Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 30 luglio 2026 - Numero 437

Saggio di fine anno della classe di canto lirico della Scuola della Voce: in scena un’originale versione della ‘Serva Padrona’ di Pergolesi 

La regista Sara Nastos: “Lo spettacolo lirico in forma scenica, con solisti, coro e costumi teatrali, è stato ideato grazie a un grandissimo lavoro di squadra”
Lo spettacolo ispirato alla 'Serva Padrona' di Giovan Battista Pergolesi
Lo spettacolo ispirato alla 'Serva Padrona' di Giovan Battista Pergolesi
Condividi su

di ALBERTO BRUZZONE

È tempo di saggio di fine anno per i corsi di canto curati dall’Associazione Tigullio Eventi e dalla Scuola della Voce di Chiavari. Per festeggiare i dieci anni di collaborazione, ecco un vero e proprio spettacolo, che andrà in scena domenica prossima, 5 maggio, presso l’Auditorium di largo Pessagno, grazie all’ospitalità della Filarmonica di Chiavari e alla collaborazione del Comune di Chiavari.

Appuntamento alle ore 20,30, a ingresso libero sino a esaurimento posti (prenotazioni e informazioni al numero 347 7579401), con ‘La Serva Padrona’, un lavoro ispirato all’opera di G.B. Pergolesi con musiche di CacciniFrescobaldiOffenbachMozart e Donizetti. Personaggi e interpreti sono: Antonella Amorini (nel ruolo di Serpina), Daniele Aurioso (Uberto), Florinda Romano (Vespone e voce narrante), Sarah Ritz-Zwilling (Serpinetta), Mario Moschen (Masetto), Giada Tedeschi (La Zingarella), Stella Rino (Cupido). Cantano la classe di canto lirico e il coro Piccole Donne della Scuola della Voce di Chiavari. ‘La serva padrona’ sarà diretto da Sara Nastos, con la partecipazione del musicista Andrea Vulpani al pianoforte. 

“Viene messa in scena – racconta Sara Nastos – un’originale rivisitazione della ‘Serva Padrona’ di Giambattista Pergolesi: piccola opera buffa, nata a Napoli nel 1733. Tra un atto e l’altro della piccola opera si ascolterà un intermezzo fantasioso, ideato da me: una sorta di rapsodia lirica, con personaggi aggiunti, che si collegano alla storia principale con arie di autori diversi. Protagonista di quest’anno è la classe di canto lirico e, immancabile, il coro Piccole Donne, che è patrocinato dal Comune di Chiavari, per essersi distinto in bravura e impegno dal 2019 ad oggi, cantando svariate volte nei più importanti Festival di Chiavari, in tutto il comprensorio del Tigullio, fino a Portofino e Genova”.

Lo spettacolo lirico in forma scenica, con solisti, coro e costumi teatrali, “è stato ideato grazie a un grandissimo lavoro di squadra tra la nostra associazione, i ragazzi e le loro famiglie: gli allievi arrivano da Genova e dalla Spezia, contando anche su una giovane cantante parigina che quest’anno studia all’Università di Genova con il progetto Erasmus, che si è unita alla nostra scuola. I genitori hanno collaborato per i costumi del coro, alcune ragazze lavorano nelle quinte durante lo spettacolo, altre presentano lo spettacolo come filo conduttore, e il gruppo storico Le Gratie d’Amore” di Lavagna ci ha gentilmente fornito i costumi per i solisti”. La loro età varia da 16 a 28 anni, mentre l’età dei coristi varia dai 10 ai 30 anni.

Ultimi video

Premio Esculapio d’Oro: a Chiavari il 30 luglio, riflettori accesi sulla sanità pubblica che fa la differenza
Il Comitato Assistenza malati del Tigullio celebra la trentaquattresima edizione del premio ideato dal suo fondatore Giancarlo Mordini
Acque depurate, la risorsa che l'Italia continua a sprecare. Parla il chimico ambientale Giambattista Polleri
"In un Paese sempre più colpito dalla siccità i depuratori devono diventare impianti di recupero: l'acqua trattata va riutilizzata, non scaricata in mare"

Altri articoli

La sinistra del campo largo abbandona gli insegnamenti del Pci

Su collocazione internazionale dell'Italia e condanna della violenza dell'estremismo di sinistra il campo largo che aspira a governare l'Italia non ha fatto finora alcuna chiarezza

Intelligenza Artificiale e nuove generazioni: la necessità di un patto educativo tra studenti, insegnanti e genitori

Tre articoli su ‘Il Riformista’ toccano un tema assai attuale e interessante. La giornalista Ilaria Donatio: “Imporre divieti non serve a nulla, occorre una maggiore consapevolezza”