di ALBERTO BRUZZONE
La Liguria si conferma una delle regioni più dinamiche sul fronte dell’export, guarda con interesse alla prospettiva del nucleare e, allo stesso tempo, deve recuperare terreno sul fronte delle energie rinnovabili. A queste sfide si aggiunge quella, sempre più centrale, della longevità, che potrebbe trasformare la regione in un laboratorio nazionale e internazionale per la gestione dell’invecchiamento della popolazione.
È il quadro delineato dalla decima edizione del Think Tank “Liguria 2030”, la piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group insieme a Regione Liguria, presentata lunedì a Rapallo. A tracciare un bilancio del primo decennio di attività e a indicare le prospettive per i prossimi anni sono stati Valerio De Molli, managing partner e Ceo di TEHA Group, e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.
Export, la Liguria accelera
Il Rapporto Strategico 2026 evidenzia innanzitutto un quadro economico positivo. Nel 2025 l’export ligure ha raggiunto il record storico di 9,4 miliardi di euro, con una crescita del 10,2% rispetto all’anno precedente. Un’accelerazione che è proseguita anche nel primo trimestre del 2026, quando le esportazioni regionali hanno registrato un incremento del 20,8%, circa sedici volte superiore alla media nazionale.
Anche le previsioni sul prodotto interno lordo sono positive: per il 2026 è stimata una crescita dello 0,8%, leggermente superiore alla media italiana dello 0,7%.
“Per guidare un territorio occorre analizzare a fondo i dati, individuando con chiarezza luci e ombre”, sottolinea De Molli. Tra le principali “luci” c’è la leadership ligure nella blue economy. Dai porti della regione transita infatti circa un terzo del traffico container nazionale, pari a 4,2 milioni di TEU, mentre il turismo ha raggiunto il suo massimo storico con 5,3 milioni di arrivi.
Un altro elemento di forza è rappresentato dalle 72 spiagge Bandiera Blu, un numero che, secondo i dati presentati, è quattro volte superiore a quello della seconda regione italiana. A queste opportunità si aggiunge la crescente attenzione verso la dimensione subacquea, considerata un possibile nuovo ambito strategico per lo sviluppo regionale.
Infrastrutture ed energia, le sfide ancora aperte
Accanto ai risultati positivi, il rapporto mette in evidenza alcune criticità. Tra queste c’è il potenziamento delle infrastrutture, con particolare attenzione alla rete ferroviaria, ritenuta fondamentale per sostenere la crescita economica e logistica del territorio.
Sul fronte energetico, invece, la Liguria potrebbe assumere un ruolo di primo piano nel percorso verso il ritorno del nucleare in Italia. Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, il PNIEC, indica infatti un obiettivo del 10% di energia nucleare al 2050. Secondo De Molli, la Liguria parte da una posizione favorevole grazie alla presenza di aziende e competenze specializzate: la regione è infatti indicata come la seconda in Italia per numero di imprese e competenze nel settore e potrebbe diventare un polo di eccellenza di livello nazionale.
Il quadro cambia, però, quando si parla di fonti rinnovabili. La Liguria occupa infatti l’ultima posizione tra le regioni italiane per energia prodotta da fonti rinnovabili. Un ritardo che, secondo il presidente Bucci, è legato anche alle difficoltà incontrate nella realizzazione di nuovi impianti.
“L’eolico rappresenterebbe una risorsa importante, ma oggi scontiamo una scarsa accettazione territoriale”, ha spiegato il governatore, facendo riferimento alle resistenze manifestate da diversi Comuni e da una parte del mondo politico per ragioni legate all’impatto ambientale.
La sfida della longevità
Tra i temi destinati ad avere un peso sempre maggiore nelle politiche regionali c’è poi quello dell’invecchiamento della popolazione.
Per Bucci, la Liguria potrebbe diventare un punto di riferimento nella gestione della longevità, affrontando in modo integrato le questioni legate alla sanità, all’assistenza sociale e al lavoro.
“Il termine vecchiaia in Liguria è abolito”, ha dichiarato il presidente, sostenendo la necessità di ripensare il ruolo delle persone anziane nella società. Secondo Bucci, anche la possibilità che le persone fino a 75 anni possano continuare a essere produttive e partecipare attivamente alla vita sociale dovrebbe essere parte della riflessione sui prossimi anni.
La longevità viene quindi indicata come una delle grandi sfide strategiche della regione: non soltanto un problema assistenziale, ma un fenomeno da affrontare attraverso nuovi modelli sanitari, sociali e occupazionali.
Bucci: “Non siamo ancora appagati“
Il bilancio tracciato durante l’incontro di Rapallo è dunque positivo, ma non privo di criticità. “Il rapporto ci riempie di soddisfazione, ma non ci rende appagati al cento per cento”, ha osservato Bucci. Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione c’è il dato relativo alla rinuncia alle cure sanitarie, tema che il presidente ha annunciato di voler approfondire personalmente.
Nel complesso, però, il quadro economico e occupazionale mostra segnali favorevoli. Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto in videocollegamento, ha sottolineato la crescita della regione: il Pil ligure cresce più della media nazionale, mentre il tasso di occupazione è passato dal 66% al 68,8%. Nello stesso periodo, i giovani che non studiano e non lavorano si sono quasi dimezzati rispetto al 2020.
Turismo, l’obiettivo è andare oltre la stagione estiva
Anche il turismo, altro pilastro dell’economia regionale, è chiamato ora a una nuova fase di sviluppo. I numeri raggiunti rappresentano un punto di partenza, ma la sfida è aumentare il valore generato dai visitatori e distribuire maggiormente i flussi durante l’intero anno.
L’assessore Luca Lombardi indica tre direttrici principali: destagionalizzazione, integrazione tra costa ed entroterra e utilizzo delle nuove tecnologie.
“Non dobbiamo limitarci a contare visitatori e presenze, ma dobbiamo aumentare il valore che il turismo genera sul territorio”, ha spiegato Lombardi. L’obiettivo è quindi trasformare la crescita quantitativa dei flussi turistici in una crescita più equilibrata e capace di produrre benefici diffusi.
Dall’export alla blue economy, dal nucleare alle rinnovabili, fino alla gestione della longevità e alla trasformazione del turismo: il decennale di “Liguria 2030” restituisce così una regione con importanti punti di forza, ma anche con alcune sfide strutturali ancora da affrontare. Un percorso nel quale crescita economica, infrastrutture, energia, welfare e qualità della vita saranno sempre più strettamente collegati.