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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Si dimette il sindaco di Sori, Mario Reffo. Quando la persona è più forte dei compromessi politici. Lo spettro del commissario

Sori si è aggiudicata per la prima volta la Bandiera Blu
Sori si è aggiudicata per la prima volta la Bandiera Blu
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(r.p.l.) Il sindaco di Sori, Mario Reffo, si è dimesso. È accaduto martedì 16 marzo, con le dimissioni protocollate in Comune intorno alle 11,30.

“Carissimi consiglieri, carissimo presidente, egregio signor segretario – si legge – scrivo questa lettera per ufficializzare la mia intenzione di dimettermi dalla carica di sindaco di Sori. La motivazione è molto semplice: vi è una frattura insanabile tra la mia volontà e lo scopo che io voglio dare a questa amministrazione e quello che la maggioranza che mi sostiene vuole. Questa divergenza di opinioni fa sì che non si possa andare avanti con un’unità di intenti e il bene di Sori, che per me è scopo finale: mi fa dire che è il momento di farmi da parte per consentire a una maggioranza il governo di Sori, se sostenuta dalla cittadinanza”.

E ancora: “Memore dell’uso strumentale che la minoranza ha fatto di altre dimissioni date nel passato, voglio spiegare le motivazioni nella loro interezza. Sin dal principio ciò che mi ha spinto a candidarmi è stato fare le cose che a Sori nessuno aveva mai fatto, non perché fossi un particolare genio rispetto ai miei predecessori, ma perché non ho ambizioni politiche e non mi interessa il consenso. Ho il privilegio di poter dire che non mi interessa essere rieletto e quindi le mie azioni non devono accontentare per forza tutti, anzi ho la possibilità di fare quelle cose che nessuno ha il coraggio di fare perché poi, alla fine, checchesenedica, presuppongono il pagamento di un prezzo politico”.

Parole chiare per un uomo per lo più imprestato alla politica, ex consigliere comunale, esponente di Fratelli D’Italia, ma Mario Reffo è soprattutto il farmacista del paese, un borgo che conta poco più di quattromila anime, un uomo considerato da tutti buono ed affettuoso che, con entusiasmo, ha celebrato le nozze civili dell’ex sindaco, Paolo Pezzana, mai ritenuto un avversario politico, e la cosa è notoriamente risaputa. Ora, questo suo gesto delle dimissioni, cosa più unica che rara nel panorama politico italiano, fa ancora più parlare. In mezzo a tanta politica che pensa solamente a vivacchiare, un sindaco che si dimette è indubbiamente non solo una notizia, ma anche un esempio da portare su come la forza delle idee debba sempre essere superiore all’arte del compromesso.

“Da questo mio posto privilegiato – sostiene Reffo (a destra nella foto) – potevo fare quanto è da fare, mettendomi contro l’opinione pubblica, ma non è stata solo questa la mia posizione privilegiata: per quarantacinque anni ho ascoltato i soresi nella farmacia e so benissimo di cosa c’è bisogno. I bisogni veri. Ecco, da queste due posizioni privilegiate mi sono messo a fare il sindaco, amministrando secondo il bene comune e non secondo la politica e l’ideologia”.

Invece, per la prima volta al borgo si assiste alle dimissioni di un sindaco, l’esito di un parlamentino su cui da quasi due anni soffiavano forti venti incrociati, soprattutto dall’assessorato più duro, quello appartenente alla Lega, partito del vicesindaco Cristiano Benvenuto.

Reffo, 78 anni, è stato eletto il 27 maggio 2019 e le criticità sono emerse subito. Da mesi si vociferava di una crisi logorante, di dimissioni già ritirate, ma mai nulla di questo è emerso in Consiglio Comunale, forse anche per via delle mascherine e delle dirette online, senza cittadini in aula.

Ma è lui stesso a confessare di “una frattura di intenti, nata in campagna elettorale, che alla fine ci ha portati a una serie di compromessi che non ha mai realmente accontentato nessuno dei due. Io non ero contento, la mia maggioranza nemmeno e questo ci portava a sempre più frequenti scontri e questo non è bene per Sori. Lo dico chiaro e tondo: avremmo potuto arrivare alla fine del mandato dei cinque anni, avremmo potuto chiedere determinate opere, ma io non sono l’uomo del compromesso. È il momento di farmi da parte per consentire a una maggioranza il governo di Sori, se sostenuta dalla cittadinanza”.

Il sindaco ha confermato di lasciare soprattutto per rispetto nei confronti dei soresi e anche di se stesso. “Ho una visione a-politica del mio mandato. Maggioranza e opposizione hanno una esclusiva visione politica e ideologica del governo del paese e allora, se loro sono in perfetta sintonia e io no, sono io che devo andarmene. Lascio consapevole di avere iniziato un percorso virtuoso che proseguirà indipendentemente da me”.

E se ce n’è per la maggioranza, così si esprime riguardo alla minoranza: “A lei avevo chiesto un’opposizione costruttiva e non ideologica, avevo chiesto un aiuto indiretto e anche diretto, in privato, per aiutarmi, pur conservando il ruolo di opposizione nel governo di Sori. Ho ricevuto l’esatto contrario: quasi esclusivamente posizioni ideologiche e poco pratiche, molta poca concretezza, se non per un paio di interpellanze”.

Quasi immediata, su Facebook, la risposta del gruppo di minoranza ‘Sori2020Più’: “In un momento storico come questo, avrebbe dovuto prevalere il buon senso e la responsabilità tutta dell’amministrazione, l’interesse per il paese, non personale o politico”.

La notizia ha lasciato stupiti i concittadini e anche i molti conoscenti della vicina Recco, dove il primo cittadino Carlo Gandolfo, amico di lunga data del farmacista di Sori, ammette lo stupore. “Siamo rimasti sorpresi per questo annuncio – spiega Gandolfo – Oggi fare il sindaco non è semplice e in questo periodo è ancora più difficile. Non entro nel merito, tuttavia ritengo che siano scelte personali e so, proprio conoscendo l’amico Mario, che se ha scelto in tal senso, ha di sicuro le sue buone ragioni: è una persona molto seria e immagino che la sua sia stata una decisione meditata e non certo presa a cuor leggero. Oltre ad essere un amico, è un valido collega, con cui ho collaborato molto bene. Proprio ultimamente c’è stata sinergia e competenza per la campagna vaccinale che abbiamo avviato insieme: il Comune di Recco, quello di Sori e quello di Avegno”.

Adesso, Mario Reffo ha venti giorni di tempo dalla data di dimissioni per ritirarle, diversamente il Comune sarà commissariato, poi le amministrative, probabilmente ad ottobre, pandemia permettendo.

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