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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Un ponte Bailey per la frana in val d’Aveto: si cercano fondi. “Non possiamo permetterci di lasciare questo punto isolato”

Fontana (sindaco di Rezzoaglio): “L’attuale interruzione della strada sta causando gravi disagi alle attività economiche locali, penalizzando imprese, lavoratori e cittadini”
Il punto in cui la strada 586 per la Val d'Aveto si interrompe sul lato emiliano
Il punto in cui la strada 586 per la Val d'Aveto si interrompe sul lato emiliano
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di ALESSANDRA FONTANA

Continua ad essere drammatica la situazione della strada per la Val d’Aveto. La provinciale 586 da anni è martoriata da frane e cedimenti che costringono gli abitanti a compiere giri rocamboleschi per spostarsi. 

Ma se il versante ligure sembra ormai a posto (pendolari e abitanti toccheranno ferro), lo stesso non si può dire per quello emiliano. A spiegare la situazione con chiarezza è il Comune di Ferriere che ricapitola ogni passo: “La Strada Provinciale 586 della Val d’Aveto è rimasta chiusa da marzo ad agosto 2025 a seguito della caduta di un grosso masso che ha comportato la necessità di ulteriori lavori di messa in sicurezza. Da settembre la strada è rimasta aperta con limitazioni, per consentire il completamento dei lavori di messa in sicurezza”. 

La strada però, all’altezza della Diga di Boschi ha ceduto ancora il 16 novembre e da lì tutto o quasi è rimasto immobile. Prontamente il Comune di Ferriere ha chiesto informazioni su tempistiche e modalità: “Il 4 dicembre scorso abbiamo effettuato un sopralluogo con rappresentati della provincia e tecnici, chiedendo di individuare una soluzione, anche provvisoria, che consentisse la riapertura della strada in tempi brevi, sul presupposto che il livello di disagio che si può chiedere di sopportare sia, in questo caso, ampiamente superato. Si è quindi condivisa la possibilità di installare un Ponte Bailey”. 

Sempre nelle scorse settimane Davide Marenghi, direttore dei lavori della Provincia, ha ammesso che stanno pensando a un collegamento parziale con restrizioni su quella sezione, o in alternativa a veri e propri percorsi diversi. Franco Albertini, vicepresidente della Provincia di Piacenza, dichiara: “Si tratta di una strada provinciale ma di valenza addirittura sovraregionale, perché unisce due province di due regioni differenti: è un percorso che non può assolutamente rimanere chiuso. Rispetto agli interventi che, come Provincia, avevamo già effettuato e che avevamo già previsto lungo questa strada, la situazione è mutata: a causa del serio dissesto idrogeologico non esistono più le basi sulle quali erano stati pensati i primi interventi ed ora, per restituire un collegamento, si rende quindi necessaria un’opera imponente a livello strutturale ed economico, ossia la realizzazione di un ponte. Nello specifico, il ponte Bailey è l’opera studiata come soluzione provvisoria, ma parte dei lavori previsti vogliono essere propedeutici alla realizzazione di una infrastruttura di collegamento che sia definitiva. È questa la direzione in cui l’Ente sta lavorando. Le risorse provinciali, ad oggi, non sono sufficienti per affrontare le conseguenze di questo dissesto idrologico; perciò, si è inviata una specifica richiesta alla Regione. Per le successive fasi progettuali sarà interessato direttamente il Ministero delle Infrastrutture”. 

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Rezzoaglio Massimo Fontana: “La strada che collega Rezzoaglio a Piacenza rappresenta da sempre una direttrice strategica fondamentale per il nostro territorio. Non si tratta soltanto di un’infrastruttura viaria, ma di un collegamento essenziale per la vita economica, sociale e turistica dell’intera Val d’Aveto e delle aree limitrofe. L’attuale interruzione della strada sta causando gravi disagi alle attività economiche locali, penalizzando imprese, lavoratori e cittadini, oltre a compromettere in modo significativo il flusso turistico, risorsa vitale per il nostro Comune e per tutto l’entroterra”. 

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