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Giovedì 22 ottobre 2026 - Numero 449

Santa Margherita, alla galleria Cella Art & Communication una mostra collettiva dedicata all’equinozio di primavera

La gallerista Barbara Cella: “Non è solo un fenomeno astronomico, ma un simbolo potente del nostro stesso viaggio interiore”
Una delle opere esposte presso la galleria Cella Art&Communication di Santa Margherita
Una delle opere esposte presso la galleria Cella Art&Communication di Santa Margherita
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(r.p.l.) È attualmente in corso, presso la galleria Cella Art & Communication di Santa Margherita Ligure (in corso Marconi 2), la mostra collettiva ‘Dall’Ombra alla Luce – Equinozio di Primavera’. Esposizione a ingresso libero sino al prossimo 16 aprile (il giovedì dalle 15 alle 18,30, il venerdì e la domenica dalle 10,30 alle 13 e dalle 15 alle 19; altri orari su appuntamento). 

“Anche il 2025 – racconta la gallerista Barbara Cella – sarà una stagione densa di appuntamenti. Incominciamo con la mostra collettiva che, come l’anno passato, vedrà le opere di quindici autori, per celebrare la rinascita della natura e allo stesso tempo del nostro sentire interiore”. L’equinozio di marzo è un preciso momento astronomico che avviene quando il circolo di illuminazione (che divide la metà del globo terrestre illuminata da quella che rimane ‘al buio’) passa per i poli terrestri e la radiazione solare è perfettamente perpendicolare all’Equatore e all’asse terrestre.

Il termine equinozio deriva dal latino aequinoctium, che significa “notte uguale (al dì)”, composto da aequus“uguale” e nox noctis “notte”. Dunque, l’equinozio di primavera, così come l’equinozio di autunno, è il momento dell’anno in cui le ore del giorno sono uguali alle ore della notte in tutti i luoghi della Terra. Un momento di perfetto equilibrio tra luce e oscurità: il giorno e la notte hanno la stessa durata, ma da qui in poi la luce inizia a prevalere, annunciando il risveglio della natura e il rinnovamento interiore.

“Non è solo un fenomeno astronomico quindi, ma un simbolo potente del nostro stesso viaggio interiore – prosegue Barbara Cella – Come la natura si risveglia dopo il lungo sonno invernale, così anche noi attraversiamo momenti di buio, introspezione e attesa prima di riemergere con nuova consapevolezza. L’equinozio è il passaggio dall’ombra alla luce, dal peso del passato alla leggerezza del futuro, dal torpore alla rinascita. Fin dall’antichità, questo evento astronomico è stato carico di significati simbolici e celebrato in molte culture”. 

Nell’antico Egitto, era associato al culto di Osiride, dio della rinascita e della fertilità. I Persiani festeggiavano il Nowruz, il ‘nuovo giorno’, che ancora oggi segna l’inizio dell’anno nel calendario persiano. I Celti e i popoli germanici celebravano l’equinozio con riti dedicati alla dea Eostre, da cui deriva il nome inglese di Easter (Pasqua). Nella cultura Maya, durante l’equinozio il gioco di luci sulla piramide di Kukulkan a Chichén Itzá crea l’illusione di un serpente che discende lungo i gradoni, simboleggiando la connessione tra cielo e terra.

“L’arte diventa così un mezzo per esplorare questa trasformazione, per dare forma e colore a questo viaggio dall’ombra alla luce. Ogni artista è stato invitato a riflettere sul proprio percorso interiore per tradurlo in immagini, materia e forme, dando voce a quella luce che, dopo l’oscurità, torna a splendere utilizzando il linguaggio universale dell’arte attraverso le varie forme: pittura, fotografia e scultura”.

Gli artisti partecipanti sono: Gino Arcidiacono, Marina Bocchieri, Angela Careggio, Fabio Consani, Milena Demartino, Sofia He, Vincenzo Lagalla, Laura Marini, Barbara Pelizzari, Giuliana Picchio, Marina Portunato, Barbara Stretti, Patrizia Traverso, Maria Vittoria Vallaro, Roberta Villa.

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