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Giovedì 12 febbraio 2026 - Numero 413

Start-up: tra pubblico e privato a ciascuno il suo

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Il grande successo della seconda edizione di Tigullio Crea Impresa, il contest per valorizzare idee e talenti innovativi del nostro territorio, si presta a una serie di considerazioni interessanti.
In primo luogo, si è rivelata vincente l’intuizione di Vittoria Gozzi e del suo staff di Wylab di trasformare ‘Chiavari Crea Impresa’ (la manifestazione dell’anno scorso) in ‘Tigullio Crea Impresa’ (la manifestazione di quest’anno) con una riuscita chiamata a tutti i sindaci e comuni del Tigullio a sostenere insieme i giovani creativi, le loro idee, la cultura di impresa.
In secondo luogo, in una regione come la Liguria che ha il triste doppio record negativo di nascite di bambini e di nascite di imprese, il fatto che ben ottanta idee imprenditoriali si facciano avanti nel solo Tigullio è un buon segnale che testimonia, al di là del pessimismo cronico e dei piagnistei, vitalità e voglia di fare delle nuove generazioni che vanno aiutate a esprimersi e sostenute adeguatamente.
Infine, sono stati di grande interesse il parterre della manifestazione e gli interventi che si sono succeduti, con una presenza congiunta ligure e lombarda: il Politecnico di Milano e l’Università di Genova, il presidente degli industriali di Genova Giovanni Mondini con il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco dell’area metropolitana genovese Marco Bucci, molti imprenditori liguri importanti tra cui Alessandro Garrone, Stefano Messina, ma anche presenze lombarde industriali e professionali, tra tutte quelle di Andrea Messuti dello studio LCA.
Ciò testimonia da un lato come i liguri siano ben consapevoli dello straordinario traino di crescita e sviluppo che l’area milanese, ma in generale tutta la Lombardia, rappresentano: una locomotiva alla quale bisogna assolutamente rimanere attaccati; dall’altro anche la tradizionale simpatia e interesse che i milanesi in particolare nutrono nei confronti del Tigullio.
Antonio Gozzi, fondatore di Wylab e patron della manifestazione, ha sottolineato più volte questo aspetto ribadendo che il confronto competitivo con Milano e la Lombardia sono uno stimolo formidabile per una regione come la nostra, spesso ancora troppo lenta e bloccata nelle politiche per l’innovazione.
Al riguardo il tema dello sblocco dei fondi per le start-up in Liguria e il confronto tra l’esperienza pubblica (Regione e Filse) e quella privata (Wylab) sono stati molto significativi. Dei tre milioni stanziati dalla Regione negli ultimi due anni, solo 0,5 sono stati fino ad oggi erogati dalla Filse per circa 60 imprese coinvolte (molte delle quali non avevano proprio nulla di innovativo). Wylab in meno di due anni è riuscita a mettere a disposizione delle decine di start-up sportech selezionate e sostenute più di 1,5 milioni (di cui 0,2 circa finanziati da Wylab direttamente, e circa 1,3 raccolti presso altri investitori).
La domanda che è opportuno farsi è: ma è giusto che strutture pubbliche come la Filse che hanno tutt’altri compiti si occupino di un mondo come quello delle start-up che richiede professionalità e velocità che il pubblico non sa dare?
Se si vuole veramente trasformare la Liguria in un Kinderheim per le start-up occorre cambiare passo, definendo bene, all’interno di una visione e di una politica per l’innovazione e per la nascita di imprese cosa debba fare (o non fare ) la mano pubblica e cosa debba fare invece l’iniziativa privata.
Il compito del pubblico non è probabilmente quello della selezione e del tutoraggio di start-up, con incubatori non qualificati e con l’erogazione di piccoli contributi, ma piuttosto quello di creare tutte le condizioni di contorno (dall’accoglienza abitativa agli eventi simbolici, alla promozione e al sostegno del ‘ritorno’ di giovani intelligenze liguri esportate o di intelligenze non liguri che decidono di vivere e di lavorare nella nostra regione) perché sempre più giovani decidano di dare vita qui alle proprie imprese.
Il compito degli incubatori privati è duplice: selezionare, monitorare, sostenere e finanziare start-up secondo logiche rigorosamente di merito e di mercato e promuovere in ogni modo possibile la cultura di impresa e il fatto che fare impresa sia bello e gratificante per i nostri giovani.
‘Inventarsi un lavoro è molto meglio che cercarlo, specie quando questo non c’è’.
La massima harvardiana è quanto mai appropriata e attuale anche per la Liguria e i suoi figli.

LE INTERVISTE DI MARISA SPINA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA GIOVANNI TOTI E AL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA MARCO BONOMETTI

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