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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Il Villaggio Calcio convola a nozze con l’Uc Sampdoria

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di DANILO SANGUINETI

Il Villaggio tenta di diventare globale, e ci prova rimanendo fedele al suo pensiero locale. Un argomento che a ‘Piazza Levante’ sentiamo particolarmente nostro. Stiamo parlando della società etichettata Sport, che opera a Cogorno e che è appendice del progetto Villaggio del Ragazzo ideato all’indomani della Seconda Guerra Mondiale e fatto prosperare da don Nando Negri. La ristrutturazione radicale della sezione calcio, iniziata qualche anno fa e ancora in corso, ha dato una salutare scossa a un settore del gruppo sportivo villaggino di maggiore anzianità, afflitto da alcuni dei difetti che la vecchiaia porta con sé. Il rinnovamento ha portato miglioramenti sia nei numeri che nei risultati. Previdenti, i dirigenti biancorossi non si siedono sugli allori ma lavorano per stare al passo con i tempi che cambiano velocemente. Proprio in questi giorni  l’A.S.D. Villaggio Calcio ha annunciato un accordo strategico di primaria importanza.

La società di puro settore giovanile con sede a Cogorno è entrata a far parte del Progetto Next Generation dell’U.C. Sampdoria. Lo scopo dell’accordo è quello dichiarato nel comunicato inviato ai media: “Next Generation è finalizzata a sviluppare, promuovere e diffondere i valori etico-sportivi che caratterizzano la propria attività di formazione dei giovani calciatori. Il programma ha lo scopo di creare rapporti con le società e di coprire il territorio nazionale con centri tecnici correlati al mondo dell’U.C. Sampdoria”.

Fabio Rossi, il responsabile delle pubbliche relazione del Villaggio Calcio, ha seguito in prima persona la trattativa, passo dopo passo, sin dai primi contatti sino alla firma del patto finale: “Da tempo pensavamo a trovare un’intesa con un club professionistico. Per un club di puro settore come il nostro è quasi una necessità. Non avendo una prima squadra alla quale portare come logica conclusione di un percorso i ragazzi del settore giovanile, sentivamo di essere ‘monchi’. A questa prima considerazione se ne sono aggiunte altre due che ci hanno spinto senza esitazioni verso la Samp. Il club blucerchiato persegue con Next Generation gli stessi nostri valori: sportività, lealtà, rispetto del ragazzo e dell’atleta. E infine i nostri calciatori e i nostri tecnici saranno valutati da professionisti e potranno andare a valutare come lavorano a Bogliasco. Lezioni che serviranno a farci crescere, e perché no, a mettere in mostra presso gli esperti di un grande club i nostri talenti migliori”.

L’elevato livello di formazione che la società di serie A assicura ai suoi giovani tesserati sarà a disposizione anche dei piccoli biancorossi. “Da qualunque parte si veda – prosegue Rossi – i benefici sono notevoli. I nostri ragazzi entreranno a far parte di un grande gruppo di oltre 30 affiliate in Italia, che si relazioneranno e scambieranno esperienze dalle quali trarremo informazioni tecnico-tattiche respirando aria di professionismo che migliorerà la nostra attività, amplierà la nostra conoscenza e l’educazione tecnico-sportiva di dirigenti, allenatori e calciatori. Parte integrante dell’accordo è l’utilizzo del marchio con la dicitura ‘in collaborazione con U.C. Sampdoria’ o  ‘Next Generation Sampdoria’. L’accordo avrà efficacia fino al 2020”.

Nel dettaglio, la collaborazione tecnico-sportiva contempla incontri di formazione, visite formative e visite settimanali, allenamenti dimostrativi. Ci sarà la possibilità di partecipare al ‘Samp -Day’, dove si potrà assistere agli allenamenti della prima squadra della Sampdoria con possibilità di incontrare e confrontarsi con i campioni blucerchiati e con Tecnici del Settore Giovanile. I bambini del Villaggio Calcio avranno, inoltre, la possibilità di assistere alle gare di Serie A che la  Sampdoria giocherà al Ferraris di Genova.
Un colpo simile merita anche un piccolo peccato di orgoglio. Rossi ricorda l’inizio delle discussioni: “Ci dissero che la Sampdoria era molto selettiva nelle scelte delle società con le quali accordarsi. Andammo al primo incontro abbastanza tesi, facemmo evidentemente una buona impressione perché furono loro a richiamarci, senza aspettare che ci facessimo vivi noi come da prassi. Le visite dei loro dirigenti alle nostre strutture sono state l’ultimo ‘esame’ e direi che lo abbiamo passato con il massimo dei voti. Un apprezzamento per il nostro lavoro che ci ha fatto veramente piacere”. Ed ora si aspettano i frutti: chissà che l’erede di Quagliarella non si nasconda all’ombra della Basilica dei Fieschi.

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