadiere. In seguito è destinato alla stazione dei Carabinieri nel castello di Torre in Pietra, all’epoca una borgata rurale lungo la via Aurelia, a Roma, oggi frazione del Comune di Fiumicino. Questi i fatti che hanno caratterizzato la sua triste vicenda. Dopo il proclama Badoglio dell’8 settembre 1943 un reparto di paracadutisti tedeschi si era accampato presso alcune postazioni che rientravano nella giurisdizione di carabinieri di Torre di Pietra. In tale contesto si verificarono alcune impreviste esplosioni all’interno dello stabile, provocate da ordigni sequestrati in deposito, e che purtroppo, provocarono la morte di due soldati tedeschi. Il comandante tedesco decise di attribuire la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori e chiese la collaborazione al Comando dei carabinieri del vice brigadiere Salvo D’Acquisto, per trovare i colpevoli.
Nei giorni seguenti il D’Acquisto, assunte alcune informazioni, provò a spiegare a Comandante tedesco che l’accaduto era da considerarsi un caso fortuito, un incidente privo di autori, ma i tedeschi insistettero sulla loro versione e confermarono l’intenzione di dare corso a una rappresaglia, con numerosi rastrellamenti e 22 uomini catturati senza colpa alcuna, successivamente condotti al luogo di esecuzione. Lo stesso D’Acquisto fu prelevato dalla Caserma e condotto dove erano radunati gli ostaggi. Questo è l’atto eroico che ha compiuto il 23 settembre 1943: il giovane carabiniere di 22 anni si offrì volontariamente di essere fucilato dai nazisti per salvare la vita dei 22 innocenti che sarebbero stati fucilati, addossandosi ogni responsabilità dell’accaduto. Per merito del suo gesto tutti i presenti furono rilasciati e riuscirono a tornare dalle loro famiglie.
Un testimone dell’accaduto, Angelo Amadio presente all’episodio raccontò nella testimonianza resa nel 1957, che, mentre correva via, udì il grido “Viva l’Italia”, lanciato dal carabiniere, seguito, subito dopo, dalla scarica di un’automatica che portava a termine l’esecuzione. Oggi le spoglie di Salvo D’Acquisto si trovano nella Basilica di Santa Chiara di Napoli, mentre la Torre di Palidoro ospita un museo a lui dedicato e di fronte alla torre, luogo della fucilazione, è stata eretta una lapide. Sono già innumerevoli le intitolazioni al milite, nelle Caserme dei Carabinieri, in Istituti scolastici, Scuole, Teatri e Monumenti in tutta la nazione; imponente è anche il numero dei riferimenti a Salvo D’Acquisto nella toponomastica, con quasi 500 tra vie, viali e piazze di tutta Italia.
“Sulla nostra piazza ad Avegno – chiude il sindaco Garbarino – c’è già il monumento ai caduti, sia della Prima, che della Seconda Guerra Mondiale: ho pensato a lungo al gesto eroico di questo giovane martire e quindi al significato del suo gesto, sperando che arrivi proprio ai bambini che lì su quella piazza giocano spesso. Vorrei che conoscano la sua storia e il suo sacrificio, nato da un equivoco, una stortura, che ha coinvolto una persona che ha scelto di sacrificarsi per altri innocenti, in un periodo in cui le rivalse tedesche sulle loro perdite erano insensate e spietate. Così i giardinetti saranno dedicati a lui, un monito che giunge proprio in questo difficile momento storico, un messaggio per i bambini”. La delibera dell’intitolazione è stata trasmessa al Prefetto di Genova e sarà presto efficace, dopo il visto di approvazione di quest’ultimo. Per il futuro Garbarino, con l’amministrazione, pensa già di dedicare altri spazi pubblici a chi ha donato la sua vita in modo eroico, tra cui un parcheggio, a due partigiane di Uscio.