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Giovedì 6 agosto 2026 - Numero 438

“Sono una giornalista di strada”: Raffaella Griggi e il valore di una carriera senza scorciatoie

Genovese di origini, è stata scelta dalla Rai per la conduzione di ‘Chi l’ha visto?’ a partire da settembre: “Sarò genuina, educata, in punta di piedi”
Raffaella Griggi indicata dalla Rai per la conduzione di 'Chi l'ha visto?'
Raffaella Griggi indicata dalla Rai per la conduzione di 'Chi l'ha visto?'
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di MATTEO GERBONI 

Ci sono nomine che rappresentano molto più di un semplice cambio di conduzione. Sono il riconoscimento di una carriera costruita con serietà, sacrificio e credibilità. È questo il caso di Raffaella Griggi, scelta dalla Rai per raccogliere il prestigioso testimone di Federica Sciarelli alla guida di ‘Chi l’ha visto?’.

Una decisione che premia una professionista autentica, cresciuta sul campo, lontana dai riflettori facili e dalle scorciatoie. Una giornalista che ha fatto della cronaca la propria scuola, imparando ad ascoltare prima ancora che a raccontare, entrando con rispetto nelle storie delle persone e conquistando negli anni la fiducia di chi si è trovato a vivere i momenti più difficili della propria vita.

Ho avuto il privilegio di compiere un tratto di strada insieme a lei, quando entrambi muovevamo i primi passi nel giornalismo genovese. Erano gli anni della cronaca: si andava a caccia delle ‘testine’ dopo gli incidenti stradali, dei servizi sulla Sampdoria, delle dirette da Serra Riccò per Telenord, delle giornate trascorse a rincorrere una dichiarazione e delle ore passate in strada a cercare le notizie, quando Internet non aveva ancora cambiato il nostro mestiere. Già allora Raffaella aveva una qualità che non ha mai perso: la capacità di ascoltare le persone con discrezione, senza mai cercare di mettersi al centro della scena.

Il suo percorso professionale racconta una vera storia di gavetta. Dalle pagine genovesi di la Repubblica alle televisioni locali, passando per il racconto in prima linea del G8 di Genova del 2001. Poi il salto sulle reti nazionali: Sky TG24TgLa7 con Enrico MentanaMediaset e infine la Rai, dove dal 2011 ha lavorato a ‘La Vita in Diretta’ e ‘Unomattina’, fino all’approdo, nel 2017, alla redazione di ‘Chi l’ha visto?’, seguendo alcuni dei casi di cronaca più complessi degli ultimi anni e firmando interviste esclusive, come quella a Salvatore Parolisi dopo l’uscita dal carcere.

La scelta della Rai è anche una scelta di continuità. Dopo settimane di indiscrezioni e nomi più o meno accreditati, l’azienda ha deciso di valorizzare una professionista cresciuta all’interno della trasmissione. Una decisione che il direttore degli Approfondimenti RaiPaolo Corsini, ha motivato parlando di “piena continuità con la storia e i valori di ‘Chi l’ha visto?’”, indicando proprio nell’esperienza maturata sul campo da Raffaella la migliore garanzia per accompagnare il programma in una nuova fase.

Nelle sue dichiarazioni emerge tutta la cifra del suo stile. Nessun trionfalismo, nessuna voglia di apparire, ma la piena consapevolezza della responsabilità che l’attende.

“Federica non si sostituisce”, dice, ribadendo poi che “non si può fare alcun tipo di paragone. È una meravigliosa professionista, ha condotto questa trasmissione per ventidue anni”. Racconta poi con emozione il messaggio ricevuto proprio da Federica Sciarelli, felice che la scelta fosse caduta su una persona cresciuta all’interno della redazione.

Con la stessa sincerità parla anche di sé: “Non ho agenti, non sono nessuno, sono fuori dal cosiddetto circolino. Per me è una sorpresa. Posso solo ringraziare la Rai. L’azienda spesso viene criticata, ma con me ha dimostrato di saper valorizzare le risorse interne”.

Parole che raccontano perfettamente il significato di questa nomina: il riconoscimento del merito, dell’esperienza e del lavoro quotidiano.

L’affetto che ha accompagnato l’annuncio racconta forse meglio di qualsiasi curriculum la stima conquistata in tanti anni di professione.

“Ho ricevuto centinaia e centinaia di messaggi. Grazie a tutti i colleghi Rai, dei Tg, di altre reti, dei programmi concorrenti, della carta stampata, ai cameraman, agli ‘zainetti’ d’Italia, ai parenti degli scomparsi. Non era scontato. Ho cercato di rispondere a tutti. Avete ragione, sono una di voi. La Rai ha riconosciuto il lavoro sano, buono, di cuore, di una persona perbene, di strada… di casa, che ha fatto un percorso lineare e trasparente. Oggi quelli come me sono un po’ tutti conduttori».

È probabilmente questo il passaggio che meglio descrive chi è Raffaella Griggi. Una giornalista ‘di strada’, come ama definirsi lei stessa. Una professionista che non ha mai smesso di fare cronaca, convinta che il rapporto con le persone sia il patrimonio più prezioso del nostro mestiere.

Dietro la gioia di questo straordinario traguardo c’è però anche un dolore profondo.

“Recentemente è venuto a mancare mio padre. Quando ho saputo che avrei condotto ‘Chi l’ha visto?’ ho pensato a lui e ho pianto. Non erano lacrime di gioia. Sono stati giorni difficili, di dolore. Questa è la vita”.

Parole che restituiscono tutta l’umanità di una donna che, nel giorno più importante della propria carriera, ha avuto come primo pensiero quello che è stato il suo porto sicuro per una vita intera. È bello immaginare che oggi, da lassù, Remi la stia guardando con orgoglio, vedendo riconosciuti il talento, il lavoro e quei valori che le ha trasmesso.

Da genovese non ha mai nascosto il proprio legame con la sua città, così come la passione per la Sampdoria. Quella concretezza, quella riservatezza e quel pudore tipicamente liguri sono diventati negli anni una cifra distintiva del suo modo di fare giornalismo. Lo conferma anche il modo con cui immagina questa nuova avventura: “Sarò genuina, educata, in punta di piedi”.

Il 23 settembre inizierà una nuova stagione di ‘Chi l’ha visto?’, con una formula che vedrà un coinvolgimento ancora maggiore della redazione e degli inviati. Raffaella eredita una trasmissione in ottima salute, capace di mantenere ascolti importanti e, soprattutto, di continuare a rappresentare uno dei servizi pubblici più preziosi della televisione italiana.

La sua nomina è anche un motivo di orgoglio per Genova e per tutta la Liguria. Dimostra che il merito, la preparazione e la credibilità possono ancora essere premiati. Che esiste ancora un giornalismo fatto di studio, gavetta, fatica e rispetto delle persone.

In un tempo in cui la credibilità è il bene più raro dell’informazione, la sua nomina ricorda una verità semplice ma fondamentale: la fiducia del pubblico non si conquista con la visibilità, ma con il lavoro quotidiano. Si costruisce un servizio alla volta, una storia alla volta, una persona alla volta.

Perché il giornalismo più bello non è quello che cerca di occupare la scena, ma quello che mette al centro le persone. Ed è esattamente il giornalismo che Raffaella Griggi ha sempre saputo fare.

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