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Giovedì 12 febbraio 2026 - Numero 413

Insieme sul campo come quando “Albertosi era amico di Zoff”

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di DANILO SANGUINETI

Iniziativa del singolo, benessere comune. Nella più squisita ottica schumpeteriana, si è tenuto a metà di luglio sul campo sportivo Maria Luigia di Chiavari un torneo no logo, no benefit, no graded list. Spontaneismo nella accezione più rigorosa. De Coubertin sarebbe stato fiero dell’idea scaturita da un gruppo di genitori che hanno voluto proporre un pomeriggio diverso ad under 10 che del calcio hanno una visione pura, non intaccata da mode e manie che inevitabilmente crescendo si abbatteranno sulle loro illusioni di fanciulli.
Nel più puro spirito dilettantistico (senza accezione negativa), un pomeriggio dove si è realmente ‘giocato’, combattendo accanitamente senza trucchi, furbate, vietando le classifiche, pensando solo a rincorrere un pallone. Uno degli organizzatori, Massimo Pilato che ha fatto scattare la scintilla ed ha trovato i collaboratori, ancora sorride al ricordo di una giornata indimenticabile “E’ stato veramente bellissimo. Grande divertimento non solo per i bambini ma anche per noi genitori e per il numeroso pubblico accorso. Il primo ‘Torneo dell’Amicizia’, dalle 18 alle 20 è stato un successo sotto tutti gli aspetti. Tre partite secche su tempo unico di trenta minuti che i nostri piccoli campioncini (leva 2008), hanno retto egregiamente, seppure facesse ancora caldo”.
Il Fair play in campo e il bel gioco hanno dominato e fatto divertire genitori dei piccoli campioncini e il pubblico accorso numeroso strappando applausi. Ancora meglio il gran finale. “La premiazione è stata accolta con gioia dai bambini poiché è emerso chiaramente il principio di eguaglianza, senza vinti ma solo vincitori”.
Ci tiene a sottolinearlo Massimo Pilato, papà di uno dei partecipanti. “Una medaglia ricordo di bronzo per tutti i bambini con incisa la frase ‘L’amicizia resta un grande dono’. Niente classifica, poca tattica perché non c’erano allenatori a dare disposizioni (e stressare la fantasia dei ragazzini). I tecnici erano gli stessi papà dei mini calciatori. “Abbiamo dato loro semplici disposizioni. Anche per noi è stato un divertimento. Abbiamo voluto provare per un giorno l’emozione di guidare i bambini in una partita di calcio”.

Altra rivelazione. “A quell’età, devono poter giocare senza schemi né tattiche; liberi di creare, inventare, scegliere, decidere. Anche e soprattutto sbagliare perché sanno gestirsi in maniera sorprendentemente autonoma. Mi sono limitato a dare qualche indicazione su come posizionarsi in base alle loro caratteristiche di gioco.” Inevitabili i ringraziamenti ai compagni di avventura. “La mamma di un bambino presente, Nataly Gemelli, mi ha dato un grande aiuto nell’organizzazione del torneo, si è prodigata con entusiasmo contattando diversi genitori per riunire una terza squadra”.
Si sono aggiunti Danilo Gigante e Vincenzo Cipro. “Vincenzo ha trovato la squadra, l’ha guidata mettendoci una passione che lo portava a sconfinare nel terreno di gioco per sostenere e incitare individualmente i suoi protetti. Infine grazie a quei  genitori che hanno reso questo giorno indimenticabile rendendosi disponibili ad accompagnare i loro bimbi. L’ultimo e più caloroso grazie va ai bambini partecipanti a questo torneo. Il loro sorriso dopo la grande fatica non ha prezzo e rimarrà impresso per sempre nei miei ricordi, come il ‘Grazie Papà’ di mio figlio Alessio”.

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