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Giovedì 18 giugno 2026 - Numero 431

Stefano Messina (Assarmatori): “Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze e l’Europa pare vivere fuori dalla realtà”

L’assemblea annuale svoltasi a Roma nei giorni scorsi. Il presidente ha chiesto una revisione del sistema ETS per tutelare i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment di container
Stefano Messina alla recente assemblea di Assarmatori
Stefano Messina alla recente assemblea di Assarmatori
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di MATTEO GERBONI

Genovese, imprenditore, manager e profondo conoscitore delle dinamiche del commercio internazionale, Stefano Messina è oggi una delle figure più autorevoli dello shipping europeo.

Nato a Genova nel 1968 e laureato in Giurisprudenza, dopo una prima esperienza professionale nel settore bancario a Londra entra nel 1994 nelle aziende di famiglia, contribuendo al percorso di crescita e internazionalizzazione di un gruppo storico della marineria italiana.

Dal 2013 è presidente del Gruppo Messina e vicepresidente esecutivo di Ignazio Messina & C., compagnia di navigazione fondata nel 1921 e diventata nel corso degli anni un punto di riferimento nei collegamenti marittimi tra il Mediterraneo, l’Africa, il Medio Oriente e il subcontinente indiano.

Sotto la sua guida, il gruppo ha consolidato la propria presenza sui mercati internazionali, investendo nell’innovazione, nel rinnovo della flotta e nello sviluppo di servizi logistici integrati, confermando la centralità di Genova e della Liguria nelle rotte del commercio globale.

Dal 2018 Messina è presidente di Assarmatori, l’associazione che rappresenta le principali compagnie di navigazione operanti in Italia. Un ruolo che ne ha consacrato la leadership all’interno del cluster marittimo nazionale e internazionale.

Lo scorso febbraio, l’assemblea dell’associazione lo ha confermato all’unanimità alla guida di Assarmatori per il quadriennio 2026-2030, riconoscendone il lavoro svolto negli anni precedenti e il contributo al rafforzamento della rappresentanza armatoriale italiana nel dialogo con le istituzioni nazionali ed europee.

Oltre agli incarichi nel settore dello shipping, Messina ricopre ruoli di vertice in importanti realtà imprenditoriali e finanziarie, tra cui il Registro Italiano Navale e la società di private equity Yarpa, testimoniando una visione manageriale capace di coniugare industria, finanza, innovazione e sostenibilità.

In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni geopolitiche, la sua voce è diventata un punto di riferimento nel dibattito sulle politiche marittime europee, sulla transizione energetica e sulla competitività del sistema logistico.

Temi che sono stati al centro dell’assemblea annuale di Assarmatori, che si è svolta martedì a Roma davanti a una platea di oltre 700 rappresentanti del cluster marittimo e portuale, delle istituzioni, dell’imprenditoria e dell’amministrazione pubblica.

Anche il nostro editore Antonio Gozzi presente alla assemblea annuale di Assarmatori

Un appuntamento prestigioso e unico nel panorama nazionale per profilo degli ospiti e organizzazione, che ha confermato ancora una volta il ruolo strategico del settore marittimo per l’economia nazionale e, in particolare, per la Liguria.

“Il trasporto marittimo ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza”, ha sottolineato Messina, commentando gli sviluppi della crisi nell’area dello Stretto di Hormuz.

Un tema che riguarda direttamente i porti liguri, snodi fondamentali delle catene globali del valore. Genova, Savona-Vado e La Spezia rappresentano infatti una piattaforma logistica strategica per l’Italia e per l’Europa, in grado di collegare il Mediterraneo ai principali mercati internazionali.

Proprio per questo il presidente di Assarmatori ha lanciato un appello all’Europa affinché le politiche ambientali siano accompagnate da misure in grado di salvaguardare la competitività del comparto.

“L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anziché affossarle”, ha dichiarato.

Messina chiede una revisione del sistema ETS per tutelare i collegamenti con le isole, le Autostrade del Mare e il transhipment di container, segmenti che interessano direttamente il sistema portuale ligure e migliaia di posti di lavoro.

Al tempo stesso, guarda con pragmatismo alle tecnologie del futuro, sostenendo lo sviluppo del nucleare di quarta generazione e degli Small Modular Reactors come possibili strumenti per accelerare la decarbonizzazione del trasporto marittimo.

“L’Italia e l’Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adattarsi ai grandi cambiamenti in modo rapido ed efficiente”, ha evidenziato.

Una visione che affonda le proprie radici nella tradizione marittima genovese, ma che guarda con determinazione alle sfide del futuro.

Per la Liguria, terra di mare e di porti, la leadership di Stefano Messina rappresenta un valore aggiunto: la capacità di portare nei tavoli decisionali nazionali ed europei la voce di un territorio che continua a fare della blue economy una delle sue principali leve di sviluppo.

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