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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Strada provinciale 26 chiusa almeno fino al 6 febbraio: prossimo sopralluogo da parte dei tecnici, nel crescente malumore della popolazione

Il vicesindaco Podestà: “Le operazioni di disgaggio della parte alta della cava proseguono con grande difficoltà vista la condizione di instabilità che si è venuta a creare”
Un altro movimento franoso sta mettendo in serissima difficoltà la Val Graveglia
Un altro movimento franoso sta mettendo in serissima difficoltà la Val Graveglia
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di ALESSANDRA FONTANA

Gli abitanti della Val Graveglia dovranno sopportare ancora disagi e problemi legati alla frana che si è verificata lungo la provinciale 26. A fare il punto, sempre sul posto, è il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Fabrizio Podestà: “Al momento l’attività di cava è sospesa e tutti gli sforzi sono fatti in direzione della riattivazione del traffico stradale, la ditta esercente sta lavorando per la costruzione di una protezione passiva per consentire la riapertura parziale. Le operazioni di disgaggio della parte alta della cava proseguono con grande difficoltà vista la condizione di instabilità che si è venuta a creare ma sono operazioni indispensabili per lavorare con il minor rischio possibile”. 

Questo è quello che è emerso dal sopralluogo effettuato da tecnici regionali, Città MetropolitanaAsl e comune di Ne. Il prossimo sopralluogo congiunto è previsto per il 6 febbraio: “L’ordinanza di Città Metropolitana prevede la chiusura della strada per qualsiasi veicolo ad eccezione dei mezzi di soccorso che, accompagnati dalla sorveglianza (24h su 24h), potranno attraversare la zona in frana – continua Podestà – Il Comune si occuperà della manutenzione delle strade alternative con la collaborazione della ditta esercente della cava. Chiaramente in questo momento, come già detto, non potremo effettuare grandi lavori per non peggiorare lo stato delle cose”.

La frana si è verificata all’altezza della cava Ceseina e al momento possono transitare solo i mezzi di soccorso. La popolazione è stufa di subire disagi. A novembre la vallata ha dovuto fare i conti con un’altra frana sempre in prossimità della cava che aveva portato alla chiusura della strada. Gli abitanti chiedono con forza soluzioni definitive per poter transitare in sicurezza. 

Nei giorni scorsi c’è stato un primo tavolo di lavoro in cui si è ipotizzata una messa in sicurezza definitiva, che prevede però il mantenimento del senso unico alternato per almeno un anno. L’obiettivo esposto è quello di arretrare il fronte di cava di circa trenta metri e per consentire la creazione di un vallone e di una barriera in terra armata per accogliere eventuali, ulteriori distacchi. Ma questa frana rischia di rimettere in discussione i piani. 

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