La Liguria – si guardi al centro del suo territorio e della sua storia o si guardi alle ali arcuate del Ponente e del Levante – dal mare ha tratto le sue ricchezze; sul mare costruito i suoi giorni migliori; al mare in queste settimane condite da ingorghi terrestri, materiali e forse anche psicologici, bisogna tornare per avere una via di fuga verso il rilancio, la rinascita.
E sulla costa ci sono le società sportive che hanno nel mare la loro ragione di essere, i club piccoli o grandi di canottaggio, nuoto, pallanuoto e vela. La Lega Navale Italiana di Santa Margherita sta tirando le somme di un’estate elettrizzante, per niente o pochissimo, influenzata dalla tragedia del Ponte Morandi.
Il presidente della sezione sammargheritese, cellula viva e pulsante di un’associazione che fa numeri in grado di rivaleggiare con qualsiasi disciplina sportiva ‘terrestre’, è Marco Mazzucchelli, che non ha paura di esultare per questi successi: “Altro che patria del mugugno! La botta del 14 agosto è stata forte, fortissima, ma un attimo dopo eravamo già in piedi. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo cercato ognuno nel nostro ambito di fare qualcosa. Come LNI Santa avevano degli appuntamenti importanti, soprattutto i campionati italiani prima e europei dopo della classe D-One. Posso dire con orgoglio che abbiamo onorato nel migliore dei modi gli impegni. Oltre 20 equipaggi da tutta Europa sono venuti da noi, nel porto di Santa, e si sono trovati a meraviglia. Alla faccia di disagi, logistica e contrattempi personali”.
La LNI non chiude i battenti. “È in arrivo, il 13 e 14 di questo mese, il Trofeo Sotgiu, un’altra classica del nostro calendario, dove riproporremo Optimist e Laser. In più stiamo ultimando per rendere al 100 per 100 ‘barriere-free’ la nostra sede. Avere una base navale che possa accogliere i nostri utenti disabili è la nostra priorità. Non appena ultimati, potremo riproporre i corsi per le persone con handicap che più volte ben tenemmo in passato”.
Non dorme sugli allori una società che ha 200 soci ordinari e, mettendo in conto praticanti e agonisti, arriva a staccare 400 tessere. “Sono numeri che ci danno fiducia – ammette Mazzucchelli – anche per portare avanti iniziative come quella della Vela a Scuola, anzi sarebbe meglio dire la Scuola in Vela perché grazie agli accordi con le autorità cittadine e quelle scolastiche della zona usciamo in mare con i ragazzi per fare pratica in ogni mese dell’anno. Incontrando un successo crescente”.
Poi ci sono le strade innovative nell’organizzare eventi. Per esempio la scelta di puntare sui D-One, un monotipo con chiglia a bulbo di neppure tre metri di lunghezza, pensato per essere pratico, agile, spettacolare e, cosa che non guasta a portata di tasca. Barche che è una goduria portare in mare e che è assai divertente ammirare dalla riva. Un’idea italiana. Mazzucchelli: “E’ un’emozionante ‘single hander’ sviluppata dalla Devoti Sailing. Nome di eccellenza, che ha acquisito rilevanza mondiale con la D-ONE International Class Association; ha un rappresentante per ogni paese. Il segretario di classe per l’Italia è Tommaso Buzzi”.
Per chi non è addentro alle cose marinaresche Luca Devoti (Verona, 2 gennaio 1963) è un velista italiano, vincitore della medaglia d’argento nella vela (classe Finn) ai Giochi olimpici di Sydney 2000. Oltre alla medaglia olimpica, ha conquistato anche un oro ed un argento ai Campionati europei di vela, è stato skipper di ‘+39 Challenge’ nella Coppa America 2007. Non contento è diventato pure designer e costruttore di Finn: in questa veste le sue imbarcazioni hanno conquistato medaglie ai Giochi olimpici di Atlanta 1996, Sydney 2000 e Atene 2004. ASD D-ONE Italia riunisce gli armatori, timonieri del D-ONE barca nata dall’idea di Luca Devoti. Ancora il presidente LNI: “Attualmente, in Italia, ce ne sono oltre 50, su un totale di 300 barche vendute dal 2009. Santa e il suo porto sono una base ideale per i D-One, vogliamo continuare e sviluppare questo rapporto con la classe. Bisogna evolversi, trovare nuove rotte”.
Per la LNI di Santa Margherita ‘esplorare’ non è un verbo cannibalizzato dall’informatica, ha conservato il significato lessicale primario.
(d.s.)